Né provincialismo né rosa corta. Il Napoli ha raggiunto il suo obiettivo, il resto è noia

Al Napoli l’Europa League non è mai interessata (tranne che con Benitez), men che mai quest’anno. Il Napoli ha rispettato il programma che si era dato.

Né provincialismo né rosa corta. Il Napoli ha raggiunto il suo obiettivo, il resto è noia

No al dibattito sul provincialismo

Stavolta rifuggo il dibattito sulla provincializzazione. Un po’ perché sarebbe ripetitivo, tanto perché il Napoli – come stiamo scrivendo senza sosta da ieri sera – aveva un obiettivo e lo ha raggiunto. Obiettivo persino dichiarato. Sarri ha provato a salvare la faccia con le dichiarazioni post-partita che rivelano ormai definitivamente che è un comunicatore perfetto. Ha finto di essere arrabbiato, deluso. Inappuntabile. Chapeau.

Ma torniamo al punto. Il Napoli considera da sempre l’Europa League come un peso inutile. De Laurentiis, se potesse, abolirebbe la competizione. Soltanto nei due anni di Benitez, c’è stato un approccio diverso. Che, tra l’altro, ci ha consentito di essere stabilmente nei primi venti club del ranking europeo. Ma era una testardaggine dell’allenatore spagnolo. All’ambiente Napoli, dell’Europa League non è mai fregato nulla. E De Laurentiis avrebbe esultato soltanto in caso di successo finale, unicamente perché la vittoria ci avrebbe aperto le porte della Champions.

Il Napoli ha scelto dall’inizio di puntare al campionato. Con una coerenza ferrea. Sarri ha schierato i titolarissimi contro il Benevento e aperto al tuner over in Champions contro lo Shakhtar. Ed eravamo all’inizio della stagione. Figurarsi contro il Lipsia, a metà febbraio, quando siamo in testa alla classifica con un punteggio record e un punto di vantaggio sulla Juventus. La polemica non sta in piedi. Tra l’altro, la scelta compiuta dalla squadra è ampiamente condivisa dalla tifoseria. Si può essere d’accordo o meno, a Napoli esiste lo scudetto. E basta. Di quella Coppa Uefa vinta nel 1989 la partita che viene ricordata con più emozione è quella vinta 3-0 contro la Juventus con gol di Renica al 119esimo. La malattia di Napoli si chiama Juventus. Si può essere d’accordo o meno (io non sono d’accordo), la realtà è questa.

Il punto non è la rosa corta

Bisogna prendere atto del contesto. E farci pace. Così come bisogna prendere atto delle priorità che si dà un club. Fatta eccezione per la forzatura di Benitez, per il Napoli l’Europa League è sempre stata un peso. Poi qualcuno si appiglia alla presunta rosa corta per criticare De Laurentiis. Sarebbe inutile ribattere, ciascuno resta della propria convinzione. Il Napoli sta dimostrando con i fatti che non ha affatto la rosa corta. Vogliamo anche ricordare che il Napolista fu una voce solitaria nel gridare che la partenza di Higuain non fosse affatto un dramma. I fatti ci hanno dato ragione. Lo stesso Sarri ha impiegato un po’ per rendersene conto, ma poi ha contribuito in maniera determinante a dimostrarlo.   

È una squadra che sta giocando senza Ghoulam: ne aveva il sostituto. Contro la Lazio, abbiamo giocato senza Albiol e Chiriches, dopo aver dato in prestito Maksimovic: abbiamo schierato il centrale numero quattro (Tonelli) e abbiamo vinto 4-1. Sempre contro la Lazio, Sarri ha tolto Hamsik (a proposito, è guarito in fretta) alla fine del primo tempo e ha messo Zielinski che è il miglior centrocampista di riserva del campionato italiano.

