Fublet, il nuovo gioco da tavola che racconta il calcio nostalgico

Le dinamiche di una partita di calcio, tra cui una fondamentale lavagna tattica, in un gioco di strategia. I disegni di Paolo Samarelli sono un pezzo della nostra storia.

Fublet, il nuovo gioco da tavola che racconta il calcio nostalgico

La copertina

Il disegno in copertina è un flash di nostalgia. I riccioli e il sinistro di Maradona, i capelli biondi al vento di Brehme, le treccine di Gullit in volo e Vialli che da pochi passi non lascia scampo a Zenga. Fa molto Guerin Sportivo d’antan e non è un caso che porti la firma di Paolo Samarelli, mitico illustratore di Repubblica. È solo uno dei lavori che ha realizzato per “Fublet – Legends of Football”, gioco da tavolo sul calcio creato da due informatici milanesi di 37 anni, Paolo Bianchi e Bruno Carfì, già in produzione e in arrivo nei primi mesi del 2018. Una simulazione a metà strada tra il Subbuteo e i manageriali da computer e che si candida a diventare un cult tra gli appassionati del pallone vintage.

Il gioco è ambientato infatti nell’epoca d’oro della serie A. Si potranno scegliere quattro squadre. Tre degli anni Ottanta e una degli anni Novanta: il Napoli edizione 86-87, quello dell’accoppiata scudetto-Coppa Italia; il Milan della prima Coppa Campioni dell’era Sacchi; l’Inter dei record; la Juve di Lippi che vinse la Champions nel ’96. Undici titolari, cinque riserve e la numerazione da 1 a 11. Ciascun giocatore avrà la propria miniatura e una scheda con le caratteristiche, corredata da un disegno di Samarelli. “Tutti i calciatori – spiega Carfì – hanno il loro set di abilità: offensive, difensive, tecniche, fisiche e mentali. Abbiamo fatto un lungo lavoro di ricerca e di memoria per riprodurli nella maniera più fedele possibile”.

Tavolo da gioco

La “carta” migliore è Maradona. “Giocare a Fublet col Napoli sarà particolare – aggiunge Carfì – perché ha tanti gregari, tre o quattro giocatori forti e un fuoriclasse, Maradona. Quando dai la palla a lui ti diverti. Con altri giocatori se hai davanti la linea difensiva del Milan che fa il fuorigioco c’è poco da fare”.

Il calcio coi dadi

Insomma, tirando i dadi si potrà rivivere il duello della stagione 87-88, anche se gli azzurri avranno un Careca in meno e i rossoneri un Rijkaard in più. Mica roba da poco. Gli eredi di Bianchi dovranno affidarsi alle loro capacità. La bravura dell’allenatore in Fublet sarà fondamentale. “Conta molto la gestione della squadra – chiarisce Carfì – a inizio partita ogni tecnico sceglie, tra le dieci plance disponibili, una lavagna tattica, ognuna con una precisa filosofia di gioco. Ce ne sono dieci perché sono basate sull’incrocio di tre fattori: difesa alta o bassa, mentalità offensiva o difensiva, passaggi corti o lunghi.

L’abilità dell’allenatore sta nel gestire i punti movimento che si guadagnano interpretando il più possibile la filosofia. Più si rispetta durante il gioco e più punti movimento si accumulano per poter spostare i giocatori”. Ci saranno anche movimenti singoli e di reparto, ammonizioni, fuorigioco. “Ci sono diverse cose da tenere sotto controllo, ma la lavagna tattica ti guida in tutto – assicura Bianchi – per giocare si può anche aver letto solo la prima parte del manuale. Poi nelle situazioni particolari si può consultare per avere istruzioni”.

Riprodurre il calcio

Il regolamento è il frutto di un lungo lavoro. “È stato veramente complesso trasferire un gioco dinamico in uno statico e strategico” racconta Bianchi. “Io e Bruno siamo amici da tempo, lavoriamo nella stessa azienda da una decina d’anni – prosegue – e l’idea è nata due o tre anni fa da una discussione scherzosa durante una pausa pranzo, parlando delle nostre passioni per i giochi di ruolo e il calcio”.

All’inizio il progetto era più astratto, con giocatori fittizi. Su suggerimento del game designer Spartaco Albertarelli hanno virato verso il calcio anni Ottanta-Novanta. “Quello che più amiamo, con cui siamo cresciuti – dicono gli ideatori di Fublet – e che stimola di più la fantasia e l’immaginario delle persone”. Poi hanno contattato Samarelli. “Oltre alle squadre – spiega Carfì – sono le sue illustrazioni a rafforzare il feeling nostalgico. Ha sposato il progetto con molto entusiasmo. Ha disegnato a mano su nostra richiesta. Volevamo il tratto delle sue vignette degli anni Ottanta”.

E dopo le prime quattro squadre, Fublet potrebbe allargarsi. “Se le vendite ci premieranno – conclude Bianchi – potremmo aggiungere altre squadre dell’epoca, anche europee. Sarebbe bello, infine, fare anche un’edizione speciale ambientata in un mondiale, magari Italia ‘90”. Notti magiche lanciando un dado.

 

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