I venti giorni di ritiro del Napoli contro le tournée commerciali di Juventus, Inter, Milan e Roma

Gli azzurri sono gli unici, tra i big, a preferire il vecchio metodo. Le altre sono tra Cina e States. Lo scorso anno, il Napoli ha terminato in crescendo, a differenza di Roma e Juventus

I venti giorni di ritiro del Napoli contro le tournée commerciali di Juventus, Inter, Milan e Roma

Due concezioni opposte

Da un lato il calcio all’antica, oseremmo dire sano, che segue l’ortodossia della preparazione atletica. Venti giorni di montagna per ossigenarsi e preparare al meglio la stagione. Dall’altra, invece, al massimo dieci giorni, in alcuni nemmeno dieci, e poi via di corsa verso tournée intercontinentali. È la sfida tra il Napoli di Sarri e De Laurentiis e il resto della truppa. Il resto che conta: Juventus, Milan, Inter e Roma.

L’anno prossimo forse anche il Napoli in Cina

È una differenza che salta agli occhi in questa estate 2017. Non è la prima volta. È già capitato, in passato. E probabilmente dal prossimo anno il ritiro del Napoli a Dimaro non sarà più di tre settimane, bensì di due. Le esigenze commerciali si fanno sentire anche a casa Napoli che una settimana potrebbe trascorrerla in Cina. Per ora, però, il club napoletano è l’unico a non essersi ancora lasciato ammaliare dal dio denaro. Sarri è riuscito a imporre la sua visione. Anche perché c’è il preliminare di Champions ed è interesse di tutti arrivarci al meglio.

Il programma delle altre

Le altre, invece, hanno programmi diversi. La Juventus mercoledì partirà per gli Stati Uniti, dove affronterà Barcellona, Paris Saint Germain (di Dani Alves) e Roma. Giallorossi che in mattinata sono volati a Detroit dove affronteranno Psg, Tottenham e appunto la Juventus. L’Inter di Spalletti, reduce dalla sconfitta contro il Norimberga e l’insofferenza nemmeno tanto velata di Spalletti, ha già chiuso il suo ritiro e si prepara alla trasferta cinese. Cina dove è già arrivato il Milan di Montella. A Guangzhou, con l’umidità all’80%. I rossoneri saranno in Cina per una settimana. Quattro squadre che, di fatto, hanno una preparazione diversa. La preparazione che oggi svolgono quasi tutti i grandi club che debbono tenere conto di esigenze di bilancio.

I finali dello scorso anno

A giudicare dal finale di stagione, la Juventus ha pagato questo tipo di preparazione. Bisogna anche dire che è arrivata in fondo a tutte le manifestazioni. Due le ha vinte, una no. La Roma è arrivata col fiato corto. Forse per responsabilità del preliminare di Champions perso lo scorso anno contro il Porto. L’anno nero delle milanesi è spiegabile con motivi più strettamente legati al campo.

Lo scorso anno, Sarri ha cambiato la preparazione al Napoli. E i risultati si sono visti. La prima stagione il Napoli è parso più energico in autunno che in primavera. Anche se poi, totalizzò gli stessi punti sia all’andata che al ritorno in campionato. Probabilmente fu la mazzata dello Juventus Stadium, col gol di Zaza a pochi minuti dalla fine, a far perdere energie mentali alla squadra. L’anno seguente, quello che si è appena concluso, il Napoli ha giocato più partite e le ha giocate quasi tutte mostrando un’ottima condizione sia fisica che mentale. È partito piano, caratteristica delle squadre di Sarri, e ha avuto una lieve flessione dopo Natale. Ma il Napoli ha terminato la stagione in crescendo.

Quest’anno il club è tornato tra i boschi, come si faceva negli anni Settanta e Ottanta. Oggi Dimaro è stata presa d’assalto dai tifosi. Cinquemila i napoletani in Val di Sole per assistere agli allenamenti. C’è grande entusiasmo, persino troppo visto che la stagione ancora deve cominciare. Ma questo è un altro discorso. Sarà interessante, invece, quali e quali vantaggi il Napoli avrà da una preparazione old style rispetto a quella commerciale delle altre pretendenti allo scudetto. E nei prossimi giorni ne parleremo anche con esperti.

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