“Vince Napoli con la sua normalità” – Rassegna stampa sul flop di Maradona in piazza

Il racconto sui quotidiani della serata al Plebiscito, con la piazza semivuota e una città che è decisamente diversa da come viene raccontata

“Vince Napoli con la sua normalità” – Rassegna stampa sul flop di Maradona in piazza

Alla fine i giornali si allineano ai diecimila in piazza Plebiscito per Maradona. Un flop. Ecco una rassegna stampa per la giornata di ieri, una giornata che era stata presentata come una festa di popolo e si è trasformata in una scaramuccia politica ed è terminata con un rito stanco. 

De Magistris ha deciso che in piazza non ci vuole andare. E adesso chiede che Diego lo raggiunga in Comune. Teme i fischi della folla (che è molto meno folla del previsto). Teme di essere coinvolto nelle polemiche di questa notte agrodolce, che ha lasciato indifferente quasi metà Napoli e ha fatto infuriare l’altra metà, esaltandone solo una piccola parte. (Andrea Malaguti, La Stampa)

Trentatré anni dopo. E si vedono tutti. È un’altra Napoli ed è un altro Maradona. La cittadinanza onoraria per il campione dei due scudetti non è stato un plebiscito. La piazza delle grandi feste, delle adunate spettacolari e politiche, è rimasta largamente vuota, come una testa devastata dall’alopecia. L’unica area più piena era quella centrale. Davanti alla Prefettura e a Palazzo Salerno regnava l’agorafobia. Diecimila persone, il conto finale. Altro che i trentamila posti in piedi previsti. L’«Effetto Maradona» non è stato clamoroso. Non ha scassato. Lo ha ammesso lo stesso Diego quando è salito sul palco: «Siamo così per quello che è successo a Torino. Se non fosse accaduto quello che è successo, tutta la piazza stasera sarebbe stata piena». (Pietro Treccagnoli, Il Mattino)

Al netto di tutto questo ambaradan, la sensazione è che vince Napoli, la normalità con la quale la città ha salutato un amico un po’ bizzoso – ieri più del solito – cancellando in un sol colpo una buona parte della marea di cliché con la quale spesso viene raccontata. I creatori di storytelling da oggi dovranno cambiare un po’ la loro strategia di comunicazione. (Luigi Roano, Il Mattino)

El Pibe si sveglia dal suo sonno pomeridiano all’Hotel Vesuvio, sul lungomare, e fa dire al suo procuratore: “Non vado al Comune, voglio la cittadinanza in piazza, in mezzo al popolo”. Lezioni di populismo al sudismo trasversale del sindaco. Tra giornalisti e addetti ai lavori si scatena l’ansia. Al contrario, la città sem- bra distratta e più matura della classica oleografia della napoletanità. (Fabrizio d’Esposito, il Fatto quotidiano)

In controtendenza il mezzo flop (di pubblico) di ieri sera, da cui il Calcio Napoli ha avuto la prontezza di tenersi alla larga. Pure Aurelio De Laurentiis ha infatti disertato la piazza. «Festa fittizia, lontana dal San Paolo ha poco senso». Maradona non si strumentalizza. Ma anche il presidente sa che la storia non si può cancellare: tutt’al più si dovrà riscrivere. (Marco Azzi, la Repubblica)

Il passato che Maradona incarna come un santino geniale e ribelle rischia di sbiadire, di allontanarsi risalendo anno dopo anno i gradini dell’Olimpo dove risiedono le Divinità che non sempre sapranno corrispondere alle esigenze e ai sogni dei comuni mortali. (Pietro Treccagnoli, Il Mattino)

Piazza del Plebiscito si riempie con fatica. Sono attese trentamila persone, forse ce ne sono un terzo. Il bambino prodigio di Villa Fiorito, non incanta più come trent’anni fa. Arrivò nell’84, rimase sette anni, lasciò in dono due scudetti, una Coppa Uefa e un senso identitario mai conosciuto prima. Ma oggi? Oggi porta polemiche ed esempi sballati senza più gol. (Andrea Malaguti, La Stampa)

