Cosa non ha funzionato nella fase difensiva di Napoli-Empoli

Il gol di Caputo è lo specchio di un dispositivo che ha concesso poche occasioni nitide, ma ha sofferto la partita difficile di Rog e Diawara.

Cosa non ha funzionato nella fase difensiva di Napoli-Empoli

Numeri e sensazioni

Napoli-Empoli 5-1 è una partita che non resterà nella memoria collettiva per una prestazione brillante da parte della squadra di Ancelotti. Come confermato anche dal tecnico emiliano del postpartita, la sensazione rispetto al gioco vedeva la squadra di Andreazzoli con un maggiore controllo del pallone, costantemente in grado di mettere in pericolo il dispositivo difensivo del Napoli.

Come tutte le sensazioni, però, va verificata con i numeri. I dati dicono che l’Empoli ha tentato 11 volte la conclusione verso la porta di Karnezis. Una statistica non esaltante, eppure non lontana dalla media di tiri concessi dal Napoli in tutto il campionato (9.8). Quindi, torniamo su: più che pericoli veri e propri, l’Empoli ha saputo creare occasioni potenziali, il suo gioco è stato apprezzabile ma non si è concretizzato in avanti salvo che per alcune situazioni. Quelle di cui ci occuperemo in questo pezzo.

Il gol e i tiri in porta

Tornando ai numeri, le 11 conclusioni tentate dai calciatori di Andreazzoli sono suddivise così:

  • 4 verso la porta
  • 4 fuori dallo specchio
  • 3 ribattute dai difensori del Napoli

Le quattro conclusioni nello specchio e tre tentativi sbagliati sono arrivate tutti nella ripresa, a dimostrazione che il Napoli del primo tempo ha sofferto il gioco avversario solo fino ad un certo punto del campo. È il senso del discorso che abbiamo fatto in precedenza: l’Empoli ha giocato bene ma è rimasto nella dimensione del potenziale, del pericolo ipotetico, almeno fino a quando la squadra di Ancelotti è rimasta dentro la partita.

Il riferimento è soprattutto ai difensori centrali, bravissimi nella prima frazione a reagire agli scompensi causati dalla pessima prova in copertura di Rog e Diawara. Un aspetto evidenziato anche da Alfonso Fasano nella sua analisi tattica:

Lasciare il possesso agli avversari vuol dire difendere in un certo modo, chiudere lo spazio alle imbucate centrali e verticali. Ieri, invece, il Napoli ha sofferto nella zona centrale del campo, perché la cerniera davanti alla difesa non ha mai trovato i tempi del pressing e gli spazi per le coperture, perdendo sistematicamente contatto con il pallone. Soprattutto, Rog e Diawara sono stati costantemente saltati dai passaggi dietro le linee dell’Empoli. Ovvero, dal tipo di appoggio più utilizzato dalla squadra di Andreazzoli.

Il gol dell’Empoli nasce proprio da una (doppia) imbucata di questo tipo, che ha liberato un uomo tra le linee di centrocampo e difesa e poi Caputo a tu per tu con Karnezis. Una rete bella, da vedere e rivedere per la preparazione. Che, però, nasce da una somma evidente di evidenti errori di lettura.

Apologia del calcio verticale

Dieci secondi che raccontano al meglio la partita. Che descrivono perfettamente il gioco dell’Empoli e i problemi denunciati dal Napoli lungo tutto l’arco del match. Intanto, il pressing fuori fase di Diawara, una costante fin dal primo minuto. Il centrocampista guineano si alza sul portatore di palla ma è troppo lento, la sua opposizione non copre lo spazio in maniera adeguata. Uno scompenso che poi va a cascata: Rog è su Traoré, e non fa in tempo a leggere il passaggio verticale; Fabian Ruiz prova a coprire su Krunic, ma la sua posizione è troppo laterale, teoricamente la sua copertura sarebbe su Antonelli, non dovrebbe essere così profonda verso il centro.

A questo punto, con il pressing saltato, Caputo è già partito nello spazio. È partito benissimo, ed è servito altrettanto bene in verticale, con un pallone diretto, veloce, i nerd dell’analisi tattica moderna lo definirebbero un laserpass. La difesa è colta di sorpresa: Koulibaly è più avanzato rispetto a Maksimovic, difficile capire se sia “colpa” del francosenegalese per una posizione troppo alta o del serbo che non sale abbastanza, per mettere immediatamente in fuorigioco Caputo. In base all’allineamento dei due laterali Malcuit e Hysaj ci pare più realistica la seconda ipotesi, ma in ogni caso va sottolineata (di nuovo) l’assoluta perfezione del lancio nello spazio, per cui sia Koulibaly che Maksimovic sono stati letteralmente tagliati fuori. Caputo fa il resto.

Il problema è alla base

Ripetiamo quanto scritto in precedenza: è una delle poche azioni realmente pericolose costruite dall’Empoli. Il resto delle occasioni della squadra di Andreazzoli è rimasto nel limbo delle chance abbozzate. Il Napoli, in questi dieci secondi, ha denunciato una mancanza di concentrazione in fase di copertura difensiva e una pessima lettura della fase di pressing. Per le caratteristiche del sistema passivo pensato e attuato da Ancelotti, il primo problema è decisamente più grave. Semplicemente perché lo scavalcamento del primo pressing aumenta i rischi per la terza linea. Aumentare i rischi espone alla possibilità di un errore, amplia lo spettro della possibile lettura mancante.

Nel primo tempo, non a caso, un Napoli (più) lucido e concentrato ha saputo ovviare con i suoi difensori alle difficoltà strutturali del centrocampo. In questo caso, i numeri non mentono: Koulibaly e Maksimovic hanno chiuso il match con 14 e 12 eventi difensivi a testa – tra tackle, intercetti, palloni spazzati. Come dire: la difesa del Napoli funziona quando tutta la squadra offre una prestazione positiva in fase passiva. Il match con l’Empoli non è stato un campanello d’allarme per la pura qualità del gioco, ma perché ha mostrato una falla che poteva essere determinante per il risultato. Non è andata così, ma Ancelotti ha molto da lavorare sull’adattamento di Rog e Diawara a un certo tipo di dispositivo difensivo, soprattutto quando giocano in coppia.

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