L’ex arbitro Marelli: «Giusto il giallo a Milik, non c’è il rigore dato a Callejon»

Scrive Luca Marelli sul suo blog: «Milik non poteva essere espulso, il fallo di mani di Opoku non era punibile con il calcio di rigore».

L’ex arbitro Marelli: «Giusto il giallo a Milik, non c’è il rigore dato a Callejon»

Moviola argomentata

Luca Marelli, ex arbitro e divulgatore del regolamento calcistico sul web, ha analizzato gli anticipi del sabato di Serie A. Per quanto riguarda Udinese-Napoli, la sua ricostruzione premia alcune decisioni di Mariani, mentre per altre scelte è in disaccordo. Iniziamo dal caso-Milik: al 36esimo, l’attaccante polacco entra in maniera dura ai danni di De Paul e viene ammonito. L’arbitro viene richiamato per un check Var, in modo da verificare se ci siano o meno gli estremi per un’espulsione. La decisione non viene cambiata.

Questo il giudizio di Marelli: «Il colloquio con il Var è ipotesi espressamente contemplata dal protocollo ma che, in questo caso, si presta ad un duplice piano di riflessione. L‘On Field Review appare del tutto fuori luogo, Mariani si trovava in perfetta posizione, ha visto tutta l’azione, non aveva la visuale nemmeno parzialmente coperta da qualche giocatore; inoltre, il cartellino giallo sembra una scelta da avallare».

«In ogni caso, Mariani visiona l’episodio e poi conferma la decisione di procedere con un giallo. Scelta condivisibile: per quanto l’azione di Milik sia pericolosa per De Paul, l’attaccante del Napoli cerca di prendere il pallone. Il suo sguardo è rivolto solo al pallone, non certo alle gambe dell’avversario. Il fallo è netto ed imprudente, il cartellino giallo doveroso ma siamo lontani da una fattispecie qualificabile come chiaro ed evidente errore tale da comportare la commutazione in espulsione del cartellino giallo».

Il rigore di Callejon

Marelli ha qualche dubbio in più sul rigore concesso a Callejon, dodici minuti prima del 90esimo. Intanto, il silent check lungo prima che Mertens possa tentare la trasformazione: «I Var  hanno dovuto accertarsi della posizione di Malcuit sulla partenza dell’azione: Non si tratta, come mi ha suggerito qualcuno, di attenzione maniacale sulla posizione dei capelli di Malcuit. Piuttosto, si tratta di regolamento. Del resto, la nuova tecnologia 3D per il fuorigioco permette di intercettare anche un millimetro di infrazione, configurando quindi un grave ed evidente errore».

Sul fallo di mani di Opoku, Marelli è netto: «La decisione mi convince pochissimo. Anzi, per evitare facile diplomazia di comodo, a mio parere questo non è mai calcio di rigore. Non si tratta di pallone inaspettato (dato che Callejon è proprio di fronte al difensore dell’Udinese) ma la distanza è veramente minima (circa due metri) e, soprattutto, il braccio non si muove minimamente verso il pallone. In tutta franchezza mi aspettavo quantomeno una “on field review” proprio per consentire una valutazione soggettiva ulteriore all’arbitro. Che, dalla sua posizione, non poteva avere certezza della effettiva distanza tra i calciatori. Ultima annotazione: la direzione del pallone verso la porta non c’entra nulla con la punibilità di un tocco di mano».

Qui l’articolo completo di Luca Marelli, che viviseziona anche gli episodi di Juventus-Genoa e Roma-Spal.

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