Bassolino, il Pd e la moglie

L’addio al Pd con una comunicazione stringata e “aperta”. E la separazione politica con Anna Maria Carloni che lascia un’altra domanda aperta

Bassolino, il Pd e la moglie
Antonio Bassolino e Anna Maria Carloni (la foto è tratta dalla pagina Facebook di Antonio Bassolino)

La comunicazione

+++Bassolino lascia il Pd+++. La notizia è di quelle da evidenziare con le crocette nell’elenco dei titoli di agenzia. L’ennesimo padre fondatore abbandona il figlio che, tra primarie e rottamazioni, proprio non riesce a crescere serenamente.

È del primo novembre il lancio dell’Ansa, preceduto dall’immancabile annuncio social, che dà il via libera ai cronisti politici ed agli editorialisti. Tutti a caccia dell’intervista al leader che se ne va, tutti a spiare le reazioni del popolo social per poi trasformarli in articolati commenti, tutti a chiedere ai “figli”, ormai “orfani politici” come vivranno la “dipartita”.

Il sindaco, il presidente, il candidato alle primarie democrat nelle ultime amministrative napoletane, va via con un annuncio stringato, una di quelle affermazioni che sono un invito a nozze per chi cerca il confronto del botta e risposta o l’approfondimento da dare in pasto ai lettori.

“Non ho rinnovato la tessera del Pd – si legge nel testo di agenzia – e dunque per la prima volta mi ritrovo senza un partito… spero si possa costruire una casa comune della sinistra e un nuovo e largo centrosinistra”.

Sua maestà il messaggio: chiaro ma non troppo

L’ennesima conferma che Antonio Bassolino, dopo Silvio Berlusconi, è il politico italiano che meglio sa utilizzare i canali della comunicazione. Sia quelli vecchi sia quelli nuovi.

La riprova è questo suo annuncio dato quasi in contemporanea ai modernissimi social e alla più classica tra le agenzie. Un testo breve, e quindi ideale per essere allungato con ogni particolare e con tutti i retroscena del caso. Il contenuto parte da un paradosso che desta attenzione anche sotto l’aspetto subliminale: l’uomo del partito personale che “per la prima volta” nella sua vita dichiara di ritrovarsi senza un partito. E, allo stesso tempo, una considerazione sul futuro che definisce con una certa precisione la rotta politica che lo porterà al nuovo approdo: “Un nuovo e largo centrosinistra”.

Signore e signori, ci troviamo di fronte a sua maestà il messaggio: chiaro, ma non troppo. Perché la notizia nata deve prendere forma e avere una vita lunga, sicuramente più longeva della media. Una durata superiore. Un obiettivo non semplice in quest’epoca di bulimia da news, dove ogni fatto rischia di essere sopraffatto dalla cronaca sui giornali e in tv o dall’ennesimo titolo choc sui siti nello spazio di pochi minuti. In questo caso tutto è stato studiato affinché la notizia possa continuare a crescere nei giorni a venire attraverso interviste, editoriali ed approfondimenti. Partendo dall’ambito locale per giungere fino a quello nazionale. Dove ha rilasciato in esclusiva l’intervista al Corriere della Sera, a Marco Demarco ex direttore del Corriere del Mezzogiorno, per anni l’unico a Napoli a criticare fortemente il sistema di potere dell’ex sindaco di Napoli e presidente della Regione Campania.

Ha rischiato di vincere le primarie

Basta dare un’occhiata, sia pure sommaria, alla rassegna stampa dell’evento per rendersi conto delle capacità comunicative fuori dalla norma, da autentico fuoriclasse, di Antonio Bassolino. Del resto, appena pochi mesi fa, ha “rischiato” di vincere le primarie con un partito, per una volta compatto, schierato contro di lui. Ha stravinto per superiore capacità comunicativa riuscendo a risultare trionfatore morale di una competizione che si è rivelata essere l’ennesimo suicidio politico-amministrativo del PD.

Eppure, in quest’orgia di interesse mediatico per l’addio di Bassolino c’è stato un aspetto a dir poco trascurato. Non per fare un appunto ai giornalisti, ma il rosario delle reazioni non comprende l’unica persona che ci sarebbe dovuta per forza essere: Anna Maria Carloni. Parlamentare pd e moglie di Antonio Bassolino, la signora Carloni è stata trascurata, ma il termine più giusto è ignorata, per lasciare spazio alle interviste ai bassoliniani della prima e non dell’ultima ora. Eppure non si sarebbe trattato della solita intervista alla moglie del personaggio.

La separazione politica con la moglie

L’onorevole Carloni è attualmente deputato pd, ma è stata già senatrice democrat nella scorsa legislatura e assessore a Castellammare di Stabia della giunta guidata da Ersilia Salvato. Tra le fondatrici di Emily, un’associazione di donne che i maligni consideravano una lobby salottiera che aveva emanazioni in ogni giunta quando il centrosinistra governava in lungo e in largo la Campania, ma poi dimostrò sul campo di non essere un club di signore col pallino della politica allorché, nelle elezioni provinciali del 2004, elesse una propria rappresentante in uno dei collegi di Napoli, quello di Chiaia-Posillipo per la precisione.

Statene certi, con elezioni a suffragio universale, oggi il PD non otterrebbe lo stesso risultato nella Città Metropolitana.

Ebbene, di fronte a questo curriculum politico e pur tralasciando il vincolo matrimoniale, inizialmente a nessuno, e sottolineo nessuno, è venuto in mente di intervistare la signora Carloni, in Bassolino, sull’annunciato divorzio dal Partito Democratico.

Questo corto circuito mediatico viene risolto da Simona Brandolini, una giornalista che sovente gioca d’anticipo quando si scrive di politica, che sul Corriere del Mezzogiorno del 4 novembre (sono trascorsi ben tre giorni dal clamoroso annuncio), pubblica un’intervista all’onorevole Carloni.

L’intervistata (finalmente), dopo aver rassicurato tutti sulla propria permanenza nel partito che l’ha eletta e rieletta, auspica una ricandidatura nella stessa compagine democrat. Tutto giusto. Tutto corretto.

Tutto tranne un particolare. Manca una domanda che, se fossi un cronista, avrei fatto e rifatto in caso di mancata risposta:

Ma come vivete in casa la separazione (politica)?

Insomma, siamo in un’era in cui la politica si fa anche in casa. E quindi un po’ di sano gossip non avrebbe guastato. Avrei fatto lo stesso anche se la questione avesse riguardato lady Sandra Lonardo in Mastella o, giusto per fare un po’ di Storia, con la compianta Nilde Iotti se il compianto compagno Togliatti avesse dichiarato all’Ansa: “Basta, non rinnovo la tessera del PCI!”.

Nell’epoca dove la politica del fatto in casa sta gettando benzina sul fuoco dell’antipolitica, una riflessione del genere avrebbe fatto luce su un aspetto non proprio secondario dell’intera vicenda.

Ma come vivete in casa la separazione (politica)?

Confesso che la domanda ancora mi rimbalza continuamente nella testa. Come una canzone stupida che la mattina, all’improvviso, mentre sei in bagno a lavarti, ti viene in mente e continui inspiegabilmente a cantare. Non sai un perché, ma è lì a darti ritmo e fastidio, contemporaneamente, mentre ti radi.

Ma come vivete in casa la separazione (politica)?

Una domanda a cui si dovrebbe rispondere. E, per favore, evitate risposte da imbecilli dei social tipo: “Na vota ‘a muglier seguiva semp’o marit…”.

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