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  1. Mario Sanz Barreca 11 luglio 2017, 13:20

    ma insomma basta, maradona ha proprio stancato e finalmente anche i napoletani iniziano ad averne le scatole piene. io mi meraviglio pure che siano accorsi 10.000 persone in piazza. Sembra retorica ma in altre società hanno avuto fior fiori di calciatori in passato e dopo trentanni non vedo tutta questa
    ridicola e nauseante morbosità come a Napoli.
    La verità è che Napoli e’ rimasta per Diego l’unica piattaforma per avere popolarità e raccimolare soldi e noi con la nostra assurda nostalgia non facciamo altro che alimentare questa macchina.
    QUALCOSA SEMBRA STIA CAMBIANDO, GUARDIAMO AVANTI

  2. De magistris ( non ne sono un ammiratore ad esempio sulla questione stadio sono dalla prte di adl) è stato perfetto non ha partecipato alla festa perché lui è l istituzione e s è messo da parte e non è voluto apparire sul palco ottimo

  3. tutti contro tutti..come al solito..polemiche “ad minchiam” un tanto al chilo..altro che fatturato!

  4. La piazza mezza vuota, parlate di 5000 persone, e poi pubblicate articoli dove si scrive che erano 10000 XD non non ce la fate proprio.

    • sono pochi lo stesso.

      • Pochi? È la tua opinione e la rispetto, ma per una sera in mezzo alla settimana organizzata alla ca$$o di cane da SIANI e senza l’appoggio della società (sia chiaro che per me è proprio la cittadinanza onoraria ad essere una ca$$ata eh) non mi sembrano pochi. Di certo molti più dei 4 gatti di cui favoleggiava il Napolista.

          • Se chiedi a me, apprezzo per tutta una serie di motivi più Pino Daniele che Maradona. Ma a parte che sono due eventi non confrontabili (la morte è “leggermente” più definitiva e dunque importante di una inutile cittadinanza onoraria) vanno valutate tutte le variabili. Per me sono il momento, la pessima organizzazione e il mancato coinvolgimento del Napoli. Stai sicuro che se un sabato si fosse organizzata in maniera decente un’amichevole al San Paolo per festeggiare lo stadio si sarebbe riempito. Ribadisco, senza dare valutazioni sull’evento in sé (per me inutile).

          • sarebbe bastato aspettare qualche anno. ultimamente maradona sta più a napoli che in argentina. inoltre era così evidente la finalità strumentale dell’evento con obiettivi ben precisi dei vari protagonisti che i napoletani si sono scocciati e l’evento è stato un flop anche se tutti pronosticavano il contrario. infine, tornando ai numeri, già 32000 a piazza plebiscito sarebbero stati pochi, alla fine ne sono arrivati, forse, un terzo. credo sia indiscutibile che l’evento non aveva attrattiva.

          • Cosa sarebbe cambiato ora o tra altri 30 anni? E che c’entra che abiti in Argentina? Ribadisco i miei punti al riguardo del “fallimento” (evento serale in settimana, organizzazione ridicola e mancanza di contatti con il Napoli) e che sono certo sarebbe stata un’altra cosa una manifestazione organizzata nel weekend, magari con amichevole inclusa, mentre tu sei sicuro delle evidenti finalità strumentali. Ognuno ha la sua opinione. Aggiungo, studio sport ha appena parlato di 20000 persone (ma sui numeri chiunque spara i suoi, per la questura saranno stati 200) e fossero stati anche 30000 sono certo qualcuno avrebbe parlato comunque di fallimento. Di certo parlare di 5000 come si è fatto qui è una cosa ridicola e, questa si, con evidenti finalità strumentali.

            Sia chiaro, per me la cittadinanza onoraria è una ca$$ata (in generale, non questa nello specifico) ma cerco di restare comunque obiettivo.

          • mah, io posso dirti che Maradona riempì da solo il San Paolo (ed era un giovedì) per la l’addio al calcio di ferrara che qui è poco amato per i suoi trascorsi rubentini. poi sui numeri più che fidarmi di una qualche testata mi sono affidato alle sensazioni delle foto e soprattutto delle stesse parole di Maradona che ha giustificato una piazza non piena. ma ti pare che per far venire la gente ad onorare Maradona c’è bisogno dello spettacolo, della partita e degli eroi di oggi? ieri la piazza ha dimostrato di rispettare solo Maradona tra gli intervenuti. e poi sulla questione che ultimamente lui sta spesso qua: se mi viene a trovare un caro parente da lontano io magari gli organizzo una festa ma se il parente si stabilisce in città non posso mica sparare fuochi d’artificio ogni volta che lo incontro. per me questo è successo ieri.

