Liam Rosenior: «Guardiola ha cambiato tutto, ora agli allenatori vincere non basta più»

«Da quando Guardiola è arrivato al City, vincere e basta non è più la cosa più importante, anche giocare in un certo modo è parte fondamentale del giudizio»

Liam Rosenior: «Guardiola ha cambiato tutto, ora agli allenatori vincere non basta più»

L’articolo sul Guardian

Già in passato abbiamo riportato sul Napolista gli articoli di Liam Rosenior, difensore del Brighton che tiene una rubrica sul Guardian. Oggi il nuovo pezzo ha un tema abbastanza “caldo”, nel senso che accarezza da vicino anche la narrazione del calcio italiano. Si parla di bel gioco e trofei, di Guardiola e vittorie che non bastano più. Perché «devono essere accompagnate dallo stile».

Si esprime così, Rosenior. E fa risalire questo cambiamento culturale al guardiolismo: «Stiamo avvicinando raggiungendo una dimensione per cui i manager non sono giudicati unicamente in base ai loro risultati, ma anche in relazione al processo fatto per arrivare ad ottenerli. Alla filosofia di gioco scelta. Siamo tutti d’accordo che il Manchester City sia responsabile di questa rivoluzione, a 18 mesi dal suo arrivo in Premier Guardiola ha cambiato tutto. Non solo ha alzato il livello necessario per competere contro avversari fortissimi, ma anche l’aspettativa rispetto agli allenatori. Vincere e basta non è più la cosa più importante, anche giocare in un certo modo è parte fondamentale del giudizio. In questo modo si giustificano i soldi pagati dagli spettatori per i biglietti, per gli abbonamenti alle pay tv, al merchandise del club».

Rosenior, nel suo pezzo, scrive di come i buoni (non eccellenti) risultati di Mourinho allo United e di Allardyce all’Everton vengano giudicati male per via di questa nuova corrente “ideologica”. Un po’ come succede in Italia con Allegri e con Sarri, con il tecnico del Napoli e una parte della stampa che parteggiano per il “bello ma non (ancora?) vincente”. Il giudizio finale di Rosenior è positivo: «Credo che il cambiamento culturale sia produttivo. In questo modo, si creano delle pressioni aggiuntive che spingono gli allenatori ad alzare il livello tecnico. Anche i tifosi sembrano chiedere sempre più un gioco più tecnico e meno speculativo».

 

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