La crisi senza fine del Real Madrid: a Zidane è rimasta solo la Champions (contro il Psg)

La clamorosa eliminazione patita al Bernabeu contro il Leganes sancisce il fallimento della stagione spagnola del Real, lontanissimo dal Barcellona. Zizou si gioca tutto in Champions, la leggenda o l’addio.

La crisi senza fine del Real Madrid: a Zidane è rimasta solo la Champions (contro il Psg)

Il tonfo interno col Leganes

Real Madrid-Leganes 1-2, e baserebbe già così. Se non fosse che la sconfitta patita ieri sera al Bernabeu cancella un trofeo possibile – la Copa del Rey – dalla bacheca di Zidane e delle Merengues, e visto come vanno le cose non è una bella notizia. Ecco, il punto è proprio questo. Il Real è in crisi profonda, è distante 19 punti (potenzialmente 16) dal Barcellona e affronterà il Psg negli ottavi di Champions. Quella Champions vinta per due anni di fila e che ora rappresenta l’ultima possibilità per salvare una stagione fallimentare, iniziata alla grande (vittoria in Supercoppa Spagnola ed Europea), proseguita benino (vittoria al Mondiale per Club e secondo posto nel girone Champions) e che ora rischia di deragliare definitivamente.

Su As, oggi, si legge un pezzo con i motivi del fallimento – secondo Miguel Angel Del Pozo -: «Pianificazione e mercato sbagliati, incapacità di giocare bene e vincere in casa come di rimontare dopo il gol di svantaggio, involuzione dei calciatori». Un’altra interpretazione è riferita alla storia, alla “crisi del terzo anno” che aleggia come uno spettro al Bernabeu. Mai, durante l’era Perez, un allenatore è riuscito a resistere più di tre stagioni sulla panchina merengue. Mourinho è stato l’ultimo a completare un intero triennio come tecnico del Real.

E ora tocca a Zidane. Che, come detto, ha un’ultima e unica possibilità per conservare il posto: intanto, superare il Psg. Poi si vedrà, perché la terza Champions in fila è un obiettivo possibile ma creerebbe i presupposti della leggenda. Una situazione che sembra decisamente lontana da questo Real Madrid acciaccato e malato. Ieri sera, per dire, Benzema è tornato al gol. Una rete inutile, visto il risultato finale, ma che ha permesso al centravanti francese di interrompere un digiuno che proseguiva da tre mesi esatti. Ultima realizzazione il 25 novembre scorso. 

Calciatori

C’è anche un problema di ciclo finito, o che volge al termine. La Bbc è tornata in campo domenica dopo quasi un anno, e infatti il risultato contro il Depor è stato fragoroso (7-1). La campagna di rafforzamento è stata allestita in ottica futura, con tanti acquisti di prospettiva, che però non hanno ancora dimostrato di poter reggere l’urto dei vecchi che stanno perdendo colpi. Non parliamo di Ronaldo, o almeno non solo: Modric va per i 33, Sergio Ramos e Marcelo toccheranno i 32 e i 30, insomma non parliamo di una squadra di primissimo pelo. Le alternative (si pensi a Kovacic e ai nuovi Ceballos, Llorente, Mayoral, Vallejo) non hanno ancora convinto, e gli addii di “riserve” come Morata, James Rodriguez e Danilo hanno finito per indebolire l’organico.

Per Zidane, ora, c’è una bella gatta da pelare. Il Real deve necessariamente svoltare, e deve farlo in Europa. Proprio dove è più complicato, tra l’altro contro un Psg costruito e mentalizzato per il cammino europeo. In caso di nuovo ribaltone, è quasi certo il suo esonero. Dopo due Champions vinte in fila, un’impresa mai riuscita a nessuno nell’era moderna. È la grandezza delle responsabilità, al Real si vince e si deve vincere. Sempre. Senza fermarsi, mai.

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