          • L’hai detto tu stesso, era una festa di addio allo stadio, è un’altra cosa che una mezza festa non organizzata da nessuno (Siani? Davvero?) in una piazza. Stai sicuro che se organizzano qualcosa di ufficiale (che di ufficiale non c’era niente se non la cerimonia) riempiranno qualunque luogo deputato. Ti ripeto, magari hai ragione tu sul disamore, ma preferisco aspettare le riprove.

          • solo una cosa: non lo definirei disamore ma maturità… non ti nascondo che un paio d’ore fa stavo sui video di diego a godere pur essendo uno che con ogni probabilità non va sotto al suo albergo ad urlare il suo nome (certo se mi ci trovo magari un allucco lo meno)

          • sì, ma l’ sono 100 mila, cioè 10 volte di più. È solo un termine di paragone.

          • Ovvio, ma l’addio ad un amico ed il saluto ad un amico sono imparagonabili per definizione, ti pare?

          • Mamma mia che azzeccagarbugli. Plebiscito riempie 100 mila persone se non di più, nel concerto sempre di Pino del 1981 ce ne erano 200 mila di persone, per non parlare di Gigi D’Alessio, sempre 200 mila: http://www.internapoli.it/articolo.asp?id=5109. I successi sono quelli. 5 mila o 10 mila sono sempre flop.

          • Non ti sovvengono le differenze tra la morte di un mito italiano e non solo napoletano, un concerto organizzato minimo un anno prima, ed una serata estemporanea organizzata in fretta e furia da un comico e 4 saltimbanchi? Se non ci arrivi che ti devo dire, hai ragione tu, sono eventi sovrapponibili in toto.

          • Al funerale di Pino che organizzazione c’era? Fu tutto molto spontaneo. Volendo venirti incontro, ammettendo che i due eventi sono diversi, significa che l’idea di rendere popolare l’evento dell’attribuzione della cittadinanza non è stata efficace. De Magistris stavolta non ha saputo fotografare il momento attuale della cittadinanza, che probabilmente in questo momento storico ha tutt’altri pensieri, oltre al fatto che all’evento ci è arrivato male, fra incertezze e probabili rinvii sino all’ultimo.

          • Ti ribadisco che tra un funerale e queste bagarelle c’è differenza, ci credo che in un caso c’è partecipazione spontanea. Quello che non capisci è che De Magistris non ha organizzato niente, punto. Poi se come nell’altro commento devi ipotizzare (perché la tua è un’ipotesi, penso che te ne renda conto) che Giggino senza soldi ha chiesto a Siani di organizzare qualcosa allora di che parliamo? Siamo ai complotti segreti per organizzare feste di piazza, quantomeno ridicolo, la prossima accusa sarà quella di aver finanziato lui la festa con i soldi del comune inventando le aziende private (anzi, ho già sentito anche questa ipotesi). Poi se invece di ipotesi vuoi parlare di fatti allora sai dove trovarmi.

          • Ma secondo te Siani non si organizzava un altro spettacolo in teatro se era un evento a se stante per raccogliere grana?

          • I ma secondo me stanno a zero, questi sono i fatti, il resto sono illazioni. Se pensi non sia vero intervista De Magistris, Siani, gli sponsor e chiedi loro perché hanno mentito, altrimenti è una tua opinione basata su fatti che ti stai inventando.

          • Sì mi sto inventando che uno porta maradona a napoli e poi non organizzi nulla. Ma va… ma siamo nati ieri?

          • E anche fosse, cosa c’entri il sindaco con questo “fallimento” lo sapete tu e il Napolista, magari spiegatecelo.

  5. Internet è una grande invezione. Perchè con essa tutti possono fare tutto. O quasi, per fortuna ancora non si è sentito di gente che ha trapiantato un cuore grazie ad un tutorial di youtube. I commenti sono una grande agorà nella quale tutti possono esprimere il proprio pensiero. Ma se si è in totale disaccordo con una testata si può anche non leggerla. Quando c’erano i quotidiani l’assenso/dissenso, per una linea editoriale, era dato dal volume delle proprie vendite. Per le testate on line questo non è possibile ed allora si assiste ad una catena di contumelie, dileggi, canzonature. Se non ci sta bene il Napolista possiamo anche non leggerlo. Perchè certamente il Napolista ha una propria linea condivisibile o meno. Ma guerreggiare dialetticamente in maniera scorretta da la dimensione che l’unico motivo per cui il dissenso alla linea sia possibile solo gratie allagratuità dell’accesso e della consultazione. Ben se ne guardano dal subissare di lettere e note i vari quotidiani della città….