È una questione di tenuta mentale

Si potrebbe proseguire a lungo. Ciascuno ha diritto a sfogarsi come meglio crede. Questa rosa è corta là davanti, anche per l’infortunio di Milik. Ieri sera ha persino segnato Ounas che resta comunque leggerino e al di sotto del valore della rosa. E Giaccherini per ragioni che possiamo ritenere valide non è mai stato preso in considerazione. Sarri – ne ha dato ampia dimostrazione – lavora meglio con un gruppo fisso di calciatori. Anche qui si può discutere se sia un bene o un male. Sarebbero discorsi inutili. È la realtà. E la realtà dice che anche che con Sarri il Napoli è primo in classifica in Serie A con un punteggio record.

Non è questione di organico – ricordiamo che l’altra sera la Juventus in Champions ha portato in panchina un giovane della Primavera – è questione di concentrazione. Il Napoli ha la testa al campionato. Non vuole distrazioni. Non riesce – e lo ha confermato il tecnico l’altro giorno in conferenza – a stare con la testa su più competizioni. Lo abbiamo visto anche lo scorso dicembre. Non sto dicendo di essere d’accordo con questa scelta. Vorrei una squadra impegnata su più fronti, e francamente non considero nemmeno il campionato la competizione più importante. Ma la mia è una posizione ultraminoritaria in città.

Domenica si parlerà d’altro

Vogliamo dire che una grande squadra non esce di proposito dalla Europa League? Possiamo anche dirlo. Non c’è nulla di male: il Napoli non è una grande squadra, non è un grande club. Non è nemmeno un grande ambiente. Lo sapevamo, stanno (stiamo, tutti, si spera) lavorando per diventarlo. Però, ovviamente, ciascuno va giudicato in base ai propri obiettivi. Quando vinse il campionato, il Milan di Sacchi uscì presto dalla Coppa Uefa. E negli anni dei trionfi europei – sempre con l’Arrigo – non ha mai vinto lo scudetto.

C’è solo da fare i complimenti al Napoli che ha rispettato in maniera scientifica il programma che si era dato. Poi, come ha detto Sarri alla vigilia, bisogna riflettere e avviare un percorso di crescita. Adesso, per il club e per l’ambiente la priorità è un’altra. E la squadra non si è lasciata distrarre. Domenica si parlerà d’altro.   

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  1. michele o pazzo 18 febbraio 2018, 4:41

    La scelta esclusiva del Napoli sul campionato è evidente e, dal mio punto di vista, discutibile.
    Ma questa cosa della rosa che non è corta è un falso francamente inaccettabile.
    L’unico reparto completo è il centrocampo e ce lo ritroviamo solo perché sono stati investiti una parte dei soldi incassati per higuain. Là davanti non siamo corti, siamo contati, Milik è rotto, ahimè, non da oggi, ounas non è al livello degli altri, basta, non ce ne sono altri. Lasciate stare la Juve che porta il primavera in Champions, la juve ha 6 punte, tra cui il peggiore è un nazionale fisso ed è stato pagato 40 mln in estate, il settimo l’hanno dato in prestito a gennaio.
    Nemmeno regge la scusa di sarri che sa affidarsi solo ad un gruppo di titolari fissi che dove ce li ha, vedi zielinski, li impiega. Solo che a momenti al polacco lo mette pure per far riposare reina…
    Alla luce di ciò, visto che sostenete che non è vero che la rosa è corta e che il Napoli ha fatto male a snobbare le coppe, mi fate l’esempio di una sola squadra che sta sostenendo 3 competizioni ad alto livello con un organico per qualità e quantità paragonabile al Napoli?

  2. Mario Fabrizio Guerci 17 febbraio 2018, 11:24

    Ricordo che siamo a +1 dalla Juve,che oltretutto ha ripreso a correre.
    Negli scontri diretti,all’andata,con Roma,Inter e Juve abbiamo perso 6 punti !!! Ora c’è il ritorno…
    Pensate che i pareggi assurdi con Fiorentina e Chievo non si ripetano? Siamo condannati a 14 finali ed a Torino,è meglio non presentarci prorpio con 1 solo punto di vantaggio!
    Questa è la verità,fatti i debiti scongiuri…
    Quindi,c’è il rischio di ritrovarci in primavera con tanto bel gioco ed un pugno di mosche..
    Buttare via due coppe,per tentare una difficile fuga,con una rosa incompleta e mal gestita,è da folli!Una mancanza di rispetto verso la piazza,verso la gente che a 0 gradi era lì al S.Paolo!!
    Massì continuamo a dettare numeri e records,a grattarci e sperare..

