1° maggio. Il concerto di piazza Dante finanziato dalla tassa di soggiorno dei turisti

Panini ha scovato 55mila euro nelle casse malandate del Comune. Diversi dirigenti hanno espresso la loro perplessità per il mancato utilizzo in altri servizi

1° maggio. Il concerto di piazza Dante finanziato dalla tassa di soggiorno dei turisti

Nelle malandate casse di Palazzo San Giacomo, il vicesindaco e assessore al Bilancio Enrico Panini ha scovato 55mila euro per finanziare l’installazione del palco per il concerto del primo maggio in piazza Dante.

La notizia è sul Mattino di oggi, a firma Luigi Roano. Panini è anche segretario di demA ed ex sindacalista della Cgil. I fondi per il concerto provengono dalla tassa di soggiorno pagata dai turisti all’arrivo in città.

A proporre il progetto del concertone è stata la consigliera delegata Eleonora De Majo del gruppo demA. I musicisti (45) hanno aderito tutti a titolo gratuito.

Il concerto è sostenuto dal Comune ma sul palco non ci sarà il logo di Palazzo San Giacomo.

“L’erogazione dei 55mila euro non è stata semplice, più di un dirigente ha manifestato dubbi sul fatto che in piazza ci sono sempre le stesse band. E perché attingere dalla tassa di soggiorno – in una città dove i servizi primari per i visitatori sono poveri e modesti – e dove con la «turistificazione», vale a dire lo svuotamento del centro storico dai residenti e l’insorgere di negozi che vendono solo fritture con conseguente perdita di identità, quei soldi potevano essere spesi per incentivare altri tipi di attività. Magari di artigianato locale oppure per aprire qualche libreria in più”.

 

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