La comunità scientifica cosa pensa dell’ingegner Morandi?

La tragedia di Genova dev’essere anche l’occasione per interrogarsi sul sistema Italia che costringe tanti ad andare via e crea sacche di privilegi

La comunità scientifica cosa pensa dell’ingegner Morandi?

Gli anni del boom

È giustamente caccia alle responsabilità, odierne e pregresse, ma sulla tragedia del Ponte Morandi di Genova, dove in causa vengono tirati i movimenti NO GRONDA, l’ex ministro Del Rio, la manutenzione di Autostrade spa, i passati Governi, le amministrazioni varie e altre ancora, poco si ci concentra su ciò che è alla fonte, poco ci si sofferma su di un aspetto fondante del bacato sistema italico della assoluta mancanza di criticità nei confronti della acclamata fama e poi del come si diventa famosi.

Non sono un ingegnere e nemmeno un architetto, ma vale la pena approfondire la figura di Renato Morandi ingegnere degli anni del boom industriale italiano. Certamente un profondo studioso, non sappiamo se anche in qualche modo membro di un sistema che ancora in questo paese si perpetua e continua a causare danni, facendo sì che le nostre migliori menti emigrino per trovare successo in altri paesi che strettamente se li tengono e li portano ad esempio.

Il silenzio della comunità scientifica

Purtroppo concentrati come si è ad attaccare il rivale politico, nessuna voce scientifica, preparata o almeno che sappia della materia si arrischia a farci conoscere le reali attitudini professionali dell’Ingegnere e di coloro che gli hanno affidato nel corso degli anni incarichi cosi prestigiosi.

Non vorrei che si sorvolasse su questo aspetto fondamentale delle capacità reali degli affidatari di progetti, specialmente quelli pubblici.

Aver meno considerazione della scienza e delle personali capacità, a favore delle conoscenze politiche,  può portare in futuro, come abbiamo già constatato in questo tragico ferragosto, ad altri e ben più disastrosi crolli. Gli effetti negativi potrebbero ricadere nei settori finanziari e ancor peggio in quello della salute pubblica.

Oggi si legge che tante delle opere di Morandi sono a rischio e non solo obsolete, ma addirittura da abbattere. Gli ingegneri, gli scienziati, la comunità scientifica, cosa pensa del professor Morandi? È possibile che non sia solo una questione di capacità, progettazioni, strategie, ma un sistema consolidato di connivenze e convenienze che antepone il mediocre ma allineato a quello geniale, ma anti sistemico?

È lecito sperare che le responsabilità non vadano più ricercate nell’immediato passato, ma alla base del problema, facendo di tutto affinché le persone giuste lavorino al posto giusto facendo si che nessuno si ritrovi poi al posto sbagliato nel momento sbagliato. 

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