Malcuit è l’ennesima lezione di calciomercato del Napoli

Un assist e mezzo, ma soprattutto la sensazione che Malcuit sia stato scelto proprio per le sue qualità, al netto dei pregiudizi (e della legge di Kolarov).

Malcuit è l’ennesima lezione di calciomercato del Napoli

Un assist e mezzo

Nella sua analisi tattica, Alfonso Fasano ha evidenziato come due dei tre gol del Napoli siano nati da giocate di Kevin Malcuit. Da situazioni non casuali, anzi da meccanismi che Ancelotti ha pensato e attuato per il suo Napoli. È il momento in cui si concretizza il calciomercato fatto dalla società partenopea in estate: il tecnico ha chiesto un esterno basso in grado di attaccare molto, di avanzare sulla fascia con qualità, di crossare con buona proprietà tecnica. Insomma, un terzino diverso da Hysaj e Maggio, proprietari di quello slot negli ultimi anni. È stato accontentato con un giocatore effettivamente poco conosciuto, ma anche perfettamente aderente alla richiesta.

Malcuit ha concretizzato, sta concretizzando l’idea del calciomercato come un processo lineare di individuazione e scelta del personale, per dirla con una terminologia tipica delle azienda. Ovviamente, però, c’è anche l’immancabile legge di Kolarov. Secondo la definizione dei più, Kevin Malcuit è stato:

  • La quindicesima scelta del Napoli nel ruolo di terzino destro
  • Un giocatore acquistato troppo tardi, ovviamente a prezzo altissimo
  • Un favore personale al suo procuratore Bruno Satin, che detiene anche la procura di Kalidou Koulibaly – che nel frattempo, però, ha cambiato agente
  • Un pacco, questa era inevitabile
  • Il solito acquisto al risparmio
  • Un giocatore non da Napoli, qualsiasi cosa voglia significare

Tutto questo in sequenza, o tutto insieme. Dimentichiamo di sicuro qualcosa. Ecco, noi non diciamo che tutte queste cose possano essere parzialmente vere o meno. Semplicemente, ora abbiamo gli strumenti per fare debunking rispetto a buona parte di queste supposizioni. Che poi il termine giusto sarebbe “pregiudizi strumentali”, ma lasciamo perdere.

Qualità

Sopra, abbiamo visto la trivela utilizzata da Kevin Malcuit per servire Milik. Un colpo non fine a sé stesso, non troppo difficile in verità, ma ricordiamo sempre: è facile parlare, è (molto) più difficile fare. Basta fare un rapido censimento della memoria: tra Napoli, Serie A e Champions League, quanti cross vincenti d’esterno avete visto negli ultimi cinque anni?

Una giocata del genere non trasforma Malcuit in un campione assoluto pronto per il Real Madrid, piuttosto ci dice che il Napoli ha tre laterali difensivi a destra (Hysaj, Maksimovic e Malcuit), se non addirittura quattro (Callejon a San Siro, remember?) che possono giocare al livello del Napoli. Sì, perché la giocata di Malcuit non è banale, è estetica e funzionale, trova Milik che poi è bravissimo a impattare di testa nel modo giusto. E il fatto che arrivi una mezz’oretta dopo un’altra giocata determinante – il pallone messo al centro che poi Mertens e Milik hanno trasformato nel gol dell’uno a zero – dimostra come Malcuit non giochi così per caso. Ma perché il Napoli di Ancelotti è stato pensato (anche) per lui, esattamente come lui è stato scelto per il Napoli di Ancelotti.

Una lezione

Kevin Malcuit è una lezione in itinere di calciomercato. Come Fabian Ruiz, più di Fabian Ruiz. Perché il centrocampista andaluso era un nome già più riconoscibile per gli appassionati di calcio internazionale, mentre Malcuit era davvero un semi-sconosciuto. Probabilmente, il Napoli ha voluto/provato a prendere Arias, Vrsaljko e/o Mendy, ma questo non vuol dire che Malcuit non potesse/dovesse essere automaticamente inadatto. Anzi, a questo punto sarebbe bello confrontare il rendimento del terzino del Napoli con quello dei (presunti) obiettivi primari raccontati dalla stampa. Ecco, non ci pare che stiano facendo sfracelli.

Neanche Malcuit li sta facendo, però è un giocatore che sta nella sua dimensione. Che attacca benissimo sulla destra e sa pure essere discretamente sicuro in fase difensiva. Per dire: Hysaj ha giocato una sola partita delle ultime quattro in campionato; Malcuit, invece, è stato titolare a Cagliari e ieri contro il Bologna. Non vogliamo arrivare a dire che Ancelotti preferisca l’ex Lille all’albanese, ma avremmo i nostri indizi per farlo. Non è una bocciatura di Hysaj, semplicemente è il concetto di prima che si rinnova, esattamente come la legge di Kolarov. Il Napoli aveva bisogno di un terzino destro di spinta, ha vagliato alcuni profili, forse sarà saltato qualche affare o forse no, e alla fine è arrivato Malcuit. Ovvero, un terzino destro di spinta dipinto come un carneade. Invece è un giocatore con delle qualità, che nel Napoli ci sta benissimo. E che qualche volta diventa pure decisivo, proprio come ieri. Il calcio si fa proprio così, e lo fanno i professionisti. Per fortuna.

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