Capello: «Nel calcio contano i numeri, Ancelotti ha scelto il Napoli perché è una buona squadra»

L’intervista di Fabio Capello al Corriere dello Sport: «Sarri ha avuto delle buone intuizioni, ma non mi è piaciuto il suo disimpegno nelle coppe».

Capello: «Nel calcio contano i numeri, Ancelotti ha scelto il Napoli perché è una buona squadra»

L’intervista al Corriere dello Sport

Lunga intervista di Fabio Capello al Corriere dello Sport. L’ex tecnico, tra le altre, di Milan, Juventus e Roma, ripercorre la sua carriera ma parla anche del calcio moderno, della sua visione, del continuo confronto tra tecnici “del bel gioco” e tecnici “vincenti”. Da questo punto di vista, è abbastanza chiaro: «I I filosofi mi fanno ridere, contano i numeri,. Il resto sono chiacchiere».

In realtà, Capello non è molto severo nei confronti di Sarri. O meglio: dice di apprezzare alcune sue caratteristiche, mentre altre lo lasciano perplesso. Leggiamo: «Pratica un calcio divertente, non mi è piaciuto il suo disimpegno nelle coppe, non l’ho proprio capito. Ho trovato molto interessante il lavoro che ha fatto sulla difesa e le tre punte basse, Mertens centravanti una bella invenzione». Su Ancelotti, invece, le idee sono più chiare: «Carlo ha fatto un ragionamento molto semplice: voleva una squadra presente in Champions e le opportunità non erano molte. Il Napoli, inoltre, è una buona squadra». Il prediletto di Capello, il tecnico che Don Fabio sente più vicino a lui, resta Allegri: «Sente sulla pelle la partita, la legge bene e sa cambiare le cose in corsa. Credo mi somigli più di altri. E poi fa i numeri. Anche Di Francesco è bravo, ma se posso permettermi gli suggerisco di non fermarsi a una sola idea tattica».

Un commento sui Mondiali in corso: «Ho visto troppo possesso palla con i giocatori sbagliati, non tutti hanno i palleggiatori del Barcellona o i giocatori di Guardiola. Quello è un gioco che mi piace commentare, ma in campionato e non in Champions. Apprezzo molto anche il Liverpool. In Russia, per ora, le cose migliori si vedono con le ripartenze derivate da una palla inattiva
mal sfruttata dall’avversario. Livello tecnico basso».

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  1. Allegri contro il Napoli la partita l’aveva capita bene infatti

    • Allegri vs Sarri finisce 5 a 3 con un pari. Vedi tu.

      • Mi riferivo al fatto che diceva circa Allegri che le partite le legge sempre bene e sa cambiare le cose in corsa. L’ultima partita contro il Napoli secondo me è l’esempio che non è vero. A me invece, tolto il ritorno a Madrid, sembra che la sua Juve giochi sempre allo stesso modo

    • Anche quella vinta col gol di Zaza? Non è per fare polemica, me lo chiedo e lo chiedo proprio perché a mio parere il Napoli giocò più o meno la stessa partita, solo che allora a fine partita Allegri fu glorificato e Sarri deriso perché a segnare negli ultimi minuti furono loro, mentre quest’anno abbiamo segnato noi e di conseguenza Sarri è stato glorificato mentre per difendersi dalle critiche Allegri se n’è uscito parlando di partita orribile da entrambe le parti, e con lui la stampa pro juve e soprattutto anti-napoli, compresa parte di quella propriamente napoletana.

  2. Ancelotti ha le idee chiarissime.

    Ha finito la sua carriera prestigiosa con i Top Club.
    Ora passa dall’attico all’ammezzato.

    Ed è stato bravo a farsi pagare da un ammezzato come fosse un attico.
    Fa il penultimo giro di pista.
    L’ultimo, dopo l’ammezzato, lo farà in Cina. O forse prima riesce a beccare una Nazionale.

    Capello se ne intende. Anche lui aveva le idee chiare.
    E anche lui non lo voleva più nessun attico.

    • No, non sono d’accordo; liquidare così Ancelotti non ci sta proprio. E non soltanto perché ha vinto tanto e ovunque, ma anche perché non è affatto a fine carriera ed uno col suo nome non sceglie deliberatamente di andarsi a sputtanare per soldi. Purtroppo è la SSCN a giocare sistematicamente al ribasso, a non avere mai uno scatto deciso in avanti, a non rischiare (nel senso positivo del termine) mai più di un’unghia rotta.. e stavolta, se come sembra davvero ADL decide di sostituire gente esperta e rodata come Hamsik, Jorginho e Reina rispettivamente con ragazzi come Lobotka, Ruiz e Meret (che peraltro sono il meglio fra i nomi che si sentono), rischia veramente di sfasciare il suo giocattolino da plusvalenza sistematica

      • Il problema è che un giocattolino da plusvalenza non lo sfasci comprando giocatori giovani da rivendere, anzi lo migliori. Però non vinci una ceppa. Ma francamente vincere è una roba per tifosi e a De Laurentiis il calcio non piace, se avesse messo su una fabbrica di tappi da birra gli farebbe lo stesso effetto che gli fa il Napoli secondo me.

      • Francesco Sisto 19 giugno 2018, 15:39

        Eduardo, aspettiamo la fine del Mercato, che sarà anche condizionato dal mondiale, e poi vedremo, tra l’altro abbiamo gente come Zielinski, sul quale anche Sarri puntava molto, e Diawara, che anche se giovanisdimo ha una discreta esperienza di campo.
        Io Hamsik lo terrei, perche secondo me é ancora uno dei migliori in Europa invquel ruolo, mentre Jorginho a quelle cifre va venduto senza se e senza ma.

      • Così è

    • Luciana Calienno 19 giugno 2018, 14:51

      “…e le opportunità non erano molte” dice Capello. “Un allenatore che non ha pretese” dice adl. Poi se fa miracoli,come i predecessori, siamo tutti contenti.E per miracolo intendo 4° posto e ottavi champions

    • Francesco Sisto 19 giugno 2018, 15:33

      Che Ancelotti non ti piaccia, lo abbiamo capito, ma aspettare i risultati, prima di giudicare, no?
      Che poi questo fino ad un anno fa era in giro ad allenare le migliori squadre del mondo, adesso, perche lo ha assunto ADL, è improvvisanente diventato una pippa vecchia e rimbambita, che non capisce niente di calcio (quando poi ha su per giu la stessa età di Sarri)
      Aspettiamo di vedere i risultati, e giudichiamolo per quelli.

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