    • Caro Vanni, purtroppo questa è una battaglia persa in partenza. I webeti sono troppi e nessuno vuole metterseli contro. Tranne qualche pazzo coraggioso come Gallo.

      Ps per il trapianto con Youtube dai tempo che ci si arriva.

      • Gallo ha una sua linea che io condivido integralmente. Gallo vuole normalizzare Napoli, ed è quello che vorrei anche io. Una città normale. Non una città che ha paura della normalità.

        • Luigi Ricciardi 6 luglio 2017, 11:18

          La città normale, diciamo medio-borghese va, è la maggioranza, per cui dovresti essere contento. Non è la stragrande maggioranza perchè le dinamiche sociali di Napoli sono leggermente diverse da quelle di Belluno o Vicenza, o anche Torino e Milano (ma non troppo però). La minoranza stracciona e plebea che tanto ti terrorizza è, appunto, minoranza, e assolutamente in linea con l’evoluzione (o involuzione, ognuno per come la vede) di certi contesti sociali.
          Volevi la città normale? ieri l’hai avuta: un ex idolo calcistico, venuto troppe volte ultimamente in città a raccattare qualche denaro, come aveva chiaramente detto Siani stesso un paio di giorni fa, attira una decina di migliaia di persone a una festa di piazza credo organizzata male e promossa peggio.
          Il primo cittadino, furbo, ha fatto il figurone: ha dato la cittadinanza, non ha pagato un euro, si è sottratto al flop. Cosa avrebbe dovuto fare?

          • Sono d’accordo a grandi linee con quello che hai detto è un concetto condivisibile. DeMa, a margine della visita di Maradona per impegno pregressi, ci ha piazzato il conferimento. Ha vinto, ha perso, ha pareggiato. Non lo so. So solo che alla fine nei media viene proposta sempre la città stracciona. La città che segue l’evento. Perché non si informa anche che c’è la stragrande maggioranza della città la cui vita continua a scorrere serenamente senza incappare in DeMa oppure in D10S???

          • Luigi Ricciardi 6 luglio 2017, 12:13

            Perchè la città stracciona è conosciuta in tutto il mondo. Lo era con Goethe quando fece il suo tour, lo è con la Gomorra saviano-televisiva. Insieme ai panni stesi, la pizza, il mandolino, pulcinella, i Musei, il centro Storico, il Lungomare e i dintorni di Napoli.
            Una volta accompagnai Pierre Jouve, un famoso fotografo francese, a fare dei sopralluoghi a Napoli. Passammo per i quartieri spagnoli, la Sanità, Vicaria, e così via. Mi disse, più o meno: che meraviglia questa decadenza autentica, speriamo che non ripuliscano tutto, e trasformino Napoli in una Lione qualunque, una bella città ordinata ma senza più anima. E io ovviamente a controbbatergli: sarà anche bello, ma qua la gente vive male, le case cadono a pezzi, sono umide, d’estate si crepa di caldo e bisogna stare in mezzo alla strada. E lui mi disse: vero, ma la poesia si nutre di imperfezioni, come ogni passione.
            Che dire: io vorrei riuscire a unire la poesia con un bilocale dignitoso.

          • Eh belli cazz’ fotografarla ed andare via, se ci vivesse sarebbe di altro parere… Città senz’anima, ma dignitosa sarebbe molto meglio. E poi consentimi tra il “viaggio in italia” ed il 2017 ci sono giusto 230 anni di differenza. Il problema è che le zone “decadenti” tali sono rimaste. E purtroppo come dice Gallo non sono nemmeno un esperimento di Levi-Struss…

          • Luigi Ricciardi 6 luglio 2017, 12:34

            Sono d’accordo, il bisogno di dignità può non spegnere la poesia di una città, qualunque essa sia: si guardi Barcellona, che pur mantenendo (ed accrescendo, in alcuni casi), le sue aree d’emarginazione e depressione, comunque ha acquistato una nuova immagine internazionale.
            Napoli, per quanto se ne dica, ha acquistato anch’ essa una nuova immagine negli ultimi 20 anni con il Centro Storico, il Lungomare, i suoi Musei, e così via, ma, paradossalmente, basta una “Gomorra” qualunque (vendutissima all’estero) e si torna a 230 anni fa.

