Sui giornali inglesi la caduta dell’impero di Abramovich

Rassegna stampa internazionale sulla crisi del Chelsea: Abramovich è invischiato in problematiche politiche, Conte potrebbe addirittura rimanere sulla panchina di Stamford Bridge. E il progetto sportivo è completamente fermo.

Sui giornali inglesi la caduta dell’impero di Abramovich

La crisi del Chelsea

Ieri ne abbiamo scritto sul Napolista, ma ovviamente la notizia è di quelle che scottano. Che fanno il giro del mondo (non solo calcistico), direttamente dalle e sulle prime pagine più prestigiose. Abramovich vive un momento di assoluta crisi gestionale col Chelsea, ma anche di pura difficoltà politica nella convivenza in Gran Bretagna. Tanto che i giornali di Oltremanica si scatenano e scrivono titoli enfatici, come ad esempio “Fall of the Roman Empire“, giocando sulle parole e le convergenze storiche.

La prima pagina del Daily Mail

Ieri, per esempio, il Telegraph ha toccato tutti i punti della decadenza in Blues: «A Stamford Bridge c’è una situazione incredibile: fermati i piani per il nuovo stadio, difficoltà a scegliere l’allenatore per la prossima stagione come a liberarsi di Conte, un proprietario che promette ancora impegno nel club ma ha problemi politici con il Regno Unito. Una serie di eventi che lascia i sostenitori e il club in un limbo perenne, e che annuncia indietro rispetto agli avversari sia in campo che fuori».

Il non-divorzio

Il punto è proprio questo: la difficoltà di programmazione. Per quanto riguarda la panchina, infatti, il Chelsea sembra vivere nella più totale immobilità travestita da indecisione. In questo momento, Antonio Conte è ancora il manager dei Blues. Ha un contratto fino al 2019, quindi è teoricamente in una botte di ferro. Anzi, lo è per davvero: qualora Abramovich decidesse di esonerarlo, dovrebbe versargli una ricca buonuscita. Si parla di  una cifra alta, importante. Che, in qualche modo, spaventerebbe le casse del club.

Sì, perché anche la ricchezza svanisce o comunque viene svilita senza la giusta pianificazione. L’ha spiegato oggi Gabriele Marcotti sul Corriere dello Sport, rilanciando addirittura l’incredibile idea della conferma di Conte: «Non è l’ipotesi più probabile, tantomeno è lo scenario ideale per il club e per lo stesso allenatore. Un po’ come quelle coppie che restano assieme perché separarsi è troppo costoso. Ecco, è quanto sta accadendo al Chelsea. Il club londinese non vuole liberare Conte con una buonuscita che supererebbe, da contratto, i 10 milioni (lordi). Il tecnico salentino, da parte sua, non intende rinunciare ai soldi che gli spettano. Fino a quando non si troverà una soluzione, il Chelsea non potrà ingaggiare Sarri o qualsiasi altro tecnico. E lo stesso Conte non potrà accasarsi in un altro club (né – ed è importante sottolinearlo – proporsi in giro)».

Marcotti spiega che si va verso «il non-divorzio. L’idea potrebbe essere convocare Conte per il ritiro, confidando nella sua professionalità, poi lui è uno che spesso rende al meglio in condizioni non ottimali (vedi l’Europeo o il primo anno di Juve). Il rapporto si è deteriorato per via dei mancati investimenti sul mercato, d’altronde il Chelsea era limitato dal Fair Play Finanziario (il “buco” di 75 milioni si origina nel 2015, tra la liquidazione di Mourinho e la mancata qualificazione in Champions). Ora, clamorosamente, potrebbe ricucirsi».

La prima pagina del Telegraph

Anche lo stesso Marcotti spiega coma Abramovich sia «distratto da altre priorità.  Gli è stato negato il permesso di soggiorno nel Regno Unito, gli avvocati stanno lavorando per rimediare, ma ci sono in gioco interessi ben maggiori (qualcuno parla di ripicca britannica nei confronti di Mosca). E senza il suo ok, certe decisioni – come quella di ingoiare allegramente i 10 milioni e passa di Conte – non si possono prendere».

La situazione è in fase di continua evoluzione, però in senso di degenerazione. Anche il Times in edicola oggi spiega le difficoltà di Abramovich: «L’oligarca russo può entrare nel Regno Unito, ma non ha la facoltà di investire grossi capitali per il Chelsea. Ha ottenuto il passaporto israeliano, ma è ancora in lotta per il visto con Londra. Il Chelsea insiste che questa situazione non turnerà il futuro sportivo del club, ma intanto c’è immobilismo sul mercato. Oltre la situazione allenatore, anche i calciatori appartenenti all’organico sembrano mostrare i primi segni di insofferenza. Courtois ha deciso di non rinnovare il proprio contratto, Hazard e Morata sono finiti nel mirino di Manchester City e Juventus. Si parla di possibili trattative in entrata, ad esempio Martial e Lewandowski, ma la mancanza di un manager e di un presidente, in questo momento, sta bloccando completamente la programmazione».

La pagina sportiva del Times

Insomma, si naviga a vista. Per la prima volta dopo quindici anni, il Chelsea sembra davvero vicino a un completo default. Molte volte Abramovich ha “sbagliato” la stagione o ha pagato a caro prezzo scelte discutibili (si pensi all’arrivo di Scolari, alla conferma di Di Matteo o al fallimento del Mourinho-bis), ma per la prima volta il club in Blues sembra mancare di un progetto in maniera così profonda. Vedremo se cambierà qualcosa nei prossimi giorni, ma la situazione (politica, innanzitutto) non sembra offrire grossi spazi per l’ottimismo.

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  1. Il Chelsea è meno di uno sputacchio per Abramovic, così come la Juventus è meno di uno sputacchio per Elkann.
    Il Chelsea fattura circa 400 milioni, il gruppo di Abramovic 130.000.
    I Club di calcio sono società piccoline.

  2. Raffaele Sannino 1 giugno 2018, 12:23

    Alla luce di tutte queste magagne,sono ancora più curioso di vedere Sarri sulla panchina del Chelsea.Non ha voluto continuare in un club solido,che gli avrebbe consentito di crescere ancora insieme alla squadra,per invischiarsi in un manicomio.Voglio proprio vedere se gli compreranno i top players che chiede.

  3. Al confronto DeLa è un magnate del calcio. Povero Sarri

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