Quanti errori arbitrali nella storia dei Mondiali. Basterà il Var per non rivederli?

Dalla battaglia di Santiago all’Inghilterra del 66, da Byron Moreno al morso di Suareza. Quello in Russia sarà il primo Mondiale dell’era post-Blatter

Quanti errori arbitrali nella storia dei Mondiali. Basterà il Var per non rivederli?

Il primo Mondiale dell’era post Blatter

Il campionato del mondo è alle porte. Purtroppo l’Italia non è presente: sicuramente diverse ragioni possono spiegare la nostra eliminazione.

In primo luogo non abbiamo prodotto in questi anni calciatori di qualità anche perché ormai le squadre più forti del nostro campionato si avvalgono quasi esclusivamente di stranieri. Infatti, se consideriamo le prime cinque squadre del campionato italiano a stento riusciamo ad individuare dieci italiani fra i titolari. Poi gli errori tattici e di formazione da parte di un tecnico sprovveduto hanno fatto il resto.

Questo campionato del mondo è il primo della era post-Blatter, e quindi ci dovremmo attendere degli arbitraggi meno controllati dal potere politico della Fifa. 

La “battaglia di Santiago”

Ma proviamo a dare uno sguardo agli scandali arbitrali nel corso dei campionati mondiali con un occhio particolare a quelli che hanno riguardato la nostra nazionale. Indubbiamente uno dei casi più eclatanti della storia  del calcio è rappresentato dalla cosiddetta “battaglia di Santiago”. Partita avvenuta nel 1962 nel corso dei mondiali cileni. La partita era stata preceduta da un clima di grande ostilità verso l’Italia in quanto due giornalisti italiani avevano scritto tutto il male possibile del Cile: popolo di ladri e prostitute.

Fu davvero una battaglia: dopo pochi minuti Ferrini fu espulso per un tentativo di fallo di reazione, e mentre i giocatori italiani circondavano l’arbitro inglese Aston, Sanchez sferrò un pugno a Maschio fratturandogli il setto nasale. Di lì a qualche minuto dopo un contrasto Sanchez manda ko con un pugno David che viene anche ammonito. Ovviamente nessuna ammonizione per il cileno. Dopo qualche minuto David viene espulso per un fallo di gioco sullo stesso Sanchez. L’Italia in 9, ma quasi 8, riuscì a resistere fino al 75′ e perse 2 a 0. Negli ultimi 15 minuti i falli cattivi degli italiani non si contano: la partita diventa una vera battaglia.

Dopo si dirà che l’arbitro inglese era reduce da una sbornia e fu radiato dalla Federazione Inglese e mondiale. Rivedendo le immagini della partita su Youtube non mi sembra proprio che l’arbitro fosse ubriaco: di sicuro fu influenzato dalla Federazione che chiaramente voleva portare il Cile il più avanti possibile. In fondo quel mondiale in Cile serviva per fortificare il loro nazionalismo, far dimenticare il terribile terremoto avvenuto in Cile un anno prima dei mondiali, ed incrementare anche le vendite di televisori, ovviamente di produzione straniera.

“Ipereccitazione farmacologica”

Sicuramente molti fatti strani accaddero in quella partita: più volte Brera parlò di un “ipereccitazione farmacologica” dei calciatori italiani. Inoltre non è stato mai chiaro il perché l’Italia si presentò alla partita decisiva con il Cile con sette riserve rispetto alla prima partita con la Germania. Poi mi è capitato di vedere su Youtube un’intervista a Maldini e Rivera nella quale dicono di stare bene anche se la versione ufficiale della Federazione Italiana li considerasse infortunati. Che i calciatori italiani avessero assunto delle anfetamine? Chissà, certo a quei tempi i dopanti erano quasi leciti e i controlli minimi. D’altra parte lo stesso Fausto Coppi ammetteva pubblicamente di prendere la “bomba”.

