ilNapolista

Ruggeri: «I social sono di una ferocia terribile. Ecco perché tanti miei colleghi non prendono posizione»

Ad Avvenire: «Sono lo sfogo di tutte le aggressività e il rifugio dei mediocri. Rappresentano una falsa democrazia»

Ruggeri: «I social sono di una ferocia terribile. Ecco perché tanti miei colleghi non prendono posizione»

Avvenire intervista Enrico Ruggeri. Si lancia in una dura critica ai social.

«Il problema è che i giovani sono un po’ fragili e hanno un naturale bisogno di appartenere a un gruppo. Quella socialità che oggi viene rubata ai ragazzi da un certo modo di vivere. E non sono certo i social a rappresentare un’autentica forma di socialità. Anzi, sono una minaccia. Ormai sono proprio i social a frenare la partecipazione. Sono lo sfogo di tutte le aggressività e il rifugio dei mediocri. Rappresentano una falsa democrazia. I social sono di una ferocia terribile. Io stesso sono stato spesso insultato, nell’ultimo anno mi hanno augurato di finire intubato e di morire di Covid. Questo fenomeno degli odiatori e comunque di poter liberamente scrivere ogni cosa su chiunque fa sì che, soprattutto tra noi artisti, nessuno voglia più esporsi sulle questioni pubbliche e civili. Questo è il motivo per cui molti miei colleghi giocano in difesa. Nessuno prende davvero posizione, se non in quei casi in cui sai che tutti ti danno ragione. Io che invece spesso dico la mia, credo di detenere il record di congratulazioni in privato. Mi dispiace vedere che ci sono in giro troppe canzoni leggere come carta velina. Secondo me invece è proprio questo è il momento in cui l’artista deve prendere delle posizioni, per contribuire a rendere più vivibile il mondo».

 

ilnapolista © riproduzione riservata