SportWeek sui selfie di Icardi e Neymar con l’ossigeno: cosa dice il cervello a questi giocatori?

Il commento di Vernazza. Lo sanno che significato hanno di questi tempi le fotografie con le maschere dell’ossigeno? E inoltre: è etico utilizzare camere iperbariche per aiutare i calciatori a recuperare dalle fatiche di una partita?

SportWeek sui selfie di Icardi e Neymar con l’ossigeno: cosa dice il cervello a questi giocatori?

Su SportWeek, Sebastiano Vernazza critica duramente la scelta di Icardi di farsi un selfie mentre è nella camera iperbarica di casa sua. Una cosa simile a quella fatta da Neymar in estate, prima della finale di Champions League contro il Bayern Monaco, quando aveva postato un autoscatto con la maschera dell’ossigeno.

Vernazza scrive:

“La domanda sorge naturale e richiama un film recente con Paola Cortellesi: ma a questi calciatori “cosa dice il cervello”? Lo sanno che significato hanno di questi tempi le fotografie con le maschere dell’ossigeno?”.

Si riferisce, naturalmente, alle foto dei malati di Covid che circolano da mesi, quelli che hanno difficoltà a respirare per via del virus. Un virus che sia Icardi che Neymar, tra l’altro, hanno vissuto in prima persona.

“Sia Neymar sia Icardi hanno contratto il Covid, ne sono usciti perché sono giovani e forti, per loro fortuna, e sanno che ci sono stati milioni di morti e che altri ce ne saranno: perché giocare su un equivoco stupido, che non fa ridere? Qual è lo scopo, mietere visualizzazioni e follower? Che tristezza“.

Vernazza continua chiedendosi se sia etico consentire l’uso di una camera iperbarica da parte dei calciatori.

“È normale, per quanto si sia ricchi, tenersi una iperbarica in casa per uso personale? Sono apparati che nella quotidianità dei comuni mortali vengono usati per scopi terapeutici, per curare malattie. È etico utilizzarne in quantità per aiutare Neymar, Icardi e soci a recuperare meglio dalle fatiche di una partita di calcio?”.

I selfie di Neymar e Icardi sono “sbagliati”, conclude.

“Non fanno altro che dilatare le distanze tra la gente comune e i personaggi dello “star system”. Calciatori su Marte, sprezzanti di una realtà che pure molti di loro conoscono, perché sono cresciuti in situazioni difficili. Campioni mascherati male, per provocazioni sbagliate”.