I pm sulle manovre finanziarie della Juve: «un contesto criminale di allarmante gravità»

Calcio e Finanza propone alcuni stralci del provvedimento con cui la Procura di Torino chiedeva i domiciliari per Agnelli, Nedved e gli altri

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Mg Milano 28/04/2018 - campionato di calcio serie A / Inter-Juventus / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Andrea Agnelli-Giorgio Chiellini

Nella richiesta di domiciliari per i tredici indagati della Juve, tra cui Agnelli e Nedved (misure cautelari rigettate dal gip in estate), la Procura di Torino definisce l’operato finanziario del club bianconero al centro dell’indagine sulle plusvalenze e gli stipendi come “un contesto criminale di allarmante gravità”. Lo scrive Calcio e Finanza.

““Un contesto criminale di allarmante gravità, essendosi di fronte a condotte illecite, reiterate e protratte nel tempo, per ben tre esercizi, di indubbio spessore ponderale”. Così la Procura di Torino descrive l’operato finanziario della Juventus, al centro di una maxi indagine che coinvolge i vertici societari. I Pm lo hanno scritto nella richiesta per l’applicazione delle misure interdittive nei confronti dei tredici indagati, richiesta poi negata dal Gip che non ne ha ravvisato i presupposti”.

I pm scrivono:

“I reati analizzati (…) per le modalità effettive di realizzazione, delineano un’elevata pericolosità soggettiva dei rei, rendendo innegabilmente concreto il pericolo che gli stessi, qualora si presenti l’occasione, continuino a delinquere”.

Nelle carte, come già noto, ci sono anche gli

“impegni morali che si sono rivelati essere scritture private sottoscritte tra i vertici societari”

e

“la presenza di una autentica contabilità in nero con riguardo ai rapporti con gli agenti sportivi”.

Tutte queste circostanze, spiegano gli inquirenti, “dovranno essere oggetto di necessario approfondimento”.

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