Gazzetta: Ancelotti, l’apertura al ruolo da Ct (e le sue condizioni “politiche”)

Ancelotti non ne farebbe una questione di soldi, ma vorrebbe un progetto nuovo con nuovi dirigenti e desidererebbe non essere strumentalizzato.

Gazzetta: Ancelotti, l’apertura al ruolo da Ct (e le sue condizioni “politiche”)

L’articolo della Gazzetta

Per spiegare la situazione attuale, la Gazzetta dello Sport utilizza il ritornello di un film Disney. “I sogni son desideri”, scrive la rosea. E fa riferimento a Carlo Ancelotti per la panchina della Nazionale italiana. In realtà, la situazione dovrebbe essere meno “favolistica”, anzi il quotidiano sportivo milanese parla e scrive di un’apertura del tecnico di Reggiolo.

E il motivo principale è banalissimo: per una questione di orgoglio patrio, per essere eletto salvatore della patria appunto, «Ancelotti non ne farebbe una questione di soldi. Ovvero, Carletto sa bene che in Nazionale – pur ipotizzando uno stipendio alla Conte (4 milioni) – guadagnerebbe molto meno di quanto potrebbe offrire un club. Quindi, la questione economica non è sul tavolo e questo, negli informali contatti avuti ieri con alcuni dirigenti, è chiaro a tutti».

È un primo passo abbastanza sostanziale, che si aggiunge ai «buoni rapporti» tra lo stesso Ancelotti e i vari Malagò e Uva. Ovvero, l’attuale presidente del Coni e direttore generale della Federcalcio. Due figure di spicco, per così dire.

Cosa manca

Da qui al sì definitivo, però, ci passa un bel po’ d’acqua sotto i ponti. Intanto, spiega sempre la Gazzetta, Carletto bramerebbe un ritorno in Inghilterra. Il vero problema, però, riguarderebbe le “richieste” del tecnico in relazione a un nuovo progetto federale. Leggiamo: «Occorre innanzitutto un progetto nuovo, uno svecchiamento di idee che prescinda dalle persone, anche se ritiene che difficilmente chi ha governato finora possa esprimere un reale rinnovamento».

La canzone, ovviamente, va a Tavecchio. E la cosa si capisce una volta di più leggendo il passo successivo: «Ancelotti non ha intenzione di lasciarsi strumentalizzare dalle fazioni politiche, e sa bene come, con le elezioni fissate per marzo, tanti nodi potrebbero essere sciolti solo più avanti. E a quel punto c’è il rischio che sia tardi». È una versione della situazione rilanciata anche da Sky, che in questo senso ha parlato anche di un possibile ruolo dirigenziale per Paolo Maldini.

Pure la Gazzetta parla dell’ex capitano milanista, quando però fa un altro nome (quello di Claudio Ranieri) come chioccia in attesa che cresca il Maldini-allenatore. Di Biagio, intanto, sarebbe l’uomo ponte fino a maggio in caso di soluzioni alternative (Ranieri, appunto, oppure Mancini e Allegri). Mentre Ancelotti sarebbe libero fin da subito. Questo va detto, come va detto che per Tavecchio la condizione di free agent di Carletto è una bomba piazzata sotto la poltrona. O lo prende per salvarsi, oppure si dimette e lo prende il suo successore. Lo stesso Ancelotti, a quanto pare, propende per la seconda ipotesi. Difficile dargli torto, dopotutto.

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  1. Rivera presidente della Federazione, Sacchi responsabile tecnico di tutte le nazionali, Baggio e Maldini dirigenti ed Ancelotti allenatore. Garanzia di competenza e di onestà, cercando di intraprendere anche la strada del bel gioco se possibile.
    Una idea

  2. Più che un CT la FIGC avrebbe bisogno di un direttore tecnico, che non poteva essere certo uno come Lippi, e che diriga una sorta di rifondazione tecnica del calcio dalle giovanili ai professionisti. L’allenatore può farlo chiunque basta che gli venga data fiducia e abbia coraggio delle sue idee senza farsi influenzare da senatori e senatorucoli.

  3. L’importante x me è che lascino stare il nostro Mister.

    • Figurati si lamenterebbe dell’esistenza del campionato che non gli fa allenare la squadra…

  4. Ancelotti, Maldini, Di Biagio sono più che affidabili per un rilancio tout-court del calcio italiano.

    • Frédéric Moreau 15 novembre 2017, 12:15

      Oddio, Di Biagio non mi sembra che abbia fatto risultati brillanti, e verrebbe risucchiato alla prima difficoltà.

      • Forse è vero. Ma se Ancelotti dovesse malaguratamente rifiutare, in attesa di Mancini o Allegri, potrebbe essere lui il nome “ponte”.

    • Maldini a fare l’allenatore che non ha mai allenato?

      • Maldini ovviamente non a fare l’allenatore. Ma il consigliere di Tavecchio, come Boban e Van Basten hanno fatto i consiglieri di Infatino… Facciamo muovere leggermente la fantasia, la creatività oppure facciamo due più due…

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