  3. Mario Fabrizio Guerci 17 febbraio 2018, 10:48

    Infatti…
    Una grande squadra fa turn over con la SPAL e non col Lipsia

    http://www.calcionapoli24.it/editoriale/una-grande-squadra-fa-turn-over-con-la-spal-e-non-col-n345725.html

  4. Il provincialismo stavpero anche nel dire cose del tipo “diawara rog parabola discendente come mai ” ma quale discendente una grande squadra che vuole vincere prende diawara ounas e rog e li manda a giocare e si accorge che diawara fara una buona carriera e ounas e rog sono destinati all anonimato semplicemente perche uno non ha talento e l altro ne ha un po ma gioca per se stesso. Le riserve non consentono di buttarsi su piu obiettivi questo è il fatto. A napoli crediamo che rog sia forte perche siamo abituati agli anni passati di giocatori scarsi la verità è che questi tre alla juve non sarebbero neanche convocati. Siamo sempre ai tempi di fideleff mascara in panchina o giu di li

    • Oppure ti sei troppo abituato a Jorginho e Allan, capito che jorginho lo vogliono city e united? Normale che due giovani facciano panchina, ma dalla panchina al non giocare mai ce ne corre. Diawara ha esordito in serie a a 18 anni ed era titolare fisso al bologna come fai a dire che è una pippa, Fieteloff veniva dalla serie b argentina e fu preso per fare un favore a qualcuno, tanto il budget del Napoli era finito. Il problema tuo è che te ne vai per la tangente sragionando, posso capire nei post-partita dove chiunque ne dice di ogni colore, ma non per giorni e giorni.

  5. Premesso che l’approccio di ieri sera non mi è piaciuto e che le critiche ci stanno perché c’è modo e modo di perdere, devo pure dire però che alcune polemiche le trovo sinceramente fuori luogo e per certi versi anche fantasiose.
    Il dibattito, retorico, sul “competere sui tre fronti”, ad esempio. Ma, di grazia, in Europa quali squadre sono in grado di farlo e lo fanno? A guardar bene il City, il Bayern, il PSG, il Barcellona, il Real e l’Atletico (queste ultime due non certo quest’anno però) e la Juventus. Stop. Le altre lottano in Europa se e quando non lottano per il campionato. Il Leipzig ieri aveva ovviamente molta più fame di noi: in campionato, da secondi, sono a quasi 20 punti (!!!) dal Bayern. Ci credo che la coppa per loro sia un obiettivo. E dubito che nella nostra stessa situazione avrebbero avuto lo stesso atteggiamento, come peraltro ha onestamente ammesso il loro tecnico.
    Per cui, critichiamo pure, giustamente, un approccio superficiale, però prendiamo anche atto della realtà: se non sei una delle “sette sorelle” d’Europa, alla fine le contingenze ti costringono a scegliere un obiettivo per provare a perseguirlo. Non è detto che ci riesci, certo, ma almeno ci provi. Altrimenti combatti pure su tre fronti, ma poi esci progressivamente di scena da tutti. Piaccia o meno, la realtà è questa.

  6. mi chiedo, vi chiedo.
    dopo due anni a che punto è la crescita di un giocatore come diawara?
    come può scendere in campo un giocatore di manco vent’anni che sa benissimo di essere utile solo quando non ci si gioca nulla? e rog? e ounas? e maksimovic, finito a mosca? e tonelli, fuori per TREDICI mesi? e sepe, rafael..?
    obbiettivo raggiunto, ma Sarri si sta preparando a lasciare macerie importanti.