L’Inghilterra del 1966

Ma un altro scandalo storico sarà poi quello di Inghilterra-Argentina, quarto di finale del campionato del mondo 1966. Il capitano argentino Rattin viene inspiegabilmente espulso dopo pochi minuti: in effetti aveva chiesto solo delle spiegazioni all’arbitro, e dal momento che l’arbitro non comprendeva, aveva chiesto un interprete, e di rimando l’arbitro lo espelle. Era un’espulsione annunciata. La farsa dell’espulsione durò diversi minuti con Rattin e gli altri argentini che cercano di parlare con l’arbitro. Alla fine esce dal campo, scortato da diversi poliziotti, e sembra che Rattin passando di fronte al palco reale abbia mostrato “gli attributi” alla Regina.

Poi nel secondo tempo viene espulso un secondo argentino e l’Argentina perde per uno a zero ai supplementari. Effettivamente bisogna apprezzare l’idea “geniale” della Fifa: un arbitro tedesco era stato designato per la partita dell’Inghilterra ed un inglese per Germania-Uruguay, anche questo incontro conclusosi con l’espulsione decisiva di due calciatori uruguagi. Che comunque l’Inghilterra fosse destinata a vincere quel mondiale non c’era alcun dubbio. Ricordo molto bene che Eugenio Danese (un giornalista sportivo appassionato di statistiche nel calcio) alla domanda: “chi vincera´il mondiale?” rispose “Già l’ha vinto l’Inghilterra”.

Il Mondiale del 2002

Tuttavia sicuramente il mondiale più “controverso” è stato quello del 2002 in Corea-Giappone  sotto la direzione delinquenziale di Sepp Blatter.

All’Italia furono annullati nel corso di quattro partite ben sei gol regolari per fuorigioco. Ovviamente è impensabile che si tratti di errori casuali. In effetti già sarebbe molto strano se questo accadesse nel corso di un intero campionato con 38 partite. Inoltre l’arbitro ecuadoriano Byron Moreno nella famosa partita con la Corea espelle Totti per una simulazione inesistente, annulla due gol validissimi, non vede una gomitata a Del Piero, due calcioni a Zambrotta e concede dopo pochi minuti un rigore contro l’Italia per una trattenuta di Panucci su un calcio d`angolo: sono quei rigori “annunciati”, premeditati.

Ne pagò le conseguenze anche la Spagna

Gli arbitraggi furono “democratici” perché nella successiva partita della Corea contro la Spagna furono annullati due gol validissimi agli spagnoli. Tra l’altro per questa partita fu designato come arbitro un egiziano, e come segnalinee un arbitro di Trinidad, dunque provenienti da paesi con alto prestigio calcistico, e inoltre era una persona molto legata al capo del calcio di Trinidad, cioè Jack Werner, che era molto potente nella Fifa in quanto grande elettore di Blatter garantendogli 35 voti dei paesi dei Caraibi. Il voto di uno di questi Paesi dei Caraibi di 50-60 mila abitanti equivale a nelle votazioni Fifa a quello  di paesi come Italia, Germania etc. Da segnalare: il signor Werner è stato poi condannato per corruzione nell’ambito del processo alla Fifa. Coerentemente, il segnalinee di Trinidad fu responsabile dell’annullamento di due gol validi della Spagna.

Il commento di Tosatti

Nel giorno successivo alla nostra eliminazione, Giorgio Tosatti scrisse sul Corriere della Sera: “Italia sbattuta fuori dal Mondiale sporco, dove arbitri e guardalinee sono utilizzati come sicari. Per spianare la strada alle squadre protette dalla banda che si è impossessata della Fifa, da organizzatori famelici e spregiudicati, come i coreani, da boss che hanno conquistato fette importanti di potere, da sponsor i cui investimenti non possono essere abbandonati al caso. Per togliere di mezzo le nazionali in grado di rovinare i loro disegni, cominciando dall’Italia, perché con tutti i suoi limiti era la più forte. Contro nessuna squadra in tutta la storia dei Mondiali sono state commesse tante ingiustizie. 

“Non credo a coincidenze sfortunate, non credo all’imperizia  dei colpevoli. Se per una partita così delicata si sceglie l’arbitro più giovane ed inesperto del gruppo lo si fa per darle un certo indirizzo. Rifiuto il concetto secondo cui essendo il calcio internazionale governato da chi manipola i risultati in modo sporco dovremmo punire i nostri dirigenti rei di non essere altrettanto bravi nel delinquere. La Corea del Sud doveva andare avanti ad ogni costo, e c’è riuscita. Fino a quando il calcio può essere gestito da questa gentaglia? In quale settore Blatter, accusato di corruzione, avrebbe stravinto le elezioni? Fino a quando questa costante perdita di credibilità  è tollerabile? I vertici vanno ripuliti”.

