“Da Michele” la pizza a Londra: «Ci preoccupa più la Brexit che l’Arsenal»

Hanno aperto due anni fa e temono le conseguenze della Brexit: «Noi importiamo tutto da Napoli e i prodotti importati costeranno di più»

“Da Michele” la pizza a Londra: «Ci preoccupa più la Brexit che l’Arsenal»

Si narra che Sherlock Holmes e il suo fido Watson il venerdì sera percorressero qualche isolato a piedi chiacchierando di casi irrisolti e nuovi misteri. Gli isolati che dividono il 221B di Baker Street, l’indirizzo scelto da Arthur Conan Doyle per la residenza di uno degli investigatori più famosi al mondo, dal 199 di Baker Street, dove (due anni fa) L’antica pizzeria da Michele ha deciso di stabilire il suo quartier generale a Londra.

Sherlock Holmes

Il tributo a queste passeggiate immaginarie Amedeo Aterrano, proprietario della Pizzeria, lo ha stampato sul menu facendo indossare cappello e mantello anche al capostipite di “da Michele”. La nebbia di Londra no, quella ha preferito lasciarla sui libri di Conan Doyle. Arriva Arsenal-Napoli. Baker Street non è lontana da Highbury con tutto il suo carico di passioni ed emozioni. Una decina di dipendenti tra pizzaioli e chi serve in sala. Sembra di rivivere le atmosfere partenopee. Inglese poco, pochissimo. Clientela al 50% italiana perché «vogliamo regalare ai nostri clienti due ore di Napoli». Il che significa pizza, birra, fritti, dolci. Tutto rigorosamente proveniente da Napoli. 

Il brand napoletano a Londra

A Neapolitan taste of life. Come altri si potrebbe pensare. La differenza è che “da Michele” è qualcosa in più nell’epoca delle pizzerie gourmet. È tradizione, è un brand che resiste da decenni. L’attesa di Arsenal-Napoli è spasmodica, ma mica tanto. I clienti che vanno e vengono Da Michele possono essere napoletani, milanesi, ma anche thailandesi, francesi e tedeschi. «Londra è una città talmente internazionale che è difficile capire subito chi sia il tuo interlocutore».

Importare costerà di più

Arsenalexit? «Magari, sicuramente meglio di Brexit. Sono più fiducioso sull’impresa del Napoli che non di quella di risolvere presto questo ginepraio in cui gli inglesi si sono cacciati». La spiegazione è semplice-semplice: un ristorante italiano che utilizza tutte materie prime italiane per fornire un’altissima qualità ai propri clienti, paga la farina a un prezzo X. Senza Brexit il prezzo resta lo stesso, con la Brexit la stessa farina sarà aumentata del costo del dazio per l’importazione. Risultato: la pizza costerà di più e il sogno di tante famiglie può naufragare sotto i colpi dell’aumento dei prezzi.

Crisi londinese

«Beh, è quello che è accaduto a tante attività di ristorazione. Nell’incertezza si preferisce non investire e scappare dall’Inghilterra. Speriamo lo capiscano presto che è un errore uscire. Noi abbiamo aperto solo due anni fa ma abbiamo fiducia. Il nostro è un brand che va oltre la semplice pizza». Pizza Hut e Pizza Express, con due locali accanto a Michele, stanno pagando dazio rispetto alla margherita ed alla marinara del poeta della pizza. E Arsenal-Napoli, in questo modo, parte già con un gol di vantaggio per Ancelotti e compagni. E chissà che non sia una pizza a salvare la Regina.

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