Premier avanti ad oltranza, i club non si danno il limite del 30 giugno (non ancora)
Per ora l'intenzione è quella di giocare tutte le 92 partite restanti, anche andando oltre la scadenza dei contratti di giocatori e sponsor

Si va avanti, anche oltre la “scadenza” del 30 giugno. Per ora la Premier League non si pone limiti temporali e decide di programmare la chiusura della stagione, anche andando ad oltranza, giocando tutte le 92 partite che restano da giocare.
E’ la decisione presa dai club nella riunione in videoconferenza di oggi. La Premier ha dichiarato che chiudere il campionato “rimane il nostro obiettivo”, ma attualmente “tutte le date sono indicative”. In cima all’agenda doveva esserci il limite del 30 giugno, ma si è deciso che non era il momento giusto per farlo, passando invece alla discussione sui “possibili modelli di programmazione”: “in comune con altre aziende e settori, la Premier League e i nostri club stanno lavorando a scenari di pianificazione complessi”, si legge in una nota.
Il 30 giugno è la data nella quale scadono i contratti di molti giocatori e sponsor. Se la stagione dovesse andare oltre, esiste la possibilità che i club perdano i giocatori prima della conclusione delle partite.
All’inizio del mese la Premier ha dichiarato che il gioco riprenderà solo quando “sarà sicuro e appropriato farlo”. Il numero delle vittime per coronavirus nel Regno Unito è salito è di oltre 12.000.