Gianni Mura: «Sacchi aveva le tv di Berlusconi. Sarri no. In più, non parla e sbaglia»

Su Repubblica: «È nato il sarrismo. Chi avrebbe scommesso tre anni fa che Guardiola oggi si sarebbe preoccupato di Sarri?»

Gianni Mura: «Sacchi aveva le tv di Berlusconi. Sarri no. In più, non parla e sbaglia»

Guardiola si preoccupa di Sarri

Gianni Mura dedica metà della sua analisi del lunedì su Repubblica alla partita tra Manchester City e Napoli, e soprattutto al fascino della sfida tra Guardiola e Sarri.

Scrive Gianni Mura: “Se a metà ottobre del 2014 qualcuno avesse detto a Sarri che in un futuro non lontano un certo Pep Guardiola avrebbe dovuto preoccuparsi di lui, come collega, quale sarebbe stata la reazione di Sarri? Probabilmente impubblicabile”.

Lo spiegamento mediatico dell’Arrigo, il silenzio di Maurizio

“È nato il sarrismo, chiamato così anche per avvicinarlo al sacchismo. Ma qui va fatta una considerazione: Sacchi in quel Milan ci mise molto di suo, ma furono anche le tv di Berlusconi a trasformarlo in vate, profeta, rivoluzionario. Sarri non ha questo spiegamento mediatico e non si può nemmeno dire che parli volentieri, non ricordo, per esempio, di aver letto o ascoltato un servizio in cui illustrava per filo e per segno le sue idee sul calcio”.

Sarri non parla, come un allenatore di fondo classifica

“In un momento d’oro per il Napoli il suo allenatore, per come poco si concede, sembra di quelli di fondo classifica, quelli che stanno zitti per non peggiorare la situazione. Non so da chi o da cosa dipenda questa predilezione per il silenzio, o per un cammino a fari spenti. Mi sembra sbagliato, semplicemente. E non parlo del discorso scudetto, lì ognuno ha le sue scaramanzie. Parlo essenzialmente di calcio”.

Non voglio definire un esame di maturità la partita di Manchester. In questi anni, di esami il Napoli ne ha superati parecchi, e ultimamente solo con lo Shakhtar è finito dietro la lavagna. È un esame di calcio, semplicemente e meravigliosamente, senza dimenticare che a Guardiola gli emiri comprano tutti quelli che vuole. Una pacchia, che Sarri se la sogna.

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  • Roberto Liberale

    Sarri fa benissimo a parlare poco.
    Un po’ perché non è molto pratico con la comunicazione, ma soprattutto perché all’interno dell’ambiente calcistico italiano sarebbe impallinato ad ogni frase ritenuta scomoda o sconveniente dai farisei che popolano quello stesso ambiente.
    Senza parlare poi di quello napoletano, che vive a giorni alterni tra la paura, l’entusiasmo, l’amore e l’odio.
    Avanti così Maurizio. Sii te stesso.

  • Antonella Capaldo

    pienamente d’accordo meno parla meglio è. tutti pronti a passare allo scanner ogni sua parola, espressione facciale, del corpo, già immagino le domande: scadenza del contratto e clausola (vanno a braccetto) rapporti con dela, tutto tranne che parlare di calcio e quello si scoccia, poi se risponde male è scostumato, quindi meglio tacere e lasciar parlare il campo