    • Luigi Ricciardi 17 febbraio 2018, 7:44

      La crescita di un giocatore non è costante né tantomeno assicurata. Il calcio è pieno di giocatori che sembravano poter spaccare il mondo e poi sono rimasti degli onesti calciatori, se non addirittura spariti del tutto, così come è pieno di altri che sembravano persi per poi rifiorire a fine carriera.
      Guarda i casi di Iturbe, Anelka, Bendtner, Balotelli, Cassano, Scuffet, e così via
      Non sappiamo se Diawara e Rog sono i nuovi Insigne o i nuovi iturbe, lo dirà il tempo e le prestazioni.
      Ma un tecnico che guida una squadra in testa alla classifica non può permettersi di aspettare un giocatore o, peggio, sacrificare quelli bravi per far giocare un pò tutti, a prescindere dalle prestazioni.
      Diawara lo scorso anno giocó di più perché Jorginho ebbe un periodo nero clamoroso, ma già dal girone di ritorno il secondo riconquistó a suon di prestazioni il posto in squadra. Le sue occasioni le ha avute, e qualcuna l’ha sfruttata meglio, qualcuna peggio. Come Rafael, diventato portiere titolare ma evidentemente non all’altezza di quel ruolo. Oppure Gabbiadini, che sembrava bullizzato dal tecnico : vedi che fine ha fatto..

      • Mario Fabrizio Guerci 17 febbraio 2018, 11:04

        In parte quello che sostieni lo condivido.La gloria di un giocatore è un terno al lotto,ma spesso sono i mister che rovinano e demotivano un ragazzo,fatta eccezione per le “cape gloriose”…
        Gabbiadini all’estero, ha problemi,ma ritornerà forte come con Benitez.Giaccherini,a Verona “non si muove da terra” e quindi non è allenato.Sappiamo chi ringraziare…
        La bravura di un mister è di far girare la rosa,dando minutaggio poco e spesso a tutti e non concentrarsi su quelli più forti e “sicuri” (oltretutto spesso con una certa testardaggine)

        • Sono d’accordo con te, però i giocatori devono essere anche validi, Giaccherini ha dimostrato di non dare granché nel ruolo di esterno e andava venduto già d’estate. Finché parliamo di giovani è un conto, ma Giaccherini ora può andare solo in parabola discendente, per altro diceva che c’era un equivoco sul ruolo e che lui è mezzala, poi va al chievo e maran lo butta dentro come esterno, com’è sta storia?

          • Mario Fabrizio Guerci 18 febbraio 2018, 13:55

            agli europei,uno dei migliori.L’anno scorso,tre ingressi tre goals di cui uno invalidato. Il migliore in panchina da diversi punti di vista e “tu” non lo usi…?
            È andato via senza salutare nessuno,incazzato nero.Ci sarà un perchè…A destra,Sarri ha bruciato prima Gabbiadini e poi Giak.L’ostinazione per Calle,che abbiamo regalato agli avversari per quasi tutto il girone d’andata(nonostante TRE sostituti) non mi convince affato.
            La rosa bisogna saperla sfruttare.Lì sta l’arte…

          • Ovvio però in nazionale era soprattutto contropiede con sarri devi saltare uomo.

          • Mario Fabrizio Guerci 18 febbraio 2018, 14:13

            A proposito..
            Ieri nel Chievo,oltre la magistrale punizione del tanto bistrattato Giak,avete visto la partita di Inglese…?Perchè non è venuto?Non avrebbe mai giocato?
            Ah,grande goal anche di Pavoletti…

          • Sarri non lo voleva forse.

        • Per galleggiare al centro classifica mi sembra un’ottima strategia.

