Due gol su palla recuperata: il Napoli di Ancelotti è anche questo

Borussia-Napoli, le prime sensazioni tattiche: la squadra di Ancelotti pratica un gioco di selezione, ma il suo dna è offensivo, aggressivo.

Due gol su palla recuperata: il Napoli di Ancelotti è anche questo

Come il Liverpool

Pochi minuti dopo la fine di Borussia Dortmund-Napoli, giravano già in rete i video dei gol di Milik, Maksimovic, Callejon. Quello del centravanti polacco ci ha ricordato quello di Milner a Dublino, pochi giorni fa, durante il match tra la squadra di Ancelotti e il Liverpool. Stessa identica dinamica: errore in impostazione di una squadra, giocata in verticale di quell’altra, conclusione da fuori area precisissima. Milik come Milner, le prime tre lettere del cognome e il sinistro. Una sola differenza: quello di Arek è stato a giro, quello del centrocampista Reds entrò in porta al termine di una traiettoria più tesa.

Ovviamente, il punto non è questo. Il punto è il pressing fatto sulla costruzione bassa avversaria, che ha funzionato benissimo in entrambe le situazioni. Ha indotto all’errore gratuito, ha sfruttato la situazione successiva di scompenso. Sotto, vediamo la sequenza di San Gallo, ripresa da una camera perfetta per capire il senso tattico di questo discorso.

Non è stato un caso: basta andare avanti negli highlights, e rivedere il gol di Callejon, per ritrovare di nuovo le stesse sensazioni, anzi la stessa identica situazione. Costruzione bassa dell’avversario, altro errore gratuito, assist per lo spagnolo e splendida conclusione di prima, a giro, di sinistro. Qui il link a un video Youtube dell’ultima, vera azione della partita.

Ancelotti vuole un Napoli che sappia scegliere

Veniamo da un triennio di calcio aggressivo, di pressione continua sul portatore di palla, di copertura immediata sui portatori di palla avversari. I frame che compongono l’animazione di sopra ci risultano essere assolutamente familiari, raccontano una situazione che conosciamo. Che il Napoli conosce, che applica perché sa applicare. Che appartiene al calcio di Ancelotti, ma non lo caratterizza. Diciamola meglio: è una porzione del calcio di Ancelotti, una cosa che “una” sua squadra deve saper fare.

La vera chiave – che svilupperemo anche nei prossimi giorni, dopo aver rivisto la partita – riguarda la varietà del menù tattico: nelle due situazioni che hanno portato al gol contro il Borussia, il Napoli ha scelto di alzare l’intensità del pressing rispetto a quello che stava succedendo in campo. Una scelta felice, non c’è che dire. Una scelta che però non è esclusiva, l’abbiamo visto in altri segmenti della partita. Il Napoli avrebbe potuto decidere di non attaccare il portatore di palla in maglia gialla, di difendere in maniera più blanda, possiamo dire meno immediata.

Il fondamento del sistema di Ancelotti è proprio questo: il suo Napoli deve essere una squadra multiforme, in grado di difendere ad attaccare in molti modi. La decisione fa capo alla qualità, al talento degli interpreti. Alla testa dei calciatori. Non è un caso che le migliori azioni del Napoli nascano da situazioni già viste negli ultimi tre anni, del resto la rosa è cambiata pochissimo e quindi le caratteristiche dei giocatori sono rimaste le stesse. Il lavoro di Ancelotti sarà di ampliamento, non di cancellazione rispetto al passato. Ne abbiamo avuto la conferma questa sera, quando il Napoli ha provato a fare qualcosa di diverso (cit. Ancelotti) ma intanto rispolverava parte del suo repertorio, scegliendo scientemente i momenti in cui applicarlo. Una bella sfida teorica, un bel mix tra passato e futuro. Oggi abbiamo visto i primi frutti: due gol contro una buonissima squadra. E la vittoria finale, che in questo caso fa volume ma non fa peso. Indica la strada, non la definisce. Ci spiega quale direzione stanno prendendo, insieme, il Napoli e il suo nuovo allenatore.

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