Sconcerti: «Napoli-Juve, deciderà un dettaglio. Ma i bianconeri sono usciti da una trappola»

L’editoriale di Mario Sconcerti sul Corriere della Sera: «Due regine aggrappate alla loro aritmetica italiana, il Napoli è perfetto ma ha una sola squadra».

Sconcerti: «Napoli-Juve, deciderà un dettaglio. Ma i bianconeri sono usciti da una trappola»

Il commento sul Corriere della Sera

Il duello Napoli-Juventus al centro dell’editoriale di Mario Sconcerti, sul Corriere della Sera. Stavolta, il successo che vale di più è quello della squadra di Allegri: «I bianconeri sono usciti da una trappola, non è stata una giornata qualunque anche se non ha cambiato niente. Siamo alle sfumature, si cerca di leggere anche quello che non c’è nel conto di due squadre che hanno vinto 21 gare su 25».

Mentre elogia la forza delle due squadre, Sconcerti fa però le pulci al rendimento europeo delle due regine. Che non è esaltante, certo: «I numeri sono impressionanti e forse sono reali soltanto in Italia. La Juve ha chiuso il girone di qualificazione Champions al secondo posto su quattro squadre, il Napoli è stato eliminato e ora rischia di uscire dalla “follia” dell’Europa League. Come nei Paesi poco emergenti la nostra verità viene fuori quando si gioca in Europa. È vero che il calcio cambia sempre, ma se le due squadre che ci dominano dovessero uscire presto dal continente, cosa resterebbe seriamente di noi e dei nostri pensieri di forza? Se escono i primi, cosa sono i secondi e i terzi?».

Differenze

Le caratteristiche delle duellanti: «Nel caso del Napoli non si può dire niente. È una squadra perfetta come un cubo, ma deve rimanere dentro il quadrato, non è altre cose. Come la Juventus, mi sembra una squadra aggrappata alla sua aritmetica italiana. Le due contendenti non sono brillanti, ma sono. Il Napoli con la sua insistenza, il suo possesso campo, che è diverso, molto migliore, più decisivo del possesso palla, sempre smentito a metà dai risultati, quindi una mezza bugia per definizione. La diversità della Juve di ieri sono i suoi infortuni improvvisi, Cuadrado, Mandzukic, Dybala, Higuain, Bernardeschi, Matuidi, senza che cambi niente. Non giocava bene prima, non lo fa adesso, continuando però a vincere. Ci sono nella Juve due squadre, nel Napoli una. È una corsa un po’ cieca tra la vernice e il colore, l’industria e l’artigiano. Deciderà un dettaglio, una mosca nei macchinari».

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