          • Esattamente. Basta Gomorra, basta Maradona… E quindi l’immagine che la città ha acquisito negli ultimi 20 anni si deve ulteriormente consolidare…

          • Luigi Ricciardi 6 luglio 2017, 13:03

            Senza dubbio, ma De Magistris, con tutti i suoi limiti populistici (e la politica 2.0 è praticamente tutta populistica) non è, nei fatti, un nemico di questo consolidamento. Almeno, non per me, che non l’ho neanche votato, e a Napoli non ci vivo neanche più.

          • Ma il consolidamento dovrebbe avvenire anche e SOPRATUTTO nell’agire dei cittadini che fanno la città. Il sindaco (che non ho votato, ma credo si sia capito… :))) con le poche armi che aveva ha consolidato il suo consenso attraverso delle forme che marginalmente hanno dato un beneficio ai cittadini. Ma come dice Tinto Brass “Cosi fan tutti”: Quindi la mia critica costante a DeMa è quella di agire come tutti dopo essersi proclamato diverso dalla vecchia politica. Basta.

          • Luigi Ricciardi 6 luglio 2017, 17:11

            E’ un problema di tutti ormai: guarda anche Renzi, da rottamatore a democristiano, di Berlusconi, degli stessi 5stelle da “apriamo la camera come una scatoletta – fuori tutti” a “Raggi non si deve dimettere neanche se rimandata giudizio”.
            Tu lo voteresti uno che si alza e dice: “Signori, la situazione è drammatica, dobbiamo tutti darci un pizzico sulla pancia, non ho ricette miracolistiche, cerchiamo di fare il meglio possibile e poi vediamo”?. Io si, e secondo me anche tu. Ma saremmo sempre minoranza.

          • Infatti all’epoca era favorevole al Governo Monti e lo votai alle successive elezioni….

        • Federico Villani 6 luglio 2017, 15:42

          Cosa significa Normale?Sfruttando la psicologia, la normalità non esiste…
          Normale, Normalizzare etc. etc. tutti termini usati da persone che vorrebbero che la società assecondasse la propria visione della stessa.
          La famiglia è questa… L’aborto va abolito, l’omosessualità va curata, Ho il diritto di sparare in casa(quando l’aumento di armi è diretamente proporzionale al numero di morti), Gli immigrati vanno “deportati” perchè ci rubano il lavoro portano malattie etc. questa è la società “normale” di molte persone…
          Viva il diverso, La diversità va incoraggiata, fatta proliferare perchè è essa che porta al progresso scientifico, sociale e culturale.

          • Sono d’accordissimo. Questa tua narrazione sarebbe centrata se stessimo parlando di un argomento da te citato. Invece spesso la diversità di Napoli viene utilizzata proditoriamente per etichettare denigrare e strumentalizzare cittadini e città di Napoli, che è una città come tutte le altre ma che invece deve essere diversa non perché tale, ma perché gli altri vogliono che sia così…

          • Federico Villani 6 luglio 2017, 17:43

            Dire:<>, significa aver somatizzato(in malo modo) la pedratorietà dei media, della percezione che si ha di Napoli dovuta al racconto deviato dell’informazione(la maggioranza), Napoli ha seri problemi(Ma posso dirti la stessa cosa delle altre grandissime città italiane (Milano e Roma) ma che ha la maggioranza dei cittadini che lavora, paga le tasse, non commette crimini etc. etc. Quale sarebbe la “normalità” a cui napoli deve aspirare? Quella di Roma e Milano?(Che secondo i canoni/standard di Gallo sono la normalita) Posso assicurarti(per lavoro sono spesso in queste due città) che anche queste due non rispecchiano i canoni di normalità richiesti… Sono città con gli isterismi, convulsioni e controsensi tipici delle metropoli.
            Ripeto, la Normalità non esiste!!!! Napoli è diversa da Milano e quest’ultima e diversa da Roma etc. etc.
            Personalmente non tollero il conformismo, le divise tutte uguali(che mi ricordano tempi bui), il pensiero unico ed agogno la diversità e la sua celebrazione, unica via per progredire!!!