          • Mario Fabrizio Guerci 18 febbraio 2018, 14:02

            La strategia di ignorare tutta la panca,Castelvolturno incluso…nonostante sia la migliore mai vista anche se incompleta,
            la strategia di mettere i titolarissimi contro Benevento,Spal e con Lipsia tutte le riserve arrugginite e poco allenate?
            Per me,Questa è la mentalità da centro classifica!
            Per me,Sarri è un bravo allenatore che ha avuto la FORTUNA di poter lavorare bene,ereditando una bella squadra.Ma è ancora troppo empolese…

        • Luigi Ricciardi 17 febbraio 2018, 22:30

          Non so come tornerà Gabbiadini, per me è uno che ha avuto occasioni difficilmente riscontrabili nella storia di altri atleti, non ultimo essere titolare nello spareggio per i mondiali (e fare la solita figura).
          Per me è giocatore da Chievo, Bologna, Atalanta, ma non come trampolino di lancio, ma come obiettivo massimo.
          Diawara è stato titolare contro il real, ma poi ha giocato sempre peggio? Vuoi sapere quando ha cominciato, per me, la sua china discendente? Quando entró lo scorso anno sullo 0 a 3 contro l’Empoli e quasi pareggiammo 3 a 3.
          Dare minutaggio a tutti è da scuola calcio, non da chi guida una squadra professionistica, a qualunque livello, ed è l’opposto di qualunque approccio meritocratico.

          • Mario Fabrizio Guerci 19 febbraio 2018, 11:26

            Secondo me…
            Gabbia,ai tempi di Benitez era bravo.Tutti eravamo contrari alla sua cessione.Non sono convinto che sia da Chievo.Sicuramente ha problemi caratteriali che non lo aiutano.Succede anche a grandi campioni.Diawara è partito a razzo ed oggi è scomparso perchè smontato.Dare minutaggio non è solo da scuola calcio,ma anche “scuola di coraggio”… Un bravo allenatore con gli attributi,trova sempre le occasioni per oliare Ounas e compagni.E invece che fa,li butta all’improvviso tutti nella mischia tedesca per poi farli sparire?
            Mazzarri era più motivatore. E con quella pseudo panchina…

      • dico solo che rog ha 274 minuti in stagione e diawara 493.
        dal momento che consapevolmente abbiamo rinunciato alle coppe dalla prima in ucraina (non ci raccontiamo palle), tranne che per le due “vetrine” col city, almeno questi due elementi della rosa (insieme a zielinski) andavano inseriti gradualmente, dopo due anni di quasi solo panchina.
        buttarli in campo dopo mesi e mesi in una serata freddissima non credo abbia giovato molto alla loro prestazione. nessuno dice che siano fenomeni.

  7. Tesi un po’ volgarotta. Accusa non troppo velata di antisportività. Ma, soprattutto, totale insussistenza degli argomenti portati a sostegno dell’opinione salvapresidenziale che la rosa non è corta.
    Forse il problema è che se ti rivendi un’auto di lusso nessuno ti rompe le scatole come invece fanno i tifosi quando vendi il 71 alla J*ve. (Scusate, ma a me sto fatto delle auto di lusso mi fa troppo ridere).

  8. Ma perdere può mai essere un obiettivo? Allora se è così il Napoli è la squadra più titolata della serie A… dobbiamo cucire le stelle marroni sulle maglie…

  9. Leggo ormai i pezzi a firma del direttore per curiosità “scientifica” più che per i contenuti. Mi interessa infatti delinearne il profilo, ormai conclamato: io sono bravo e intelligente, voi che leggete dei poveri beoti. Così anche un articolo che recherebbe al fondo un’analisi rispettabile viene condito di un paio di posizioni assurde (che si imparano “alla tifoseria” o “all’ambiente), in modo che la posizione di chi scrive sembri l’unica logica e giusta. Esempio: “a Napoli della Coppa Uefa ricordano solo la rimonta contro la Juve”. A parte che rimontare un 2-0 sarebbe comunque un’impresa memorabile, devo ricordare al direttore ciò che tutti ricordano: la gara di ritorno in Germania, sia col Bayern sia con lo Stoccarda… con Diego e Careca che danzano sulle note di Life is life… tanto è entrata nella ns memoria collettiva che è ancora la prima canzone che 30 anni dopo si ascolta allo stadio quando si inizia il riscaldamento. Ecco, quando vedo che chi scrive offende scientemente la memoria collettiva di una comunità… non riesco a prenderlo sul serio

