Il “Collana” a Ferrara e Cannavaro. Consiglio di Stato: «Inqualificabile l’accordo Comune-Regione»

Il Prefetto di Napoli, commissario ad acta, dovrà consegnare l’impianto entro trenta giorni. La Regione condannata a pagare spese per 2mila euro

Il “Collana” a Ferrara e Cannavaro. Consiglio di Stato: «Inqualificabile l’accordo Comune-Regione»

La Quinta Sezione del Consiglio di Stato dà ragione alla Giano srl., la società composta da Pagliara Costruzioni e dai due ex calciatori del Napoli Fabio Cannavaro e Ciro Ferrara.

La decisione del Consiglio di Stato

Con una sentenza pubblicata ieri, nomina il Prefetto di Napoli come Commissario ad acta e gli dà mandato ad aggiudicare la concessione dello stadio Collana alla Giano srl entro trenta giorni. Condanna inoltre la Regione Campania a pagare a Giano le spese, liquidate in 2mila euro complessivi più gli oneri di legge.

Si mette finalmente – forse – la parola fine al caso Collana e a tre anni di battaglia condotta a suon di carte e sentenze di tribunale.

La gara non è da rifare

In particolare, il Consiglio di Stato chiarisce che la sentenza 596 del 2017, con cui si escludeva l’Ati Collana Sport Center dalla gara, non invalida la procedura nel suo complesso e dunque non annulla il bando pubblicato originariamente, ma semplicemente impone “lo scorrimento della graduatoria e l’affidamento in favore della ricorrente vittoriosa”, cioè la Giano.

Il Consiglio di Stato si esprime anche in merito alle accuse rivolte dalla Giano nei confronti della Regione Campania, colpevole, secondo la società di Cannavaro e co., di non aver ottemperato agli obblighi della sentenza 596 del 2017. Gli atti posti in essere dalla Regione nelle more dell’appello e dopo la pubblicazione della sentenza costituivano, secondo la Giano, una “violazione ed elusione del giudicato”. La Giano faceva riferimento alla delibera di Giunta (n. 281/2017) con cui la Regione affidava l’impianto a titolo temporaneo all’Aru 2019 (Agenzia Regionale Universiadi), per realizzare gli interventi necessari alla messa in sicurezza. La Giano inoltre contestava l’accordo stipulato tra Regione e Comune il 4 luglio 2017 ai sensi dell’articolo 56, comma 3, delle NTA alla Variante al PRG per garantire la destinazione ad uso pubblico della struttura, chiedendo un risarcimento del danno per aver impedito alla Giano di ottenere l’affidamento dello stadio.

A questi rilievi il Consiglio di Stato risponde ritenendo che né l’affidamento all’Aru né l’accordo tra Comune e Regione fossero elementi che rendevano impossibile, a Giano, di ottenere l’affidamento dell’impianto.

Le Universiadi e l’accordo (inqualificabile) tra Comune e Regione

Aggiunge che per quanto riguarda l’utilizzo dello stadio per le Universiadi 2019, la Giano ha dichiarato (senza essere stata contestata in alcun modo) che l’impianto “non sarà utilizzato per lo svolgimento di gare, ma soltanto per alcuni allenamenti di rugby” e che la stessa Giano “è disponibile a mettere la struttura a disposizione degli organizzatori dell’evento per il tempo necessario”.

Non solo. Il Consiglio di Stato conferma, come già fatto con la sentenza n.4296/2017, “la non qualificabilità dell’accordo tra Regione e Comune” del luglio 2017 e chiarisce “che l’aggiudicazione della concessione in favore della Giano non impedisce l’assoggettamento ad uso pubblico della struttura, conformemente alle generali prescrizioni di Piano”.

Ne escono male un po’ tutti, da questa lunghissima ed estenuante battaglia giudiziaria. La Giano invece si aggiudica l’impianto. Chissà se lo scempio di una struttura come lo stadio Collana chiuso da ormai un anno finirà o se verrà tirato ancora fuori qualcosa dal cilindro per impedire ai cittadini di usufruirne.

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