          • Io non tollero il racconto e la percezione spesso distorta che circonda Napoli e noi napoletani… Ma forse è lo stesso per milanesi, romani e torinesi, con la differenza che di queste città la narrazione è quasi sempre fedele agli avvenimenti. Pensa se quello successo a Piazza San Carlo fosse successo al Plebiscito… Saremmo stati considerati una città in stato prebellico… A Torino la cosa ha avuto il clamore giusto. Una tragedia che come tale va vissuta… A Napoli sarebbe stato lo stesso?

          • Federico Villani 6 luglio 2017, 18:38

            Appunto, sarebbe stato un gioco al massacro…
            Ma secondo la linea di Gallo la colpa(in grande parte) di tutto ciò è dei napoletani,della loro napoletanità(Che è equiarabile ad un virus…), che non si normalizzano!!!

            Siamo onesti, Gallo ha tutto il iiitto di dire cosa pensa(Libertà di parola e di pensiero) però il più delle volte non apporta critiche super partes e soprattutto spesso lacunose e parziali(ha dei cavalli di battaglia e li cavalca)

          • Io personalmente le critiche di Gallo le condivido, spesso in toto, ergo non le trovo parziali. Il Napolista è spesso un luogo di confronto. Spesso con tanti redattori del Napolista mi trovo in disaccordo…

          • Federico Villani 6 luglio 2017, 20:31

            Liberissimo di condividerle, ed è per questo che non le trovi parziali e lacunose! io che lo leggo da terzo invece, posso convenire su alcuni passaggi, ma parlando della vicenda “cittadinanza a maradona” ad esempio ha dato una visione parziale e lacunosa, cavalcando quelli che sono cavalli di battaglia personali e non facendo una critica super partes, che non vuol dire non esternare il proprio pensiero(come quello sulla normalità che trovo erroneo e trattato anch’esso in maniera superficiale, lacunosa e parziale) ma non vuol dire nemmeno fare una critica cieca modellata sul proprio pensiero personale.
            Per quanto riguarda la suddetta vicenda c’era, palesemente, una linea redazionale…

      • Raffaele Sannino 6 luglio 2017, 10:54

        Sono talmenti webeti che credono di avere il dono dell’infallibilità.E l’onniscienza si basa sulle dichiarazioni dei procuratori:se parla quello di Sarri espone verità incontrovertibili,qualsiasi altro mente.Tutto per creare la manichea contrapposizione tra il bene di turno(Sarri o Giggino) e il male eterno(Aurelio).

      • Federico Villani 6 luglio 2017, 15:30

        Vorrei far presente che nella categoria webeti rientrano anche alcuni che scrivono o aprono testate on-line. Non solo coloro che commentano(ed alcune critiche alla linea redazionale sono fatte con educazione e sono pregnanti)

    • Luigi Ricciardi 6 luglio 2017, 11:21

      C’è una differenza enorme tra carta stampata e editoria online: la presenza dello spazio interattivo in tempo reale per i commenti. Se una testata lo apre, ne deve accettare tutte le conseguenze.
      Non vedo dove sia la dialettica scorretta: la stragrande maggioranza dei commenti era tesa a sottolineare l’inutile campagna contro il sindaco in questa vicenda. Non doveva dare la cittadinanza? Si discuta su quello. Una volta data, cos’è che non doveva fare? Lo show in piazza? Non lo ha fatto lui. Pagare gli artisti? Non sono stati pagati. Pagare Maradona? Non è stato pagato neanche lui.
      Poi, se vi da fastidio leggere commenti negativi, fai come consigliavi agli altri: non leggerli.

