La Stampa: il nuovo modello dei diritti tv, tra Juventus e Napoli distanza di 7 milioni

Con la firma del decreto attuativo, viene sancita la rivoluzione competitiva della Serie A: ristretta la forbice tra big e piccoli club, diritti tv divisi in maniera più equa.

La Stampa: il nuovo modello dei diritti tv, tra Juventus e Napoli distanza di 7 milioni

Scrive il quotidiano torinese

Il nuovo modello di ripartizione dei diritti tv, spiegato con cifre e grafici. L’articolo de La Stampa prova a fare un po’ d’ordine, ma nel frattempo annuncia la firma sul decreto attuativo di modifica della Legge Melandri. Ne avevamo scritto ieri, ecco arrivata la conferma. Il calcio italiano fa un piccolo passo verso l’equilibrio competitivo, e riduce la forbice tra piccoli e grandi club.

Scrive così, il quotidiano torinese: «La distanza tra il club più pagato e quello meno pagato sarà su un rapporto di tre a uno. Oltremanica la competitività delle big è, comunque, garantita da un valore della vendita dei diritti televisivi più del doppio di quanto accade da noi. Chi lotta per il titolo o per un posto in Champions o Europa League è chiamato a dividersi con il resto della compagnia un bottino da ben 2,4 miliardi di sterline».

Stop alle gare inutili

Come anticipato ieri, la svolta si articola in diversi punti: «Una suddivisione uguale per tutte le società che passa dal 40 al 50%: un incremento di circa 10 milioni di euro stimato per ogni singolo club. I risultati sportivi peseranno per il 30%, all’interno di questo capitolo, ecco la prima significativa novità dentro al 15% destinato sulla base della classifica e dei punti conseguiti nell’ultimo campionato. Tradotto: ai risultati nell’ultima stagione, prima, veniva assegnato solo il 5%. E non si ragionava in termini di punti conquistati che, adesso, pesano per il 3% (il 12 terrà conto della posizione in classifica). “Non esisteranno più le partite inutili di fine stagione perché i punti raccolti avranno la loro importanza”, dice Lotti».

Per quanto riguarda la quota del “radicamento sociale”, il 12% dei proventi sarà attribuito sul numero di spettatori paganti per i match casalinghi, mentre l’8% sulla base dell’audience televisiva certificata dall’Auditel. L’istogramma sotto permette di quantificare i cambiamenti nella divisione dei diritti tv. La Juventus scenderebbe da 103 a 82 milioni, mentre il Napoli salirebbe in maniera leggera, da 70 a 75 milioni.

Immagine tratta da La Stampa
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