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Agnelli: “Guardiola? Eresia dire che non pensiamo a lui”

Il presidente della Juve a Radio 24: “Napoli-Barcellona? Più avanzano le squadre italiane in Champions meglio è per il ranking europeo”

Agnelli: “Guardiola? Eresia dire che non pensiamo a lui”

Ai microfoni di Tutti convocati, su Radio 24, ha parlato il presidente della Juventus, Andrea Agnelli.

“Juve-Inter? In questo momento la priorità per il sistema paese è la tutela della salute pubblica, a partire da questo c’è un dialogo con chi deve decidere, noi accetteremo le decisioni prese. Difficile sospendere campionato, abbiamo calendario fitto. Deve prevalere l’interesse pubblico, se decideranno per porte chiuse o rinvio accetteremo questa decisione. Giocare la partita in un altro stadio? Complicato, senza spettatori ne risentirebbe il prodotto calcio italiano, gli addetti ai lavori, però, devono avere la priorità della salute pubblica. L’ordinanza in Piemonte vige fino a sabato. Ad oggi Juve-Inter avrebbe il pubblico. Qualora ci dicessero di giocare a porte chiuse lo faremo, con Lione inizia parte fondamentale della stagione”

“Voto al primo semestre Juve? Ottimo, siamo primi in classifica e abbiamo superato da primi il girone di Champions. Io valuto la stagione alla fine, pensare di poter vincere a febbraio è sciocco, essere primi oggi è un buon punto di partenza”

“Allegri? Resto amico di Allegri che ho incontrato anche la scorsa settimana, stima e affetto intatti. Le valutazioni sono state diverse e ci hanno portato a fare un cambio di guida tecnica, con la scelta di un tecnico con le caratteristiche di Sarri

“Conte? Noi guardiamo chi prendere. Conte è una bandiera juventina, Conte è Juventus ha vinto la Champions con noi. Con Antonio il rapporto è cordiale e disteso, sono professionisti e lui ha scelto di provare a vincere con l’Inter

“Guardiola? Eresia dire che non si pensa a Guardiola, oggi però va valutato il momento che vive, come ogni professionista. Se uno è felice dove sta difficilmente si muove”

“Chi vuol vincere non è allegriano, è juventino. Vincere è dogma juventino. Abbiamo vinto 8 scudetti, siamo in corsa per il 9 ma la statistica dice che non sarà sempre così, è la bontà delle idee da seguire”

“Napoli-Barcellona? Più avanzano le squadre italiane in Champions meglio è per il ranking europeo”

“Lazio? Non ha obbligo di vincere, la spensieratezza è il suo vantaggio ma può essere anche un nemico se rimanessero soddisfatti della qualificazione in Champions”

“Simone Inzaghi? Lui e Filippo li conosco da 30 anni. Sono due ragazzi perbene, con la Lazio Simone ha fatto un grande lavoro, bisognerà vedere quando avrà l’obbligo di vincere”

“L’ambizione Juve è sempre stata quella di vincere, oggi c’è anche il fattore economico, giocare la Champions ci porta ad una esposizione globale del club”

“Messi via dal Barcellona? Se le prime 5 del campionato italiano avessero un campione come Messi sarebbe un bene per il calcio italiano. Il nostro problema è l’estero, l’appetibilità della Serie A all’estero”

“Il percorso di crescita della società fuori dal campo è un percorso che soddisfa la storia recente. Delta 200 milioni di fatturato con i top club europei, è lo stesso di quando sono arrivato alla presidenza della Juve con la crescita costante del club. Negli ultimi anni abbiamo investito 450 milioni fuori dal campo. Noi abbiamo uno stadio da 40 mila posti, l’interesse nostro è avere uno stadio sempre pieno”

“Mercato? E’ una delle parti che più fa sognare il tifoso. Come mia prassi dico che le domande di mercato sono da porre a chi di dovere, ai responsabili dell’area sportiva. Io faccio parte di un consesso, ma se c’è attribuzione delega c’è anche una attribuzione di responsabilità, l’area sportiva è nella mani di Paratici

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