Il Napoli di Ancelotti batte la Lazio e l’isteria collettiva della città

Tre punti importanti in chiave salvezza per una squadra snobbata da tutti i giornalisti e quasi boicottata da buona parte della tifoseria

Il Napoli di Ancelotti batte la Lazio e l’isteria collettiva della città

Tre punti salvezza

Il Napoli di Ancelotti conquista tre punti importanti per la salvezza. Bocciato in modo unanime dalla stampa che in Italia amiamo definire specializzata e di tendenza – Gianni Mura, Mario Sconcerti, Gigi Garanzini, Luigi Garlando con i rispettivi giornali (nessuno ha inserito il Napoli tra le prime quattro) – per non parlare dei propri tifosi che stanno inveendo contro da un mesetto, il Napoli ha aspettato il primo momento utile per dimostrare che le parole le porta via il vento. Gli azzurri hanno battuto la Lazio 2-1 dopo essersi passato in svantaggio nel primo tempo. E hanno anche avuto una rete annullata per un’entrata aerea di Koulibaly su Radu.

La città ha dato il peggio di sé

Sarebbe da dire: fermate i funerali. Ma nel giorno dei funerali per la tragedia di Genova, sarebbe fuori luogo. In queste settimane abbiamo assistito a un’isteria collettiva degna de “La guerra dei mondi” di Orson Welles. I tifosi del Napoli – e non ci riferiamo certo alla tifoseria organizzata – hanno mostrato il peggio di sé, accodandosi alla cosiddetta stampa specializzata. Improvvisamente le amichevoli d’agosto erano diventate un banco di prova attendibile. Per non parlare di Carlo Ancelotti, l’allenatore italiano contemporanea più titolato per distacco, trattato come un vecchio derelitto, ormai incapace di riconoscere una marcatura a uomo da una a zona.

La forza tranquilla di Ancelotti

Che pena. Che tristezza. Carletto, ovviamente, si è lasciato scorrere tutto addosso. Non a caso è il leader calmo. Il tenente Colombo ne ha viste di cotte e di crude, figuriamoci se si faceva impressionare da tifosi in preda alle visioni o da giornalisti che evidentemente hanno preso le distanze dal calcio. Il Napoli ha vinto meritatamente in casa della Lazio. Ancelotti ha schierato la squadra prevista, con Zielinski al posto di Fabian Ruiz e Karnezis in porta. Gli azzurri hanno pagato un avvio incerto, figlio del timore e probabilmente di una certa insicurezza. La fotografia di questo stato mentale è stato Hamsik che dopo due minuti ha perduto un pallone che stava mandando la Lazio in rete.

Partita equilibrata cui Immobile ha cambiato volto al 25esimo con un gran bel gol che va però unito a una dormita di Koulibaly, Albiol e Mario Rui; in tre contro Immobile, hanno abboccato all’unica finta possibile di Ciro che è rientrato sul sinistro e l’ha messa quasi all’incrocio dei pali.

Milik, ancora lui

Proprio quando i fantasmi degli incompetenti sembravano materializzarsi sull’Olimpico, ecco che il Napoli si accende. La Lazio di Inzaghi viene progressivamente compressa dagli azzurri che crescono di minuti in minuto. E colpiscono una traversa con Zielinski su tiro deviato, segnano con Milik (ma l’arbitro annulla col Var per fallo di Koulibaly) e poi pareggiano sempre col polacco al termine della classica azione da Napoli lungo l’asse Insigne-Callejon che appoggia dietro per Arkadiusz. Lui l’attaccante discusso per un’intera estate. Ha segnato alla prima partita di campionato, oltre ad averlo fatto due volte in amichevole.

Nella ripresa, all’inizio è solo Napoli. Il dominio viene spezzato prima da un’azione avviata da Milinkovic Savic e poi da Immobile. Ma la squadra di Ancelotti ora ha preso fiducia, è consapevole e va in porta col giocatore più discusso del precampionato: Lorenzo Insigne che fa un gol dei suoi, sul palo lontano. Nel finale, un po’ di fisiologica sofferenza col palo colpito da Acerbi.

Finisce con il Napoli che prende i tre punti su un campo difficile e dimostra che non è una squadra di derelitti. Ovviamente siamo alla prima giornata, ci sono molti aspetti da registrare. A partire dal ruolo di Marek Hamsik che è comunque cresciuto nel corso della partita. Chi aveva cominciato a cantare l’annus horribilis, almeno per il momento, dovrà sospendere la propria opera. Forse è il caso che qualcuno, soprattutto a Napoli, torni alla ragionevolezza. E si renda conto che il Napoli è una squadra forte e competitiva.

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