Sassuolo-Napoli 1-1, pagelle / Pasqua di Resurrezione, ma non per il Napoli

Koulibaly come dr Jekill e Mr Hyde. Zielinski migliore a centrocampo. Mertens l’uomo cadente

Sassuolo-Napoli 1-1, pagelle / Pasqua di Resurrezione, ma non per il Napoli

REINA. È Pasqua, le campane tornano a suonare dopo il silenzio del Venerdì Santo, ma il Napoli fa ancora penitenza e digiuno. E così tocca al professionista Zio Pepe rossonero limitare un passivo ben più pesante: sul solito Politano, indi su Rogerio. Sia lode a Reina – 7

Politano mi sta sullo stomaco – 6

L’evanescente Hysaj

HYSAJ. A proposito di Venerdì Santo: mi ha ricordato, cara Ilaria, uno di quei ragazzi che nelle bande musicali servono solo a far numero, facendo finta di suonare. Ecco Hysaj non suona mai. Politano è un vortice che lui non vede neanche con il cannocchiale, per non parlare di quell’erroraccio su Rogerio. È stato inguardabile, davvero – 4

Evanescente, più che inguardabile. Come uno che nelle processioni si mette all’ultima fila e tutto incappucciato si camuffa così bene che non te ne accorgi proprio – 5

Albiol e Koulibaly come nella guerra dei Roses

ALBIOL. In molti frangenti l’ex Scansuolo si è travestito da Real Madrid e l’Ispanico nostro si è adeguato opponendo uno stato mentale che dire confuso è poco. Lui e Koulibaly stasera hanno avuto la stessa comunicabilità che c’è fra due genitori divorziati in guerra, come i Roses – 5

Lo ringraziamo per il piede a martello con cui si è guadagnato il giallo che lo terrà fuori con il Chievo – 5

KOULIBALY. Mister Kalidou e dottor Koulibaly. Un colosso a due facce. Alterna disastri e miracoli e la media è comunque bassa. Il campo sarà stato pure scivoloso ma la difesa è stata un incubo da Nightmare, con Freddy Krueger sdoppiatosi in Politano e Berardi (ex morto vivente risuscitato in coincidenza della Santa Pasqua) – 5

Capita a tutti di fare qualche cazzata, durante una partita, ma a Kalidou vengono benissimo: tutte pericolose – 5  

La corsa di Mario

MARIO RUI. Una corsa continua, senza mai fermarsi. Tra i pochi che tenta di dare un maggiore ritmo a una squadra spenta come nella canzone di Vasco Rossi. La fatica è tanta e quando al 24’ del secondo tempo gli capita un pallone d’oro da servire, lo spiritato portoghese zappa clamorosamente. È sua la pelota che arriva fino a Callejon per l’uno a uno – 6

Ce la mette tutta, Mario. Sta assumendo lo spirito di Allan. Quando tocca palla lui, so che vuole fortemente vincere, più di tutti – 6

Un centrocampo sfasato

ALLAN. Se il Napoli, nelle ultime quattro partite, ha vinto una sola volta (il resto: due pareggi e una sconfitta in casa), la colpa è anche di un centrocampo sfasato, impotente nel trovare la sintonia giusta. E Allan non sfugge a un giudizio mediocre – 5

Credo che ieri, con quella difesa, servisse coprire, e lui lo ha fatto – 5,5

DIAWARA dal 37’ del secondo tempo. Un ingresso inutile – senza voto

Batte una punizione e la batte pure lunga  malissimo – sv  

JORGINHO. Arranca, recupera, sbaglia, si fa ammonire. Talvolta indovina il corridoio giusto. D’accordo, Ilaria, gettiamogli la croce addosso ma se quei tre là davanti sono più fastidiosi di un colon irritabile, c’è poco da fare – 5,5

Un primo tempo buono, secondo me, propositivo, in cerca di palle, abbastanza preciso. Si perde poi nel secondo, purtroppo – 5,5   

Il più concreto è Arkadius

MILIK dal 19’ del secondo tempo. In meno di mezz’ora (non sia mai Sua Maestà il Rivoluzionario l’avesse fatto entrare prima) combina mille volte di più dell’inamovibile Mertens. E abbiamo detto tutto – 7

