Per la serata in onore di Gualtiero Marchesi, New York si affida alla Campania

La James Beard Foundation ha scelto lo chef Vito Gnazzo e il maestro pasticciere Pietro Macellaro. Un menù semplice ma curato, nel rispetto del maestro

Per la serata in onore di Gualtiero Marchesi, New York si affida alla Campania
Vito Gnazzo e Pietro Macellaro

La James Beard Foundation

New York City. La James Beard Foundation, tra le istituzioni culinarie e filantropiche più prestigiose degli Stati Uniti d’America, lo scorso 6 aprile ha dedicato una serata in onore dello scomparso Gualtiero Marchesi. Selezionatissimo il pubblico invitato nella townhouse situata alla 12esima strada nel cuore del Greenwich Village. A riproporre piatti del “cuoco” Gualtiero Marchesi due campani: Vito Gnazzo da Felitto chef e partner con Gianfranco Sorrentino dei Ristoranti Il gattopardo, The Leopard at des Artists e Mozzarella e Vino, e Pietro Macellaro da Piaggine (Salerno) maestro cioccolatiere con numerosi riconoscimenti internazionali.

Il rispetto della semplicità

La scelta è caduta su due figure italiane tra le più titolate e rispettate nell’ambito dell’alta cucina italiana negli Usa. Vito Gnazzo già chef nel 1981 presso il ristorante Rex di Los Angeles con la squadra di Gualtiero Marchesi, prima ancora aiuto chef a El toula’ in Milano. «Da Gualtiero Marchesi – ricorda Vito Gnazzo – ho appreso il rispetto per il cuoco e il rispetto della semplicità, unito alla scelta di prodotti di alta qualità. Ho poi rielaborato la lezione di Marchesi con un focus sulla mia terra il Cilento. E dal Cilento arriva anche Pietro Macellaro, ormai di casa a New York. Già pasticciere durante le visite diplomatiche del premier Gentiloni a New York. Macellaro è reduce dalla conquista di due medaglie d’oro e due medaglie d’argento ai recenti mondiali del cioccolato tenutosi a Londra.

Pietro Macellaro è una scoperta di Vito Gnazzo che ci racconta come è avvenuto questo contatto. «Da tempo cercavo un maestro pasticciere e cioccolatiere per i miei ristoranti. Il focus era sulla genuinità e sulla biodiversità. Ma soprattutto sulla valorizzazione della biodiversità del Cilento. Ho Saputo di Pietro Macellaro. L’ho contattato ed ora è un mio collaboratore qui a New York».

Chiediamo a Gnazzo del menù che ha preparato per la cena in memoria di Gualterio Marchesi.

«Menù semplice ma curato. Ho preparato una terrina al coniglio come antipasto. Come primo un raviolo aperto riempito con pezzi di aragosta, poi il famoso risotto allo zafferano ed oro. Era uno dei piatti forti di Gualtiero Marchesi. Come secondo un lombo di vitello aromatizzato con finocchio selvatico e pomodoro».

La pera al vino di Marchesi

Per il dolce, Pietro Macellaro ha scelto la Pera al vino di Marchesi proposta in una sua elaborazione. I vini sono stati selezionati da Iacopo di Teodoro di Artisanal Cellar. Dal Colombaio Santa Chiara Vernaccia di San Gimignano Riserva Campo della Pieve (2014) a Palmeto Costanzo Etna Bianco Mofete 2016 per il raviolo, a Corte Bianca Franciacorta Rose’ per il risotto alla zafferano al Barolo Reva Ravera (2013) per il lombo di vitello. Il dolce e’stato accompagnato da un san Gervasio vin santo 2005. A conclusione della serata il cuoco Vito Gnazzo ed il maestro pasticciere Pietro Macellaro si sono intrattenuti con gli invitati ed i membri della James Beard Foundation per parlare della loro esperienza culinaria, della lezione appresa da Gualtiero marchesi e della passione e dedizione che richiede l’alta arte culinaria.

Una serata all’insegna dell’alta cucina italiana magnificamente rappresentata da due campani doc orgogliosi delle loro origini.

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