    • @disqus_rxjoYWlHEQ:disqus Senza entrare nel dibattito sulle questioni del momento, ti quoto alla grande sulla memoria della Coppa Uefa 1989. La cavalcata del Napoli fu molto seguita e sostenuta (magari perchè il campionato era saldamente nelle mani dell’Inter) e la finale vinta venne vissuta da molti come un trionfo. Per sostenere una tesi (tra l’altro condivisibile o almeno realistica) l’articolo usa in modo un po’ distorto un evento del passato.

    • Concordo su tutto!
      E per quanto riguarda i nostri ricordi, per me la notte piú bella della mia vita da tifoso é stata quella di Stoccarda.
      Comunque devi capirlo, ADL é uno di quegli uomini vecchia maniera, molto umorale e si accerchia solo di lecchini,( ho sentito poco fa in intervista Lombardo e ti giuro che sembrava un dipendente della mega ditta di Fantozzi) una sola parola scritta male e l´invito alle CS e in tribuna é andato.

  10. Molto più difficile vincere l’Europa League che il campionato.

  11. Sono anch’io ultraminoritario, anche se non “in cittá” (chissà quando vi renderete conto che i tifosi del Napoli sono dappertutto). Che sia il segnale che tanto minoritari non siamo?

  12. Se ha ben capito, il terzo goal per es. e’ stato voluto e cercato dal Napoli, che si e’ riversato al 92 esimo in area avversaria per colpire la palla su un corner a favore. ok, ho capito. Effettivamente con un 2/1 a sfavore poteva capitare che il Napoli vincesse 2 a 0 a Lipsia passando il turno. okokok

  13. Giuseppe Savanelli 16 febbraio 2018, 18:16

    Sono daccordo”parzialmente” ci sono modi e modi per abbandonare o snobbare una competizione

  14. Quello di ieri sera non era Il Napoli. Non giocava come gioca il Napoli di Sarri. Qualcuno della squadra si incavolava pure e si è fatto ammonire. Ma la maggioranza pensava ad altro…. L’hanno giocata xche’ non si poteva farne a meno. Inutile parlare ancora di Europa League, almeno per ora con questa rosa, non la si puo’ giocare.

  15. La panchina non è solo corta ma è scarsina, diciamoci la verità, andare avanti in Champions poteva darti prestigio andare avanti in Europa League cosa dava?!? Lo stesso prestigio?!? Non credo. Mettiamo pure che dovevamo giocarla questa EL, per arrivare alla finale occorrono 9 partite, per arrivare al quel coso triangolare con la bandiera italiana ne occorrono 14 (con un po’ di fortuna anche meno, ma non credo), il percorso per la EL, prevede anche di affrontare Arsenal, Dortmund, Atletico, un eventuale derby, e altre squadre molto più ostiche di alcune del campionato italiano. Premesso questo, ma tra EL e quel triangolo, diciamoci la verità, ma la storia chi la fa?!?

