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Marotta: «Stipendi? Nessun diktat, faremo colloqui individuali con i calciatori per sensibilizzarli»

A Sky: “I bonus saranno rispettati e liquidati. Con la pandemia si deve prendere atto della situazione e apportare dei correttivi”

Marotta: «Stipendi? Nessun diktat, faremo colloqui individuali con i calciatori per sensibilizzarli»

Nel pre-partita di Inter-Sampdoria, ai microfoni di Sky ha parlato l’amministratore delegato nerazzurro, Beppe Marotta.

Qual è il suo sentimento dopo aver vinto lo scudetto?

«Il sentimento personale è quello di tutti gli interisti, dei tifosi e dei dirigenti, un sentimento forte che ripaga gli sforzi e il lavoro fatto. E’ un momento straordinario».

A proposito delle vicende societarie, si parla di tagli agli stipendi, di tagli ai premi scudetto…

«Oggi è assolutamente un momento di grande festa, la società è rappresentata qui dal presidente, è giusto goderci questo momento, soprattutto per Conte e  giocatori. Posso dire che non ci sono tensioni. Comunico che nella prossima settimana saranno avviati colloqui con i singoli giocatori con la presenza di Steven Zhang per sensibilizzare i calciatori a quello che è un momento di difficoltà economico-finanziaria di tutto il mondo del calcio e in particolare dell’Inter a causa della pandemia».

C’è apertura da parte loro?

«Confermo intanto che i bonus saranno rispettati e liquidati, perché sono frutto di un traguardo meritato da parte dell’area tecnica ed è giusto che la società riconosca questo, per il resto è giusto confrontarsi per illustrare loro la fotografia del calcio di adesso, nessun diktat da parte societaria, ma solo un confronto con la società per sensibilizzarli».

Come si è arrivati a questo indebitamento?

«Il modello di riferimento di oggi non è più sostenibile, è un modello che vede costi che lievitano, mi riferisco principalmente al costo del lavoro che varia dal 70 al 75%. Qualsiasi azienda sarebbe vicina al default, dobbiamo lavorare sul contenimento dei costi e sulla valorizzazione delle risorse. Oggi abbiamo costi certi ma ricavi incerti. Non ci sono responsabilità, è una situazione catastrofica capitata improvvisamente quando gli impegni contrattuali in uscita erano stati già assunti. Oggi è facile programmare e avere una visione diversa, ma quando eravamo dentro non potevamo fare diversamente. Davanti a una pandemia non si può fare altro che prendere atto della situazione e prendere dei correttivi».

Il tifoso dell’Inter può sperare in un colpo di mercato da 40 milioni?

«Questo gruppo è già di valore se ha conquistato lo scudetto. L’obiettivo dei grandi club è sempre rinforzarsi ma oggi è prematuro parlarne. Vogliamo goderci lo scudetto, fatto straordinario e meritato. Poi con calma valuteremo il futuro».

Fino ad un certo punto della stagione l’Inter votava a favore dei fondi, poi a un certo punto, si sa perché, si è tirata indietro. E’ ancora possibile quella pista? L’Inter potrebbe cambiare opinione?

«Il concetto è stato molto strumentalizzato. Abbiamo dato apertura a negoziare con i fondi come tanti altri, ma la disponibilità vuol dire negoziare delle condizioni, quelle negoziate non erano quelle che l’Inter riteneva di considerare positive e c’è stata un’interruzione. E’ chiaro che se in un momento di difficoltà si presentano i fondi vuol dire avere qualcuno che ti dà una grossa mano. Se i fondi si ripresenteranno, naturalmente, tutto sarà rinegoziato, ma sempre nell’interesse del club».

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