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Archibald: «Al Barcellona Schuster aveva paura della 10 di Maradona». Così la prese lui

Al Guardian lo scozzese che prese il posto di Diego: «Ritirare un numero è ridicolo. Presi anche il suo armadietto, era pieno di profumi»

Archibald: «Al Barcellona Schuster aveva paura della 10 di Maradona». Così la prese lui

Quando Steven Archibald arrivò al Barcellona per colmare il vuoto lasciato da Diego Armando Maradona, Schuster non gli voleva cedere la maglia numero 8 che gli spettava da contratto. Non perché ci fosse particolarmente legato, ma perché non voleva indossare quella che era rimasta libera, la 10 di Maradona. E allora la 10 la prese l’ex Tottenham. Comincia con questo aneddoto la bella intervista che il Guardian ha fatto all’ex giocatore scozzese, che oggi è un imprenditore nel settore delle energie rinnovabili e vive ancora in Spagna.

Quando arrivai al Barcellona, non mi importava quale nome ci fosse sull’armadietto: ero lì per un motivo, era il mio momento. Così dissi al magazziniere di togliere il nome di Diego per metterci il mio. Aveva lasciato profumi e altri prodotti, così avevo sempre un buon odore.

Se provi a sostituire un giocatore così, sei perdente in partenza. È impossibile. Sapevo che Maradona era una figura enorme e non puoi sperare di essere come lui, quindi devi fare quello sai fare. Mi chiamavano “il sostituto di Maradona”. Ma non ero il sostituto di nessuno. Lo stesso vale per il Barcellona di oggi con Messi: potrà essercene un altro in futuro, ma adesso non è così e se andasse via dovranno riorganizzarsi. Ma hanno la qualità per farlo bene.

Penso che ritirare un numero sia ridicolo, davvero. La vita va avanti, è come un autobus: ne arriva sempre un altro. Non sarà lo stesso, ma è pur sempre un autobus.

Quando arrivò al Barcellona, voluto da Venables, i compagni dissero: «Chi diavolo è questo?»

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