Italia-Svezia è l’ennesima occasione di Manolo “Forrest Gump” Gabbiadini

Da anni, Manolo Gabbiadini ha l’abitudine di comparire all’improvviso quando c’è da fare la storia. Non gli è quasi mai riuscito, stasera può invertire il trend.

Italia-Svezia è l’ennesima occasione di Manolo “Forrest Gump” Gabbiadini

Gli incontri CGI

L’acronico CGI sta per Computer-generated imagery, e descrive la tecnologia usata da Robert Zemeckis, nel 1994, per permettere a Forrest Gump di fare la storia. Abbiamo usato una frase a effetto, ovviamente, ma chi conosce il film sa di cosa parliamo. Tom Hanks, interpretando Forrest Gump, ha incontrato John Fitzgerald Kennedy, ha partecipato ai moti razziali degli anni Sessanta. Insomma, ha fatto la storia. L’abbiamo scritto. In realtà, è capitato e capiterà lo stesso anche a Manolo Gabbiadini. Stasera sarà la sua nuova occasione, probabilmente. Da titolare, in uno spareggio Mondiale contro la Svezia. Dopo aver giocato 27′ totali nel percorso di qualificazione. Potrà fare la storia anche lui, quantomeno potrà provarci. Senza CGI.

Manolo Forrest, a Napoli, ha avuto diverse volte a che fare con la storia potenziale. Anche dopo Napoli, in realtà. Riavvolgiamo velocemente il nastro.

Semifinale di Coppa Italia 2014/2015

Gabbiadini viene schierato da titolare da Rafa Benitez, all’andata e al ritorno contro la Lazio. Effettivamente, fa la storia nel match d’andata. La rete del pareggio azzurro nella ripresa è sua, su assist di Higuain. Al ritorno, coglie un incredibile palo su calcio di punizione. Eravamo nel primo tempo, il risultato era ancora di 0-0. Non si può parlare di occasione fallita per lui, che ha risposto presente e ha confinato Marek Hamsik in panchina nel match dell’Olimpico. In effetti, era un periodo buono per Manolo e negativo per il capitano slovacco del Napoli. Ce ne accorgemmo pure in Ucraina.

Semifinale di Europa League 2014/2015

Manolo Gabbiadini è titolare nel ritorno giocato a Kiev, il 14 maggio 2015. Rafa Benitez decide di schierare lui dall’inizio e non Marek Hamsik dietro Higuain. Ai lati del 4-2-3-1, ci sono Callejon e Insigne. Manolo non incide, Higuain spreca un paio di colossali occasioni. Il Napoli è fuori a un passo dalla finalissima di Varsavia. In molti rimprovereranno a Benitez l’errore “diplomatico” con Hamsik. Anche il risultato non sorrise, quella volta, al tecnico spagnolo.

Il post-Higuain breve

Udinese-Napoli 3-1, 3 aprile 2016. Higuain espulso, Napoli a sei punti dalla Juventus e arrivederci scudetto. Non addio, perché siamo alla 32esima e il vantaggio è ancora colmabile – in teoria. Per le quattro giornate di squalifica del Pipita, vuoi o non vuoi, toccherà a Manolo Gabbiadini. Che segna contro Bologna e Verona, ma è un ectoplasma a Milano contro l’Inter. Il Napoli perde, la Juve se ne va e festeggerà il titolo. Gabbiadini poteva fare la storia, poteva essere il nuovo Carnevale. Non andò proprio così, ma quella volta lì non fu tutta colpa sua.

Il post-Higuain lungo

Estate 2016. Sappiamo com’è andata: Higuain alla Juventus, il Napoli acquista Milik e prova a prendere Icardi con tutte le sue forze. Non ci riesce, allora Gabbiadini parte come titolare designato all’inizio della stagione. O almeno come concorrente per il giovane attaccante polacco. Quattro gol realizzati in amichevole contro il Monaco dicono che forse, ma forse, la scelta è quella giusta. Poi venne Pescara-Napoli, 2-0 al primo tempo e prestazione impalpabile di Manolo. Da lì in poi, Milik si prenderà il posto da titolare e lo mollerà solo dopo l’infortunio. Una sola rete, per Manolo: Napoli-Chievo, con Milik ancora disponibile. Quella sera il polacco è in panchina.

Gabbiadini

Dopo l’incidente ad Arek, altra occasione: titolare contro la Roma, subentrante e a segno su rigore contro il Besiktas (prime prove tecniche di Mertens centravanti). Infine, l’espulsione a Crotone. Con la squalifica, Gabbiadini finisce in panchina. Mertens esplode, si parla di cessione per gennaio, due gol importanti contro Fiorentina e Sampdoria e un altro contro lo Spezia. Gli ultimi exploit senza la pressione addosso. È già arrivato Pavoletti, Gabbiadini ha fallito la sua missione da centravanti. Poteva fare la storia, ancora una volta. Ha fallito.

La finale di League Cup

Prima partita con gol al Southampton: Sunderland-West Ham 1-3, 4 febbraio. Poi la doppietta al Sunderland. Il 26 c’è la finale di Coppa di Lega, contro il Manchester United di Ibrahimovic. Manolo è titolare, segna due gol. Valgono il 2-1 e il 2-2 dei Saints, sotto di due reti all’intervallo. In realtà, Gabbiadini segnerebbe un terzo gol, ma gli viene ingiustamente annullato. Esce al minuto 83′, poco prima che Ibrahimovic tenga fede alle gerarchie prestabilite e scaraventi in rete il pallone del 3-2. Manolo poteva scrivere di nuovo la storia, ma ci va solo vicino. Risponde presente, almeno. Non è tutta colpa sua, neanche stavolta.

Questa sera

Italia-Svezia è la nuova occasione a sorpresa. La speranza di Ventura e dei tifosi di tutta Italia è che possa invertire il trend. Sì, perché Forrest Gump ha fatto la storia. Manolo ha avuto le chance e le potenzialità per riuscirci. Ma non ci è ancora riuscito, in effetti. Appuntamento a San Siro, tra poche ore. Dovrebbe toccare di nuovo a lui. Facciamo il tifo per lui, come sempre del resto.

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