Un film sugli ultrà della Juve: “Non è razzismo, sono sfottò”

Al Torino Film Festival Daniele Segre presenta il sequel del documentario “Ragazzi di stadio” sul mondo ultras, con testimonianze anche sui cori razzisti

Un film sugli ultrà della Juve: “Non è razzismo, sono sfottò”
Una scena del docufilm “Ragazzi di stadio”

Al Torino Film Festival

Quarant’anni dopo, torna “Ragazzi di stadio” il documentario che Daniele Segre girò nel lontano 1980. Il regista ne ha girato un sequel: “Ragazzi di stadio, quarant’anni dopo”. Il film sarà presentato domani in prima assoluta al Torino Film Festival. È un viaggio tra quegli ultras ormai diventati adulti.

Ex ragazzi della curva oggi uomini di mezza età ma sempre con la passione del tifo, e le ultime leve, studenti, operai, disoccupati, uniti dalla passione per la Juventus. In un docufilm che descrive le trasformazioni sociali e ideologiche degli ultrà. Il documentario è’ prodotto da I Cammelli con Rai Cinema, in associazione con 13 Productions.

“Non è razzismo urlare contro un giocatore negro”

Il regista ringrazia il gruppo di ultras juventini I Drughi: «Grazie alla loro fiducia, ho potuto parlare nuovamente degli ultrà e offrire uno spunto per capire cosa sta succedendo in Italia, al di là della tifoseria calcistica».

Proprio in questi tempi in cui si parla molto dei cori razzisti e di discriminazione territoriale, spicca la testimonianza di un ultrà che dice: «Quando cantiamo “O Vesuvio lavali col fuoco” o “Firenze in fiamme” non è odio così come non è razzismo urlare contro un giocatore negro. Sono solo sfottò, quando li cantiamo, ridiamo, ci si diverte, non è razzismo».

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