    ps: per raggiungere quel coso speriamo che quelli là a strisce cedano

  16. Luigi Ricciardi 16 febbraio 2018, 16:42

    Diversi temi interessanti, ma qualche paragone e’ un po’ sballato.
    Il Milan di Sacchi che vinse in Europa giocava nel campionato indubbiamente piu’ difficile del continente: il Napoli di Diego, l’Inter dei tedeschi, la Roma di Voller, e si potrebbe proseguire per meta’ serie A. Erano gli anni in cui il Torino arrivava in finale di Coppa Uefa, la Sampdoria in quella dei Campioni, l’Atalanta in semi di Coppa delle Coppe. Basta andarsi a vedere le rose delle squadre di quell periodo, per vedere che quando il Napoli vinse lo scudetto Baggio giocava nella Fiorentina. Insomma, incere una Coppa dei Campioni che si giocava su 4 turni andata e ritorno era quasi piu’ facile che vincere il campionato di serie A.
    Adesso c’ e’ un padrone unico in Italia, e lo stesso in Germania e Francia. Solo in Inghilterra c’ e’ stato qualche cambio (ma quest’anno no). Ma solo quest’anno questo padrone unico e’ incalzato da una squadra, il Napoli, che sta assolutamente superando i propri limiti, mantenendo una media di punti stratosferica, tant’ e’ che la prima delle normali e’ sotto in doppia cifra.
    E lo sta facendo con una rosa corta, perche’ la rosa e’ corta, come ha dichiarato lo stesso allenatore, e come I fatti dimostrano: corta per infortuni gravi che hanno tolto due titolari (o uno e mezzo), e corta perche’ a gennaio abbiamo perso due giocatori senza rimpiazzarli. D’accordo, erano i due meno utilizzati in assoluto, ma numericamente servivano a completare un rooster, anche solo teoricamente.
    Quando si e’ fatto male Ghoulam (e prima Milik) si e’ parlato di contraccolpi psicologici, uno dei quali e’ proprio questo: pensare (e forse a ragione) che non si riuscira’ a giocare con la stessa cattiveria e concentrazione ogni competizione, perche’ convinti che si ta gia’ facendo piu’ di quanto possibile.
    Ed e’ questo che ha sottolineato Sarri: questa squadra (inclusi allenatore e societa’, probabilmente)non sa ancora giocare ogni partita con la stessa naturalezza, e la “crescita” passa anche attraverso questo passaggio.
    Pero’, perche’ questo accada, a mio avviso non si puo’ passare dal solo mercato di giovani speranze: non per mancanze tecniche o tattiche (che pure ci sono), ma perche’ le speranze da sole non possono supplire al gap di personalita’ che giocatori “fatti e finite” possono apportare.
    Ogni azienda che ha un “boom” inaspettato poi si assesta con manager navigati competenti che gestiscono la crescita, altrimenti si rischia l’exploit e poi il nulla.

  17. giancarlo percuoco 16 febbraio 2018, 16:36

    purtroppo non c’è la controprova, però mi piacerebbe vedere Benitez in questa situazione, corsa ad un campionato difficilissima ma possibile, europa league. non ci dimentichiamo che quando arrivammo in semifinale il campionato era bello che andato, e pure l’anno prima, all’uscita dalla champions, non stavamo messi bene rispetto a Juve e Roma, se ricordo bene.

  18. Luciana Calienno 16 febbraio 2018, 16:28

    Certo ,certo.”Il problema non è che la rosa sia corta”.Fino a quando dovremo leggere questa arcana affermazione ?Abbiamo 22 campioni ,tutti voluti da Sarri,che come prima condizione per restare ha chiesto la conferma di Rog e Ounas. Contenti? Vi rilassate adesso?

  19. Bisogna provare a ragionare di testa e non di pancia.Il Napoli avrebbe potuto affrontare l’europa league se a Gennaio fosse riuscito a prendere due esterni fra i tre trattati (che poi uno era pure venuto salvo poi scomparire) e se non si fosse di nuovo infortunato Ghoulam. Con questa rosa Mertens squalificato e Albiol e Chiriches non utilizzabili si poteva pensare di fare di più ieri sera,ma poi la gara di ritorno tra una settimana e in caso di fortuito passaggio del turno la prima partita degli ottavi tra le gare con la Roma e l’Inter,con squadre sempre più forti e nessuna in lotta per il primo posto nei rispettivi campionati.,onestamente si sarebbe pagato molto in campionato che è e rimane l’obiettivo perseguibile e su cui tutto l’ambiente è mentalizzato.

    • Diego della Vega 17 febbraio 2018, 7:39

      Infatti non saremmo stati in grado di gestire un altro doppio appuntamento con squadre tipo Atletico Madrid.

