Abramovich si difende: “Non ho comprato il Chelsea per Putin”

L'avvocato del miliardario russo ha negato davanti all'Alta Corte britannica le accuse lanciate dal libro della Belton

Abramovich si difende: “Non ho comprato il Chelsea per Putin”

Il proprietario del Chelsea, nonché miliardario russo Roman Abramovich si è difeso tramite il suo avvocato dalla accuse circolate, secondo cui avrebbe acquistato la squadra inglese per conto di Vladmir Putin.

Seconda quanto riporta la Reuters infatti il suo avvocato, Hugh Tomlinson, avrebbe detto all’Alta Corte britannica che alcuni passaggi del libro di Catherine Belton “Il popolo di Putin: come il KGB si è ripreso la Russia e poi ha preso l’Occidente”, sono altamente diffamatori.

«Abramovich è descritto nel libro come il “cassiere” di Putin e il custode dei fondi neri del Cremlino. Ciò che si dice stia accadendo è che il signor Abramovich stia mettendo la sua ricchezza a disposizione di Putin…»

La Belton nel suo libro ha raccontato l’ascesa al potere di Putin nominando tanti suoi associati degli ex servizi di spionaggio sovietici che sarebbero saliti a posizioni di ricchezza e influenza, tra cui anche Abramovich. Proprio per questo il magnate ha citato in giudizio sia la casa editrice sia la giornalista Belton.

Secondo il suo avvocato il magnate russo non avrebbe avuto altra scelta che assecondare le richieste di Putin mentre il libro contiene affermazioni secondo le quali Putin avrebbe ordinato ad Abramovich di acquistare la squadra di calcio del Chelsea come «parte di un piano per corrompere l’Occidente» e per «costruire una paratia di influenza russa».