Il libro di Jennings

Ero convinto della credibilità delle affermazioni di Tosatti: grande esperto di calcio, anche dei suoi aspetti politici. Tuttavia non riuscivo a capire su quali indicazioni Tosatti basasse le sue affermazioni. Ma qualche anno dopo finalmente riesco a mettere insieme le cose. Per la festa del papà, che in Brasile ricorre nella prima domenica di agosto, mia moglie e mia figlia mi regalano il libro “Jogo Sujo-O Mundo Secreto da FIFA” del giornalista del Guardian Andrew Jennings. Leggo: Blatter chiede a Matarrese: “hai fiducia in me?”. La risposta è: “neanche per sogno”. Praticamente gli dice che è un ladro. In effetti la Federazione Italiana si era sempre schierata contro Blatter ed aveva appoggiato lo svedese Johansson mentre Blatter aveva il grande appoggio di Havelange, capo della Fifa per molti anni, in quanto suo braccio destro e a conoscenza degli affari illeciti suoi e dell’ex-genero Ricardo Teixeira.

Questo mi spiegava quegli arbitraggi, ed anche poi l’assenza di Blatter alla premiazione ai mondiali di Germania (tra l’altro anche per evitare i fischi). Inoltre Blatter doveva pagare un grande debito di riconoscenza nei riguardi del suo “mentore”: il Brasile viene avvantaggiato parecchio nella partita con il Belgio, ed anche l’eliminazione dell’Italia faceva comodo in quanto era molto temuta, come squadra ostica, dai brasiliani. Poi Blatter completerà la sua azione affidando al Brasile i campionati del mondo del 2014.

Sempre dalla lettura del libro di Jennings, che stimolerà poi l’inchiesta che porterà all’incriminazione dei vertici della Fifa, si evince che Blatter aveva un grande interesse per motivi economici a diffondere quanto più possibile la sua azione nei paesi asiatici, e quindi i suoi favori arbitrali alla Corea rientravano anche in questa strategia. Tra l’altro giudica anch’egli molto strano il fallo di rigore fischiato contro Panucci. In effetti ce ne sono tantissimi in ogni partita.

Il morso di Suarez a Chiellini

Sicuramente un’altra partita caratterizzata  da un arbitraggio scandaloso è stata Uruguay-Italia dei mondiali in Brasile. L’arbitro messicano (spesso la Fifa si serve di arbitri del Centro e Sud America, oppure di paesi non evoluti calcisticamente o economicamente) espelle Marchisio per un fallo che avrebbe meritato solo il giallo e che in Italia, in quanto giocatore della Juve, gli sarebbe stato anche risparmiato. Non espelle Cavani che costringe Verratti, l’unico azzurro davvero in palla, a lasciare il campo.

Ma il vero scandalo avviene di lì a poco quando fa finta di non vedere il morso di Suarez a Chiellini nonostante stesse a pochi metri e guardasse proprio un quella direzione, e Chiellini gli mostrasse i chiari segni del morso. Ovviamente in presenza di una decisione così disonesta è lecito pensare che l’intera condotta arbitrale non sia stata equilibrata. In effetti l’interesse della Fifa era di portare avanti le squadre sudamericane. Tra l’altro gli spettatori venuti dall’Italia erano pochi, molto meno di quelli previsti. L’Italia non ebbe neanche il coraggio di protestare: era stata un’avventura completamente sbagliata soprattutto per la mancanza di ricambio generazionale, ma anche a causa di una scelta incomprensibie della sede del ritiro, così lontana dal Nord-Est del Brasile dove l’Italia poi  giocò le partite del girone.

Come si comporteranno gli arbitri al mondiale in Russia?

Comunque per questo mondiale abbiamo i controllori della VAR: ma “Quis custodiet ipsos custodes?” Chi controlla i controllori?  (VI satira di Giovenale)

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