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Toni Nadal: per Rafa è Djokovic l’avversario, Federer si batte più facilmente

Il campione spagnolo compie 34 anni, e lo zio-allenatore dice alla Gazzetta che “il lockdown aiuterà i giocatori più anziani”: “lui ha ancora altri 3-4 anni davanti”

Toni Nadal: per Rafa è Djokovic l’avversario, Federer si batte più facilmente

Rafa Nadal compie 34 anni. Niente Roland Garros in regalo, come quasi ogni anno da svariati anni a questa parte. Il blocco ha congelato la carriera infinita del “dio dell’agonismo”, come dei suoi avversari. Ma non c’è problema, anzi. Secondo Toni Nadal, lo zio-allenatore-mentore che lo ha cresciuto, questa storta di freezer delle competizioni aiuterà ad allungare la carriera proprio degli infiniti “vecchietti” che dominano il tennis da 20 anni: lui, Federer, Djokovic.

“In questo periodo è tutto un po’ strano – dice in un’intervista alla Gazzetta dello Sport – Ma se il corpo e la salute lo assisteranno, penso che abbia ancora almeno tre o quattro anni davanti. Chissà, magari anche di più, perché questo 2020 gli sta permettendo di rallentare e non forzare il fisico. I giocatori più anziani saranno quelli che trarranno più beneficio da questo periodo. Ne sono convinto. Se sommiamo l’esperienza, al tempo che hanno avuto per rimettersi in sesto, penso che saranno loro quelli con più chance di vittoria quando la stagione ripartirà”.

Ormai quella per la gloria tennistica è diventata una gara di endurance. E l’obiettivo è superare King Roger: “Penso che sia Rafa che Djokovic potranno sorpassare Federer. L’età è dalla loro parte, anche se ci sono tanti giovani forti che stanno facendo esperienza e diventano ogni anno più pericolosi. Se Rafa dovesse vincere a Parigi quest’anno arriverà a quota venti come lo svizzero, poi si vedrà”.

Toni Nadal non teme il reato di lesa maestà e dice che tra Federer e Djokovic “è Nole l’avversario più ostico. Lo dicono i risultati. Perché anche se giochi bene, non sai mai come e quando poterlo attaccare, non ti lascia uno spazio per infilarti. Invece con Federer, per quanto sia un fenomeno, avevamo una tattica più chiara, ci dava più possibilità per colpirlo”.

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