Gravano e il caso Norberto Gallo: «Errori anche della Cgil, ma il dirigente deve prevalere sul giornalista»

L’ex segretario della Camera del Lavoro di Napoli a Radio Shamal: «L’antifascismo è prioritario, io avrei gestito il conflitto diversamente»

Gravano e il caso Norberto Gallo: «Errori anche della Cgil, ma il dirigente deve prevalere sul giornalista»
La vecchia sede della Cgil in via Torino

Il segretario che ha vinto il ricorso

Michele Gravano, storico dirigente della Cgil, ex segretario della Camera del Lavoro di Napoli, è intervenuto a Radio Shamal nella trasmissione dedicata alla controversia tra Norberto Gallo e la Cgil. Ricordiamo che Gallo, ex segretario della Cgil Scuola a Napoli, è stato privato dei requisiti di appartenenza al sindacato per aver intervistato Franco Freda a Radio Shamal e aver accettato di partecipare a una intervista doppia (lui nei panni del giornalista di sinistra) organizzata da Avanguardia Nazionale. Ha fatto ricorso e ha vinto. Ma la Cgil non intende reintegrarlo nel suo ruolo. Ai microfoni di Radio Shamal, nell’ambito di una puntata dedicata al caso, è intervenuto Michele Gravano che era intervenuto su Facebook con uno status.

Qui il podcast della puntata. 

«Sentenza discutibile»

«Dal mio punto di vista, la sentenza è molto discutibile. Noi per prassi le sentenze le rispettiamo, però le commentiamo e le valutiamo. L’ho letta, mi sono confrontato con alcuni miei amici giuslavoristi. E oggi dico che è una sentenza molto discutibile. Ovviamente Norberto si è difeso con le argomentazioni che aveva, e il suo avvocato è stato bravo. Resta però un’ambiguità nella funzione del giornalista e del dirigente sindacale».

Michele Gravano

I rigurgiti dei fenomeni neonazisti

«Dal punto di vista della politica sindacale, la Cgil in questo momento ha le antenne rizzate per i rigurgiti in Italia e in Europa dei fenomeni neonazisti, penso a Ostia alla Lombardia a Como, non scherziamo su queste vicende Per un dirigente sindacale che ha una carica publica della scuola, partecipare a una iniziativa promossa con Franco Freda, e quindi con un rappresentante dell’estremismo stragista fascista che ha segnato molti lutti in Italia, è contro la nostra politica. Su questo non ci sono dubbi. Dal punto di vista del dirigente sindacale, non era consentito fare quella iniziativa. Diverso è il discorso se analizziamo la questione dal punto di vista giornalistico. Norberto si è difeso, e mi piace ricordare che non ha condannato né si è distinto dalla iniziativa ma ha rivendicato il proprio diritto di essere giornalista. In qualità di giornalista, la partecipazione all’intervista a Freda rientra nella sua deontologia professionale. In qualità di dirigente sindacale, no».

La Cgil deve difendersi

«Qua, parliamoci chiaro, ci sono due funzioni. Qual è quella prevalente? Per noi è prevalente quella sindacale. Qual è quella prevalente per Norberto Gallo? Se la sua attività di giornalista non interferisce, allora va bene. Se però va in cortocircuito, la Cgil si difende. Nessuno muove obiezioni all’intervista dal punto di vista giornalistico, anche se io non l’avrei fatta. Ma è evidente che  entra in conflitto con la funzione di segretario generale della scuola in questo momento.

Cosa dovrebbe fare la Cgil? Non mi risultano altri casi simili. Conoscendo la Cgil, la Cgil si difenderà. L’antifascismo è un principio identitario dell’organizzazione, non credo proprio che la Cgil farà sconti. Poi c’è un altro discorso da fare.

La soluzione interna

«Io avrei trovato una soluzione dal punto di vista statutario e politico. In nome del diritto e delle nostre regole, la questione non è irrisolvibile. Ci troviamo tra il rispetto di una sentenza e il rispetto dei principi identitari. Non sono esente da critiche alla Cgil e l’ho scritto anche nel mio status su Facebook. Sono stato educato al governo politico dei conflitti, anche quelli più complicati. Ricordo che per eleggere un segretario della scuole, ci vollero sette tentativi. Fu bocciato sei volte ma alla fine fu eletto col consenso di tutti. C’era un problema politico che venne affrontato e infine risolto.

«Credo che la Cgil abbia voluto mandare un segnale non equivoco anche nel contesto nazionale di cui ho parlato prima. Stiamo vivendo un fase particolare non ordinaria, dobbiamo avere i nervi saldi.

«Come avrei fatto io? Le nostre procedure prevedono anche l’orientamento dei centri (regionali) regolatori sulla candidatura. Avrei espresso un comportamento preventivo sulla candidatura. Anche perché l’intervista è precedente alla sua elezione. Il ruolo di giornalista non può essere considerato secondario rispetto alla funzione di sindacalista.

Non si è scusato

«Cerco di valutare questa situazione dal punto di vista di Norberto Gallo. Se mi fossi concentrato sulla funzione del dirigente sindacale, se avessi considerato prevalente questa funzione rispetto a quella del giornalista, mi sarei scusato nei confronti dell’organizzazione. Vorrei anche ricordare che Norberto Gallo non è stato espulso, gli sono stati convocati i requisiti dell’iscrizione. È un distinguo importante. Perché si tratta di un provvedimento anche a tutela di Norberto, perché l’espulsione avrebbe potuto provocare a Norberto ritorsioni in qualità di lavoratore. Era un provvedimento a tutela della propria credibilità, provvedimento molto ponderato, nessuno voleva farne un martire. Norberto Gallo avrebbe potuto ricorrere alla magistratura interna, ha considerato utile l’iniziativa del ricorso al magistrato. Ma dal punto di vista politico la questione non è risolta, la Cgil su questo non transige né qui né a Roma e io credo che faccia bene.

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