Sospesa la funzionaria Cesi che con una mail aveva esonerato Autostrade dalle responsabilità del crollo

Il concessionario avvia l’operazione trasparenza: sul suo sito una serie di schede informative sul Ponte e una mail dedicata

Sospesa la funzionaria Cesi che con una mail aveva esonerato Autostrade dalle responsabilità del crollo

Cesi/Ismes sospende Chiara Murano, l’addetta commerciale che la notte del 14 agosto aveva inviato una mail ad Autostrade che di fatto la esonerava da qualsiasi responsabilità relativa al crollo e il suo superiore Domenico Andreis, che, figurando tra i destinatari della mail (insieme ad Enrico Valeri, di Autostrade), non poteva non essere a conoscenza della comunicazione e nonostante ciò non ha allertato i vertici aziendali.

Avviato il licenziamento della Murano

Cesi si rende conto della gravità della corrispondenza, o quanto meno della sua stranezza, tanto è vero che, riportano i quotidiani oggi, i due funzionari non solo sarebbero stati sospesi ma sarebbe stata anche avviata la procedura per il loro licenziamento.

La Procura indaga su un altro studio

Tra gli atti dell’inchiesta viene fuori un’altra relazione interessante, commissionata da Autostrade subito dopo quello del Cesi, ad Edin Ingegneria di Roma, di cui il direttore responsabile è il professore Fabio Brancaleoni (docente di Ingegneria alla Sapienza).

Si tratta di uno studio del 2017 sulla stabilità del ponte Morandi. Anche questo sarebbe stato ignorato da Autostrade, scrivono i giornali. Ieri i finanzieri hanno perquisito la sede della società proprio per recuperare i documenti e la relazione finale degli esperti.

Questa rappresenta un’ulteriore conferma del fatto che la società concessionaria negli ultimi anni abbia chiesto svariate consulenze, ma che poi abbia sempre rinviato gli interventi per garantire la sicurezza del ponte. E questo nonostante fosse stata informata da più relazioni delle “anomalie degli stralli”.

L’operazione trasparenza di Autostrade

“Per consentire a tutti i cittadini di avere accesso ad informazioni corrette e verificate, garantendo la massima trasparenza sull’operato della società, Autostrade per l’Italia pubblica sul proprio sito una serie di schede informative con l’obiettivo di fare chiarezza su alcuni dei temi più rilevanti nel dibattito seguito alla tragedia di Genova”, scrive il concessionario sul suo sito web, annunciando anche che le schede saranno continuamente aggiornate in funzione di quanto comparirà ogni giorno sui quotidiani.
Non solo. L’azienda mette a disposizione una mail dedicata a chiunque desideri chiedere maggiori informazioni o chiarimenti sulla sua attività relativa al Ponte.

Autostrade la chiama “operazione trasparenza”.

Cinque giorni su sette di manutenzione

In particolare Autostrade si sofferma sulla manutenzione effettuata sul ponte negli ultimi anni rivendicando che, nel periodo 2015/2018, sono state realizzate 926 giornate di cantiere, pari ad una media per ogni settimana di 5 giorni di lavori su 7. L’investimento complessivo per la manutenzione della rete autostradale gestita sarebbe, per Autostrade, di 5,141 miliardi di euro complessivi, ovvero 195 milioni di euro in più rispetto a quanto previsto dalla Convenzione.

“Un recente studio di Aiscat evidenzia che Autostrade per l’Italia spende in manutenzione per km di infrastruttura circa 108mila euro l’anno, 5 volte di più rispetto alla spesa per manutenzione di Anas”, scrive l’azienda, aggiungendo che “anche rispetto alle principali concessionarie europee, la spesa in manutenzione di Autostrade per l’Italia risulta oltre 3 volte superiore rispetto a quella sostenuta in Francia e in Spagna.

In generale, per quanto riguarda il volume delle risorse complessivamente investite dalla società in grandi opere e sulla rete in esercizio, nel periodo della privatizzazione (2000-2017) sono stati investiti dalla società 13,6 miliardi di euro, con una media di 757 milioni di euro annui rispetto ad una media di 127 milioni di euro l’anno spesi durante la gestione pubblica (1997-1999)”.

In realtà ciò non contraddice quanto emerso finora dalle indagini: tantissimi gli interventi di manutenzione ordinaria, è vero, ma quanti di manutenzione straordinaria per ovviare alle anomalie del ponte, e soprattutto degli stralli, più volte segnalate dai documenti ufficiali?

Autostrade presenta due piani per la demolizione e la ricostruzione

Lo scrive Il Secolo XIX. I due piani prevedono tempistiche diverse.

La prima opzione, secondo quanto filtrato, punta ad abbattere i tronconi del viadotto Polcevera e a costruire il nuovo ponte in dieci mesi a partire da quando l’area sarà completamente sgombra dai detriti ancora sotto sequestro dalla magistratura.

La seconda ipotesi prevede invece una durata dei lavori più lunga: intorno ai quattordici mesi.

La differenza è data, secondo quanto indicato da Autostrade, da una considerazione relativa al destino delle case che insistono nell’area del Morandi: nel primo caso sarebbe sacrificato un numero maggiore di abitazioni, probabilmente con la scelta di adoperare l’esplosivo per il troncone Est del viadotto crollato, scrive il quotidiano, nel secondo caso, invece, si potrebbero salvare più abitazioni.

I due piani si basano entrambi, per la ricostruzione, sul progetto di nuovo ponte elaborato e donato da Renzo Piano.

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