La diversità di Fabian Ruiz

Per motivi diversi, Fabian Ruiz ha saltato le prime di campionato. Ora Ancelotti ha la possibilità di schierarlo, e di capire come può cambiare il Napoli.

La diversità di Fabian Ruiz
Fabian Ruiz

Assente giustificato

È da un po’ che non si sente parlare di Fabian Ruiz, è da un po’ che non ne scriviamo. Questione di tempo e di tempi, era ovvio: assente in occasione di Lazio-Napoli, convalescente per Napoli-Milan, cancellato dalla realtà negativa di Sampdoria-Napoli. Ora c’è Napoli-Fiorentina all’orizzonte ed è tornato alla ribalta il nome del centrocampista andaluso, c’è chi immagina l’esordio, chi parla di turn over e allora è pronto a scongelare l’ex Betis, addirittura qualcuno ha suggerito il passaggio al 4-2-3-1 perché tanto c’è Fabian accanto ad Allan, e allora il nuovo sistema di gioco diventa possibile.

La realtà è e sarà quasi sicuramente più semplice: Fabian Ruiz esordirà in questa settimana, tra Fiorentina, Stella Rossa e Torino-Napoli, e allora vedremo a cosa avrà portato lo studio avanzato preparato da Ancelotti in questa prima fase di stagione. Finora, dicevamo, è stata una questione di tempo e di tempi: c’erano punti da fare nelle prime partite, e allora vai di certezze, vai con Allan, Hamsik e Zielinski. Poi è venuta Genova, che Diawara aveva bisogno di giocare e poi il Napoli è naufragato. In mezzo, Fabian Ruiz si è prima infortunato, poi ha recuperato ed è stato chiamato dall’Under 21 spagnola. Una sola partita giocata (Fabian era in campo nella clamorosa sconfitta interna contro il Nord Irlanda), ora il ritorno a Napoli. Per provare a capire come e dove inserire il calciatore nel sistema di gioco in via di definizione.

Il Fabian Ruiz che ricordiamo

L’ultima volta che Il Napolista ha scritto un pezzo di campo su Ruiz (qui) era dopo Napoli-Gozzano. Esaltammo il ragazzo, più per le sue caratteristiche tecniche che per il gol (accecante) realizzato:

Fabian Ruiz è un calciatore che non abbiamo mai visto. Non è una questione di valore assoluto, anzi, diciamola meglio: non facciamoci trascinare dalla bellezza assoluta del gol segnato e da una partita di ottima qualità.. È solo che il Napoli non ha mai avuto una mezzala così. Perché Fabian Ruiz può essere un mix tra il Marek Hamsik delle ultime stagioni e il Piotr Zielinski giocatore sistemico. Può essere un elemento in grado di associarsi laddove serve, per giocare il pallone e aumentare la qualità. Ma anche un uomo che gestisce la manovra in prima persona, un regista avanzato. Rispetto a Zielinski gli manca qualcosa in fase di puro inserimento, è un calciatore che legge il gioco in maniera intermedia e non finale. Solo che proprio questo è il bello.

Ecco, un calciatore con queste caratteristiche risulterebbe molto prezioso per il Napoli di Ancelotti. Soprattutto contro la Sampdoria, la squadra azzurra ha pagato le mancate connessioni tra il centrocampo e il reparto d’attacco, quindi l’incapacità di tenere e organizzare il possesso in porzioni avanzate di campo. Insomma, l’idea alla base del gioco di Fabian Ruiz. Lo abbiamo spiegato appena sopra.

Equilibrio

In questo momento, il Napoli è una squadra che difende con una strana efficacia: concede pochi tiri agli avversari, ma si tratta soprattutto di conclusioni semplici, per occasioni nitide. In questa condizione di ricerca dell’equilibrio, è difficile pensare di rinunciare ad Allan, al suo dinamismo nella doppia fase. Ecco che allora l’idea potrebbe essere quella di inserire Fabian Ruiz al posto di Zielinski, di provare la soluzione per cui lo spagnolo rappresenti una sorta di interscambio, di hub, tra il reparto di mezzo e quello offensivo. Le qualità dello spagnolo permetterebbero un’interpretazione di questo compito sul gioco corto come su quello lungo, in alternanza tra movimento con il pallone (al piede) e movimento del pallone (con servizi ad aprire il campo).

L’idea di consolidare il possesso prima di renderlo verticale (Zielinski ragiona soprattutto nell’attacco frontale alla porta avversaria) potrebbe essere un modo attraverso cui il Napoli guadagni tempi di gioco, e quindi fiducia. Inoltre, permetterebbe ad Ancelotti di smistare in maniera più armonica il compito della regia, della costruzione del gioco offensivo. Certo, l’idea del tecnico emiliano era quella di rendere più diretta la manovra, con Zielinski in grado di inserirsi costantemente nel gioco d’attacco; ma se il Napoli non ha ancora la struttura difensiva per reggere alle transizioni avversarie, potrebbe farsi spazio l’idea di tentare altre strade. Con Fabian Ruiz, Allan e un centromediano (Hamsik più di Diawara) il Napoli guadagnerebbe in pura impostazione. Magari sarebbe meno pungente in fase realizzativa ma potrebbe anche trovare un equilibrio maggiore nella gestione del possesso.

Abbiamo tre partite in otto giorni per verificare questa nostra teoria. Come detto a luglio, e ribadito prima: Fabian Ruiz è una mezzala che non abbiamo mai visto. Ora si può dire meglio: che non abbiamo ancora mai visto, e che forse può portare questa squadra a giocare in maniera leggermente diversa. Vedremo se Ancelotti penserà a questa piccola rivoluzione nella rivoluzione, i segnali del precampionato furono incoraggianti in questo senso.

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