Sarri, un mito alle porte dell’Olimpo. Quella bandiera bianca nasconde qualcosa

Da lui non ci saremmo mai aspettati una dichiarazione preventiva di impotenza. Forse la sua è stata solo una innocente bugia

Sarri, un mito alle porte dell’Olimpo. Quella bandiera bianca nasconde qualcosa
Sarri / Foto Matteo Ciambelli

Tra i napoletani illustri

Che peccato. Doveva essere consacrato come un mito. Uno di quegli dei confinati nell’Olimpo dei grandi napoletani per i quali, di generazione in generazione, sulla terra, si sarebbero raccontate le gesta. Anche dopo la sua morte, anche se a un certo punto avesse deciso di dividere il suo destino da quello di Napoli.

Insomma, Maurizio Sarri a pieno titolo era entrato nell’Olimpo dei napoletani illustri, come Maradona, Pino Daniele, Eduardo, Totò. A prescindere.

Lo si è visto al San Paolo, al termine dell’ultima di campionato contro il Crotone. Quel suo giro di campo, gli applausi, gli inchini. Una città  ai suoi piedi. Mai visto un allenatore avere un rapporto così intenso con un popolo di tifosi. Anzi che trae la sua legittimazione proprio dal consenso popolare.

Nella storia ci sono stati allenatori amati visceralmente dai tifosi. Ma come Sarri è difficile trovarne altri. E colpisce che questo amore così intenso trovi come contrappasso l’odio, il disprezzo delle curve per il Presidente De Laurentiis.

De Laurentiis

Un rapporto ingeneroso, ingiusto. DeLa non fa nulla per entrare in sintonia con la città. Intendiamoci, fa bene il Presidente a non concedere nulla alle curve infestate da tifosi camorristi insieme a un popolo generoso di tifosi. Mantenere certe distanze si è rivelato salutare. Possiamo criticarlo per non essere in grado di diventare un Presidente “pop”, ma è un limite della sua personalità di cui dobbiamo prenderne atto.

Maurizio Sarri, che domenica sera aveva salutato il suo popolo come un gladiatore, adesso non sa come chiudere questa sua esaltante esperienza.

Una innocente bugia

Da lui, dal Comandante Mauricio Sarri, nessuno si sarebbe aspettato una dichiarazione preventiva di impotenza. Il gladiatore in grado di sconfiggere belve feroci ed eserciti di combattenti, adesso alza bandiera bianca. Lui che sulla terra, il San Paolo di Napoli, aveva cambiato i destini del popolo dei tifosi, ora confessa che se il Napoli dovesse fare a meno di certi campioni per via delle maledette clausole, la squadra non potrà più raggiungere i livelli conosciuti in questi ultimi anni.

Fa torto a se stesso, Sarri. Lui che ha saputo plasmare giocatori trasformandoli in macchine da guerra ora rinuncia a combattere. Forse è solo questione di ore e sapremo che in fondo Sarri sapeva di dover mentire. Che la sua era una innocente bugia.

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  1. guido sarri non è fesso. ha già capito tutto come lo capirono mazzarri e benitez. con questo presidente si comincia coi proclami per poi trovarsi con le brache abbassate.

    • Silvietto Esposito 22 maggio 2018, 10:24

      È un perdente riabilitato dall’unico che ha scommesso su di lui: il presidente. Ora ha fatto il suo tempo.

  2. Sarri ha fatto diventare pilastri della sua squadra (Koulibaly Jorginho Mertens Ghoulam ecc.) giocatori che tre anni fa valevano meno di 10 milioni e ora sono valutati diverse decine se non centinaia di milioni. Sono convinto che se questi andranno via, ADL comprerà degli ottimi giovani giocatori ma non campioni come quelli che il Napoli non potrà più avere Credo sia questo il motivo per cui Sarri dice che non vuole prendere in giro i tifosi, perché sa che quelli che verranno difficilmente sostituiranno i campioni di adesso se non fra qualche anno, e vincere lo scudetto contrastando la corazzata juventus, continuerà a non poter essere l’obiettivo del Napoli. Per ADL invece lo scudetto conta ma fino ad un certo punto, a lui interessa essere in Champion ed andare il più avanti possibile perché sa che questo è il modo più sicuro per battere cassa e mantenere la squadra ad alti livelli con il bilancio in ordine. Non è questione di alzare bandiera bianca ma di vedute diverse del presidente e del suo allenatore, nei prossimi giorni vedremo come andrà a finire

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