      • Jacopo Carrucci 6 luglio 2017, 13:37

        Hai ragione Luigi. I ‘forum’ sotto gli articoli vanno accettati anche nella loro feroce dialettica. Ciò che un po’ stona talvolta è altro: se in un piccolo passaggio di un articolo si parla di un fatto – marginale, un inciso messo per rafforzare il discorso – è snervante che tutti, per confermare il proprio pre-giudizio, si appiglino a quello per polemizzare a somma zero.
        De Magistris non è centrale nei pezzi del Napolista, testata sportiva, o meglio lo è solo eventualmente, in maniera tangenziale, essendo un sindaco così presente in ambiti anche non strettamente amministrativi (Semmai De Laurentiis è centrale, lui sì). Quindi i discorsi sulla città che cambia, in senso ampio, semi-sociali, para-storici, di cui spesso il Napolista scrive, e fa bene, andrebbero affrontati a mio parere senza partito preso. Almeno quel tipo di articoli. Poi su Sarri, il calciomercato, gli investimenti, i cross di Ghoulam, le paturnie di Reina, possiamo tirarci i capelli tranquillamente.
        Invece pare che i difensori – o gli accusatori – a oltranza non aspettino altro quando si parla di Napoli, ovvero un oggetto astratto, che necessita di ragionamenti astratti, di discussione dal respiro più alto, non strascinamenti sul selciato. Invece accade questo, un po’ come quando si dialoga in rete per modo di dire coi 5 Stelle, sempre molto rigidi sulle proprie posizioni (fatti loro). Ma così si impoverisce anche il ‘feroce dibattito’ di cui sopra, ed è un peccato.

        • Luigi Ricciardi 6 luglio 2017, 17:07

          Posso concordare quasi su tutto, però è un dato di fatto che l’atteggiamento del Napolista verso questo evento non è stato quello del “Diego, guarda che il sindaco non ha organizzato bene l’evento”, ma “Diego, che ci azzecchi tu con Gigin’a bandana?” Ne converrai che l’approccio è estremamente diverso.

          • Jacopo Carrucci 6 luglio 2017, 17:29

            beh, diciamo che le opinioni di Guido Ruotolo sono state un po’ colorite. Ma nel resto dei pezzi il Napolista ha provato a fotografare una situazione effettivamente pasticciata. Poi hanno una linea editoriale chiara, meno male. Non si può dire altrettanto di altre testate più ambigue, che non si espongono

    • Vanni ma tu vaneggi se uno è d accordo su qualcosa si e altro no che fa? E lo spazio discussione!? Ma dai

      • e chi lo ha messo in dubbio che ci debba essere una discuossione… Ma una discussione sui temi. Non si può dileggiare ogni volta perchè uno mantiene una linea, riconoscendo comunque dei meriti all’ogetto della critica.

  6. Per piacere dategli una pensione a Maradona basta che non si fa vedere più.

    • A te invece ti devono dare l’accompagnamento???

    • ma la questione non è maradona in sè. la questione è che era così evidente il panem et circenses del sindaco (che personalmente non amo criticare perchè ne riconosco alcuni indubbi risultati). la questione è trattare il popolo napoletano come un malato mentale cui fare ogni due mesi un’iniezione di maradona. la questione è essere trattati da pulcinella perfino da chi dovrebbe conoscerci. il popolo napoletano non è stupido.

  7. Napoli, in diecimila al Maradona-day: «Nessuno mi ama come i napoletani»
    Corriere dello Sport

    (più quelli che sono rimasti fuori per ordine pubblico dopo i fatti successi a Torino)

    Mettetevi scuorn e almeno abbiate il buon senso di cancellare queste barzellette!

    • Musica Pertutti 6 luglio 2017, 10:31

      Vorrei che si trovassero altrove 10.000 persone disposte a entrare in piazza per ringraziare, omaggiare, cantare insieme,guardare, toccare con gli occhi, (fate voi ) una persona senza che questa effettui alcuna performance! L’organizzazione è stata indubbiamente pessima e poco collaborativa avendo puntato tutto sul personaggio. Mancava l’avallo della SSCN, c’era il dissenso di parte della curva (come a dire”dovete sempre interpellarci prima fare qualcosa) e siti come questo remavano contro. Il messaggio è stato poco chiaro e frainteso: cittadino già lo era… per quel che vale la cittadinanza onoraria. Doveva essere una festa ma non si capiva se era a sorpresa e se c’era il più UNO. Metteteci pure che l’alcool era bandito all’ingresso della PIAZZA (che per definizione dovrebbe essere aperta all’andirivieni e non delimitata da perquisitori in divisa) ma scusate più di 10.000 pazzi volevate?

      • Hanno fatto di tutto per far saltare la festa ma non hanno fatto i conti con l’amore che ancora la città oggi prova per l’immenso Diego.

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