Insigne sta lavorando per diventare un calciatore completo

Lorenzo non è solo una seconda punta, ma anche un regista offensivo, crea i presupporti per il gol e poi va a finalizzare in prima persona.

Insigne sta lavorando per diventare un calciatore completo

Il gioco di posizione

Nel longform del Napolista sulla tattica della squadra di Ancelotti, Charlie Repetto ha scritto così di Lorenzo Insigne:

Insigne è un giocatore sicuramente diverso rispetto all’anno scorso. Eppure non è un giocatore totalmente trasformato: fa la seconda punta ma è ancora attratto dal gravitare sul centrosinistra; calcia ancora dalla sua zolla; fa ancora stop impossibili e indietreggia molto per riprendere palla e guidare la transizione (ecco, questo è un fondamentale su cui credo abbia ancora da lavorare).

Contemporaneamente, però, ha aggiunto anche lui delle soluzioni nuove al repertorio: sta imparando ad attaccare la porta e sta diventando un finalizzatore migliore (imparando a sfruttare la porta nella sua interezza, apprezzando l’importanza delle soluzioni violente), in più è incisivo nei momenti complicati, suona la carica ed è carico dal punto di vista emotivo.

Ecco, in questa definizione c’è il senso di questo pezzo. C’è l’idea di un calciatore che sta diventando completo, e che rappresenta una fonte inesauribile di gioco offensivo per il Napoli. Anche ieri sera c’è tantissimo Insigne da raccontare, e il gol è solo una parte di questa storia. Insigne è il calciatore che permette al Napoli di costruire superiorità posizionale, si muove tra le linee, crea quei triangoli di possesso che permettono al Napoli di risalire velocemente il campo, di far progredire la manovra dopo la prima costruzione.

Insigne ha giocato dappertutto

Ieri sera, il 3-5-2 in fase offensiva si trasformava spesso in una sorta di 3-4-2-1, con Lorenzo e Fabian Ruiz sulla stessa linea alle spalle di Mertens. Sopra, la heatmap di Insigne serve a individuare proprio questa dinamica, a far capire quali siano i movimenti che il numero 24 del Napoli compie per associarsi con i compagni. È come se il suo gioco si dividesse in due: prima la regia offensiva, poi la concretizzazione. Costruire l’azione, e poi finalizzarla. Sotto, dal profilo Twitter del sito 17su24.it, il video del gol realizzato ieri sera. Prima di andare in profondità e trasformare l’assist di Callejon in un sontuoso pallonetto, Insigne tocca diverse volte il pallone. È quello che intendiamo.

L’idea di Ancelotti, evidentemente, è molto più complessa rispetto alla semplice “trasformazione in attaccante”. Insigne gioca effettivamente nella posizione da seconda punta, ed attacca molto di più la porta rispetto al passato, ha molti meno giocatori da poter servire davanti a sé. Il paradosso, però, è che Insigne è seconda punta in fase difensiva, mentre quando il Napoli tiene il possesso resta un hub di grande qualità, una specie di filtro offensivo che poi il pallone esce pulito. Non a caso, Lorenzo accoppia alle cifre del gol (8 in tutte le competizioni) anche un importante contributo creativo, con 2 occasioni create per match.

Il racconto del nuovo Insigne è di tipo estensivo, Lorenzo è un po’ il Napoli in scala. Dal punto di vista tattico, Ancelotti ha cambiato il Napoli ma non ha toccato alcuni principi fondamentali memorizzati negli ultimi tre anni (soprattutto a livello difensivo). Con Insigne, il tecnico emiliano ha tenuto il meglio del suo repertorio e ha aggiunto nuovi strumenti, nuove possibilità. C’è meno usura difensiva, e allora davanti è un’altra storia, il talento di Frattamaggiore è tornato ai livelli di Pescara per efficacia sotto porta. La stagione record con la maglia del Napoli (2016/201, 20 reti in tutte le competizioni) può essere tranquillamente superata, anzi è già nel mirino. Il gol e tutto il resto, il nuovo Insigne si scopre ogni giorno più importante per il Napoli. Ce ne siamo accorti anche a Parigi, sono bastati 45 minuti.

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