La speranza è che Gattuso non creda alle sue frasi post-partita

Nessun dramma per la sconfitta ma non è vero che «abbiamo buttato via la partita». Il dubbio è sempre lo stesso: dove possiamo arrivare con l'Amato Veleno?

gattuso

Relativizziamo innanzitutto, cara Ilaria. Nessun dramma. La Champions era bella che è andata ed era impresa ardua raddrizzare un campionato rovinato dalle mattane presidenziali su ritiri e multe. Detto questo, Gattuso, in quattordici partite di campionato, ha un bilancio manicheo: otto vittorie e sei sconfitte, senza vie di mezzo. A preoccuparmi è solo la sua prima dichiarazione dopo il match: “Abbiamo buttato via la partita”. Spero non sia convinto di quello che ha detto. Stasera il Napule è stato buono a metà e solo nel primo tempo. Il tridente iniziale era svogliato e inconcludente. E il dubbio che mi sovviene è identico a quello sorto quando Gattuso è arrivato a Napoli: Coppa Italia a parte, saprà l’Amato Veleno diventare allenatore di prima fascia e non lottare più per il quinto o sesto posto?

Fabrizio d'Esposito. Cofondatore del Napolista. E' un giornalista del Fatto Quotidiano. Ritiene che il giochismo sia la malattia infantile del calcio e detesta la neo-lingua mediatica infarcita di braccetti, preventive, catene e seconde palle. Maradona è stato la sua linea d'ombra e suo figlio si chiama Diego Maria. Originario di Piano di Sorrento, vive a Roma.

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