Milik, ora è il tuo momento (che sia per scelta, o per necessità)

Gli ingressi contro Sassuolo, Chievo e Milan hanno mostrato che Milik può essere una soluzione. Ora una probabile maglia da titolare, nel momento chiave della stagione.

Milik, ora è il tuo momento (che sia per scelta, o per necessità)

Un punto, tre punti, sette punti

Gli ingressi in campo di Arek Milik, in questo finale di stagione ad andamento lento, sono stati decisamente positivi. A Reggio Emilia col Sassuolo, contro il Chievo, a Milano col Milan. Un solo gol, valso un punto e poi tre per effetto di Diawara. Le realizzazioni potevano essere di più, il Napoli poteva essere a due punti dalla Juventus piuttosto che a sei, la traversa al Mapei Stadium e la paratissima di Donnarumma hanno cancellato altre istantanee di un miracolo. Peccato, ma si può imputare poco al centravanti polacco. Anzi, bisogna ringraziarlo.

L’occasione arriverà domani sera, a quanto pare. Napoli-Udinese, turno infrasettimanale a quattro giorni dal match scudetto contro la Juventus. Vincere contro i bianconeri friulani per provare il colpo grosso in casa dei bianconeri torinesi. Non c’è altra strada, non può esserci. E allora pare essere davvero giunto il momento di Milik, un po’ perché la (scarsa) forma di Mertens sembra imporre questa soluzione. E un po’ perché il belga è diffidato, e allo Stadium dovrebbe/vorrebbe esserci lui.

Nella logica della riconoscenza, è un piano che ci sta. Milik, del resto, ha avuto un ruolo marginale in una rincorsa lunga ed eccellente, non è stata colpa sua ed ora va premiato il merito di un rientro fatto con i modi giusti, la tempra giusta, la testa giusta. Una maglia da titolare per Napoli-Udinese, da questo punto di vista, può essere considerato un compromesso. Poi, si vedrà.

Cambiare

Stando alle indiscrezioni da Castel Volturno, dovrebbe andare proprio così. Arek al centro dell’attacco, con Callejon e Insigne accanto a lui. Non accade dal 13 settembre 2017, prima giornata di Champions League. Una delle partite contestate della stagione, Shakhtar-Napoli 2-1, allora Sarri fu accusato di aver fatto turn over (con l’inserimento del polacco al posto di Mertens) in Champions e aver schierato i titolarissimi (con Mertens allora in formissima) nella poco allenante partita contro il Benevento di inizio stagione. In quel momento c’era una differenza di forma uguale e contraria a quella attuale tra Mertens e Milik.

Dieci giorni dopo, il crac di Ferrara (Milik era stato spedito in campo con l’obiettivo di schiodare l’1-1 con la Spal) e arrivederci in primavera. Fino a quel momento, Arkadiusz aveva giocato in campionato come titolare soltanto nella giornata d’esordio a Verona (peraltro segnando un gol), venendo sostituito al 61esimo; poi nove minuti in Lazio-Napoli e i venti contro la Spal fino all’infortunio. Fino a quel momento, quindi, il lavoro di sperimentazione della coppia Mertens-Milik procedeva a ritmi molto blandi. Ma non possiamo sappiamo come sarebbe proseguito. Mertens è rimasto il solo centravanti del Napoli. Una situazione che è iniziata a pesare da poche settimane, da quando Dries ha smarrito completamente la sua brillantezza.

Milik, adesso, potrebbe essere la soluzione giusta. Dal punto di vista tattico e tecnico, il suo inserimento permette al Napoli di cambiare qualcosa, di andare oltre a linee consolidate, probabilmente già metabolizzate dagli avversari. Ce ne siamo accorti in pochi frangenti, probabilmente più a Reggio Emilia che contro il Chievo e contro il Milan: a San Siro, Arek ha avuto la grande occasione all’ultimo secondo ma non ha avuto un impatto fragoroso sulla partita. Merito del Milan, della sua qualità assoluta e specialmente difensiva. Il fatto che però proprio il centravanti polacco abbia avuto sul sinistro il pallone dello 0-1 non può essere ignorato. Non è un segnale trascendente, era la centro dell’area come fanno i centravanti classici.

Ieri, oggi e domani

Il presente, dunque, si chiama Udinese. Al di là della natura della scelta di Sarri, il possibile ritorno da titolare è una notizia importante per Milik. Per Milik e per il Napoli, alla vigilia dei quattro giorni (potenzialmente) più importanti degli ultimi anni. Sarebbe un attestato di fiducia, rinnoverebbe la certezza rispetto alla percezione del calciatore-Milik, ovvero uno su cui si può contare nel momento del bisogno. Poi, starà a Sarri scegliere chi giocherà a Torino. Anche se, conoscendo l’allenatore, abbiamo pochi dubbi. Cominciamo daNapoli-Udinese.

In ogni caso, al di là del rimpianto per la sfortuna, resta una certezza: Milik è un patrimonio per il Napoli. Lo sarà anche nel prossimo futuro, al di là dell’Udinese, della Juventus, di questa stagione. Ce ne siamo resi conto negli sprazzi di luce in mezzo all’oscurità degli infortuni,

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  1. È il momento dell’Arcangelo!

  2. daniele musella 17 aprile 2018, 14:09

    Io penso che Milik sia quello delle prime partite col napoli: una sentenza! Non so se vi ricordate, segnava in ogni modo dalla suola alla testa, passando per pallonetti e botte da lontano. Io penso che non possa non tornare ad essere così.
    Forza Arek! Forza Napoli

  3. La gestione della sequenza Shakhtar – Benevento è stato uno degli esempi peggiori di gestione della rosa di Sarri, senza alcuna giustificazione.

  4. è il tuo momento di rimanere in panchina e schiattare in cuorpo perchè quello non ti fa giocare.

  5. Non lo vedo tanto fortunato il ragazzo.traversa con il Sassuolo, paratona di donnarumma. più tutto il resto.il futuro non può che essere migliore.forza arcangelo.

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