Hamsik è il Taurasi Riserva 2004: contro lo scetticismo

Hamsik come il vino di Quintodecimo: ha sparigliato le carte, ha sbaragliato le polemiche iniziali, oggi ogni gol è emozione pura, come ogni sorso di Taurasi.

Hamsik è il Taurasi Riserva 2004: contro lo scetticismo

L’uomo vive ogni cosa subito per la prima volta, senza preparazioni. Come un attore che entra in scena senza aver mai provato. Ma che valore può avere la vita se la prima prova è già la vita stessa? Per questo la vita somiglia sempre a uno schizzo. Ma nemmeno “schizzo” è la parola giusta, perché uno schizzo è sempre un abbozzo di qualcosa, la preparazione di un quadro, mentre lo schizzo che è la nostra vita è uno schizzo di nulla, un abbozzo senza quadro. (Milan Kundera, l’insostenibile leggerezza dell’essere)

Marek Hamsik, Luigi Moio, l’Aglianico di Taurasi, il pallone, il vino, il giusto tempo. Nel mezzo Milan Kundera che ci aiuta ad esprimere un concetto talmente semplice e reale quanto sfuggente, presi come siamo ogni giorno dalla continua ricerca, la conquista di qualcosa a tutti costi nella vita come nello sport, nel lavoro, nel vino, qualcosa che forse si pensa di ottenere sistematicamente ma nulla è così scontato senza metterci un tantino di più di passione, di studio, fatica, sacrificio, quella scoperta che arriva giorno dopo giorno.

Per dirla con il poeta Cecoslovacco Kundera ‘’Non siamo preparati alla vita che ci viene incontro ma nemmeno abbiamo seconde possibilità’’. Tutto ciò che scegliamo o consideriamo inizialmente con leggerezza rivela presto il suo incredibile valore. Un po’ è stato così per Marek Hamsik. Anzi, chi se la scorda la faccia di certi tifosotti napoletani quando nel 2007 arriva a Napoli. L’esordio tra le polemiche che vedono in lui ed Ezequiel Lavezzi due giocatori misconosciuti assolutamente non all’altezza delle aspettative della squadra. Anni luce dagli entusiasmi che saranno di lì a poco capaci di accendere Marekiaro e il Pocho!

Il vino che spariglia le carte

La stessa faccia di bronzo di alcuni untori della critica del vino che vedevano in Luigi Moio e nei suoi vini al suo esordio con Quintodecimo qualcosa di cui sparlare e denigrare per il solo fatto di sparigliare le carte in tavola passate di mano in mano come verità assolute su originalità, territorio, tradizione. Luigi, con al fianco la moglie Laura Di Marzio invece lavora in grande, in quei primi passi, siamo ai primi anni del 2000, sta preparando se stesso e suoi vini, con quel suo approccio sistemico fatto di studio, conoscenza, analisi e verifica a provare a dare una chiave di lettura dell’Irpinia enoica antica e nuova allo stesso tempo. Un ossimoro palpabile ad ogni sorso di questo straordinario Vigna Quintodecimo 2004, un rosso contemporaneo eppure di autentica territorialità.

A pensarci, quando lo slovacco Hamsik arriva in Italia nell’agosto 2004 è poco più di un giovanotto mingherlino. Sbarbato, ha un taglio di capelli assurdo e senza manco una parola d’italiano in tasca; si fa però subito notare per le sue doti ed il talento purissimo. Tant’è che dopo appena qualche passaggio nella Primavera del Brescia già nel Marzo 2005 Alberto Cavasin, subentrato in panchina a De Biasi, lo butta nella mischia e lo fa esordire in Serie A.

Il calcio di Marek

Marek è un centrocampista centrale, attacca la profondità e sa fare all’occorrenza il trequartista e la mezz’ala, è un giocatore dotato di forte personalità nonostante la giovane età, qualità quest’ultima che ancora oggi talvolta non gli viene riconosciuta vista la sua estrema correttezza in campo.

È forte, è tecnico ed elegante nei movimenti, rarità non di poco conto va in gol con una certa regolarità tant’è che vanta tra gli altri diversi primati tra i quali alcuni assoluti per il ruolo che ricopre in campo: è il centrocampista col record di reti in Serie A tra i calciatori in attività, è nella storia del Napoli con il primato di 521 presenze e il migliore realizzatore con 121 gol; nella Nazionale Slovacca con le sue 111 partite giocate ha il primato delle presenze ed è con i suoi 22 centri ad un passo dal raggiungere Vittek a quota 23. Insomma, tanta roba!

Contro lo scetticismo

Riprendiamo questo Taurasi Riserva dopo qualche anno, che dire: 14 anni e non sentirli affatto! Il colore è rubino, ha una verve appena granata sull’unghia del vino nel bicchiere. Il naso è delizioso ed intrigante, profondamente varietale, è intenso e complesso, maturo e avvincente: frutta succosa dolce e fiori passiti, nuances di spezie e note balsamiche. Il sorso è asciutto ma misurato e delicato come le parole di Kundera, perciò profondo e sorprendente, un assaggio sopra le righe che incanta e coinvolge prima di scivolare via in gola non senza lasciare sul finale di bocca nerbo e sostanza. Tal quale il nostro miglior Hamsik, quello capace di appassionare con quelle sue accelerazioni d’un tempo, quei suoi gol inaspettati e sorprendenti, finanche nel suo nuovo ruolo da regista che nonostante lo scetticismo imperante in certe partite interpreta in maniera talmente sontuosa da deliziare il palato persino dei più fini detrattori.

Qualche anno fa scrivevo di questa etichetta definendola ‘’una bottiglia per i prossimi vent’anni, sarà emozionante provarla in ognuno dei prossimi a venire’’, ecco, che bello riscriverne oggi ed affiancarla alle gesta del nostro Capitano e Campione Marek Hamsik!

 

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