Bellissima la coordinazione per il colpo di testa che però non entra in porta: e uno. Ne ha un’altra tra i piedi pure pericolosa: e due. La rovesciata a pochi minuti dalla fine: e tre. In trenta minuti – 7  

ZIELINSKI. Bravissimo nel creare spostamenti d’aria coi suoi movimenti. Però sposta l’aria più che il pallone. E in ogni caso, è probabilmente il migliore fra i tre di centrocampo. Non aggiungo altro – 6

Sposterà pure solo l’aria, Fabrizio, ma ha dei tocchi di classe che sono la fine del mondo – 6  

Irritante Josè Maria

CALLEJON. Nell’illusione iniziale dei primi dieci minuti (uguale uguale alla partita interna con la Roma) Callejon è apparso come il trascinatore di una squadra rinfrancata dalla santa sosta per l’inutile nazionale. Come dimostra anche il dialogo bellissimo con Mertens al 5’ del primo tempo, suggellato da un suo gol di testa, indi annullato. Ma è un lampo pasquale. La partita si fa tosta e anziché odiosi palleggi leziosi ci vorrebbero attributi. La sua parte nel pareggio non aggiusta il voto negativo – 5

Al 44’, in fuorigioco, si ferma davanti al portiere e simula un pallonetto. Forse l’arbitro aveva già fischiato, forse il guardalinee aveva già sbandierato, ma se uno è in una serata agguerrita, non sente fischio e non vede bandiere: tira cagliose anche oltre il tempo regolamentare – 5

L’uomo cadente

MERTENS. Un uomo cadente, nel senso che rovina sempre per terra. E due punizioni orrende sulla barriera. Continuare a scrivere sarebbe ingeneroso nei confronti di quello che resta un formidabile centravanti in una fase di regressione napoleonica: ei fu siccome immobile – 4,5

Pare uno scherzo, a volte: corre, corre, dribbla, scarta… si affloscia e cade a terra, all’improvviso – 4,5

HAMSIK dal 30’ del secondo tempo. Entra e sbaglia subito. Si redime con quell’apertura su Mario Rui che conduce al pareggio ma non dà mai la sensazione di un capitano che risolve e prende per mano la squadra – 5

Se non lo hai messo in campo perché pensi non ce la faccia, perché lo inserisci a partita difficile, quando occorre solo carattere e il Capitano non è che abbia mai brillato in questo senso? – 5

Lorenzo il Mangiatore

INSIGNE. Sua culpa, sua grandissima culpa. I campioni si vedono nei momenti topici (il riferimento agli attributi di cui sopra) e lui sbaglia, ancora una volta, gol clamorosi. Lorenzo il Mangiatore, non il Magnifico, con l’aggravante di insistere sulle cose più difficili – 4

Due cose bellissime (tra quelle che mi ricordo, ma sono certa ne abbia fatte di più): a due minuti dall’inizio, un controllo perfetto su una palla servita da Koulibaly mentre scivolava; al 35’ intercetta Callejon con la coda dell’occhio e gli passa palla in rovesciata mentre attira su di lui i difensori del Sassuolo. Diciamo che è stato pure sfortunato, ancora una volta. Il 4 è ingeneroso – 5,5

Un magro punticino

SARRI. Se fosse l’allenatore di una provinciale, un pareggio in trasferta con il Sassuolo sarebbe più che positivo. Ma allena una squadra che lotta per il titolo e un magro punticino è letale nonché fallimentare. Il suo circo della rivoluzione estetica purtroppo presuppone solo undici, massimo dodici giocatori, ed era prevedibile un calo dopo ventisei giornate mostruose (fino alla manita di fine febbraio a Cagliari). Questo Napoli è entrato nella storia e ci mancherebbe altro, ma i campionati si vincono anche con il gestionismo (Allegri) e una lettura dell’inerzia della partita (sempre Allegri). L’epopea dei titolarissimi solleva infine dubbi ideologici. Di qui una domanda per i cultori della rivoluzione sarrita: ma una concezione élitaria per non dire oligarchica della rosa a disposizione non è tipica della destra? – 4

Non lo so Fabri’, però mi sono intossicata. Avevamo iniziato bene, ma poi siamo spariti – 4  

 

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