  20. Raffaele Sannino 16 febbraio 2018, 15:55

    Si sapeva da mesi,che anche questa coppa sarebbe stata sacrificata sull’altare del sogno tricolore.E per uscirne occorreva perdere, o dovevano regalare agli incontentabili l’eliminazione perfetta,con 1 – 1 casalingo e 0-0 in trasferta?Certo,tre sconfitte stagionali lasciano l’amaro in bocca ai nemici di Aurelio che le aspettano per sfogarsi . Fino ad ora, le occasioni sono state poche.Vi capisco.

  21. dino ricciardi 16 febbraio 2018, 15:48

    State facendo passare un partita sbagliata per approccio,motivazioni,mentalità per una partita VOLUTAMENTE PERSA DA SOCIETA,SARRI,SQUADRA.
    Ho troppa stima di Sarri e Hamsik,della loro onestà intellettuale, che i loro interventi a richiamare la squadra in qualità di allenatore e di Capitano sia solo finzione.
    E molto grave da parte vostra fare un accusa cosi pesante.

  22. Punto di vista condivisibile, ma resta la perplessità per la resa di singoli che avrebbero avuto tutto l’interesse a dare l’anima per conquistare visibilità e qualche minuto in più nelle partite che contano; penso soprattutto a Diawara

  23. Andrea Castaldo 16 febbraio 2018, 15:37

    Compimenti per la sconfitta allora. L’epoca sarriana (o sarrita, come preferite) e’ riuscita a sovvertire qualsiasi ragionamento sensato. Con il rispetto dovuto verso tutti i punti di vista io in questo contesto, con questo modus operandi in cui si e’ infilato il club con tanto di applausi e congratulazioni per i molteplici insuccessi da parte di molti addetti ai lavori, ed il compiacimento di molti tifosi, mi sento un alieno. Mi e’ capitato anche di leggere che la sconfitta aiuta a vincere. Questa e’ follia pura.

    • Mario Fabrizio Guerci 17 febbraio 2018, 11:07

      ??????????

    • Credo sia purtroppo un prolema culturale. Noi napoletani siamo molto poco obiettivi. Se lecchiamo lo facciamo anche se scopriamo che il nostro “amato” ha ammazzato bambini. Se odiamo o detestiamo qualcuno, questo puó anche salvare il pianeta intero ma continueremo a detestarlo.
      Pensa che c´é chi difende il “mercato” del Napoli e la sua (non) strategia.
      Brutta cosa

  24. Ma “il Napoli ha raggiunto il suo obiettivo”, cosa vorrà dire?
    L’obiettivo era quello di farsi prendere a pallonate in casa da una squadra buona ma sicuramente non eccelsa?
    Non era proprio possibile uscirsene in modo più dignitoso?
    E siete proprio sicuri che questa figuraccia non vada a incidere sul morale di molti giocatori?
    Mah, io qualche dubbio ce l’avrei.

    • Frédéric Moreau 16 febbraio 2018, 15:23

      Le stesse domande sorte a seguito della sconfitta per mano dell’Atalanta..

      • Infatti si è poi visto a Bergamo che partita abbiamo fatto rispetto a quella in CI al San Paolo, strascichi zero, tutte vittorie consecutive con pressione a palla dai non colorati ad alitarci sul collo….per me rimane l’idea che vincere in EL è piu’ facile che vincere il campionato ma (giustamente) alla SSCN dell’EL non frega niente quindi all-in sul campionato. In quanto al morale dei calciatori sono dell’idea che, piu’ che deprimersi, i vari Diawara, Rog e Ounas dovrebbero (ri)cominciare ad essere (per lo meno i primi due) quelli ammirati l’anno scorso (Diawara con il Real e Rog all’Olimpico cotro la Roma) e smetterla di giocare a cazzo come ieri sera…

    • Mario Fabrizio Guerci 17 febbraio 2018, 10:52

      ??????

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