Continua la faida Conte-Mourinho: il portavoce del portoghese scrive «Antonio, sai cos’è l’Epo?»

Eladio Parames, su Record: «Oltre all’incriminazione per il Calcioscommesse, Conte è stato il capitano di una squadra accusata di doping».

Continua la faida Conte-Mourinho: il portavoce del portoghese scrive «Antonio, sai cos’è l’Epo?»

Scambio di cortesie

Non si amano, e lo sappiamo. Anzi, l’abbiamo visto nel corso di questa settimana. Mourinho ha parlato chiaramente di calcioscommesse, dopo che Conte aveva tirato in ballo la demenza senile. Insomma, parole grosse. Anzi, il tono era destinato ad alzarsi ed ancora non lo sapevamo. È andata in scena oggi l’ultima battaglia della guerra a distanza tra José e Antonio, ex ed attuale manager del Chelsea.

L’autore del nuovo capitolo è tale Eladio Parames. Si tratta del portavoce del tecnico portoghese, “ospitato” sul quotidiano lusitano Record. Nel suo fondo, domande provocatorie all’ex Ct della Nazionale: «Conte, sai cos’è l’Epo? I giocatori della Juventus sono stati accusati di essersi dopati all’epoca con il famoso Epo. Oppure, per dirla con un linguaggio semplicistico, di aver fatto trasfusioni di sangue per aumentare le prestazioni sportive. Il caso scoppiò e il calcio rabbrividì. In tribunale, appello dopo l’appello, si arrivò alla prescrizione, senza che qualcuno venisse punito seriamente. E chi era allora il capitano della Juve? Antonio Conte!

E ancora: «Più tardi questo stesso signore fu sospeso per sei mesi, accusato di essere coinvolto in una “combine” dei risultati. Negò, naturalmente, ma non si è mai sbarazzato della fama di essere coinvolto in trattative poco chiare. Ed è questo signore, dal passato incontaminato, che ora viene ad accusare José Mourinho, tra le altre cose, di “piccolezza”. Lo sarà, ma è molto più grande dell’italiano nella quantità di titoli conquistati e in… capelli!».

«Non sono pentito»

Non il massimo del buon gusto, certo. Ma anche un’accusa forte, che fa riferimento al processo Juve-doping di fine anni Novanta. La risposta di Conte non si è fatta attendere: «Ho forse l’aspetto di una persona pentita per ciò che ho detto? Io non credo. Entrambi abbiamo detto delle cose, vedremo cosa accadrà in futuro. Lui ha usato parole serie, ha parlato in maniera seria, non lo dimenticherò. Questo non è un problema del club, è una faccenda tra lui e me. Mi fermo qui». Per il momento. Sarà un inverno caldo, in Inghilterra. Una faida vera.

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