Ratcliffe offre due miliardi di euro per il Chelsea, Abramovich dice no

La notizia sul Daily Mail. Ratcliffe è il signore del petrolchimico, con un patrimonio più che doppio rispetto al magnate russo

Ratcliffe offre due miliardi di euro per il Chelsea, Abramovich dice no

Il Daily Mail

Jim Ratcliffe è l’uomo più ricco d’Inghilterra, con un patrimonio più che doppio rispetto a quello di Roman Abramovich. Oggi il Daily Mail dà notizia di un’offerta da parte del signori dei petrolchimici Ineos per acquistare il Chelsea. Offerta di due miliardi di euro. Abramovich avrebbe rifiutato. Ma la notizia rende l’idea della condizione dei Blues un club che qualche anno fa veniva considerato inattaccabile. Oggi non è più così.

Il Chelsea non ha voluto commentare ufficialmente, né l’offerta di Ratcliffe né altre che sarebbero arrivate dalla Cina.

Ratcliffe è tifoso del Manchester United ma già da qualche anno è una presenza fissa a Stamford Bridge, abita lì vicino. Ha un patrimonio stimato il 21 miliardi di sterline, la Ineos ha circa ventimila dipendenti in 22 paesi.

Recentemente Ratcliffe – che è un vero appassionato di calcio, lo ha anche praticato in gioventù – ha acquistato il Losanna.

I problemi di Abramovich

Il Daily Mail ricorda che Abramovich acquistò il Chelsea nel 2003 per 140 milioni di sterline, si fece carico anche degli 80milioni di debito. Ha vinto cinque volte la Premier, una Champions (un’altra volta ha perso in finale) e una Europa League.

Anche il Daily Mail ricorda i problemi che Abramovich sta avendo col governo inglese di Theresa May dopo l’inizio della guerra diplomatica tra Russia e Gran Bretagna in seguito all’avvelenamento avvenuto a Salisbury di Sergei Skripal e sua figlia Yulia.

Il governo ha chiarito che con la nazionalità israeliana – che Abramovich ha recentemente acquisito – può soggiornare sei mesi in Gran Bretagna ma non può lavorare.

Il Daily Mail ricorda che anche Ratcliffe ha avuto i suoi problemi con il governo inglese, ma ai tempi do Gordon Brown nel 2010. Dopo uno scontro per l’Iva, spostò la sua sede in Svizzera. È tornato da un paio d’anni.

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