La maturità saltata da Donnarumma da spiegare a mio figlio (che gioca a calcio)

La difficoltà di trasmettere i valori dello sport quando un giovane di 17 anni che guadagna 500mila euro al mese salta gli esami di maturità per stress

La maturità saltata da Donnarumma da spiegare a mio figlio (che gioca a calcio)

Il diploma è il minimo sindacale

Una notizia che, probabilmente, passerà inosservata denota la mia inadeguatezza allo sport agonistico: Gigio Donnarumma, il diciottenne portierone del Milan, ha sì rinnovato il contratto coi rossoneri (sei milioni all’anno per cinque anni) ma domani non si presenterà all’esame di maturità. Partirà per Ibiza. Troppo stress per lui, in questi giorni, povera anima di Dio. Giuro che se fossi stato il papà di Gigio, ci sarei rimasto malissimo. Il diploma di scuola media superiore è il minimo sindacale per chi vuol vivere in società a livelli discreti. Anche se guadagni 500mila euro al mese. Mio figlio, quattordici anni, naturalmente non è d’accordo con me. Io gli parlo di Giorgio Chiellini, laureato in Economia ma….mi accorgo che resto inascoltato.

Il secondo posto della Asd Brothers Polisportiva Piscinola

La finale nazionale della squadra di mio figlio

Probabilmente non sono adatto allo sport, mentalmente ancor meno che fisicamente. Mi prodigo in consigli e commenti che forse non sono graditi. Come quelli dopo il torneo di Cesenatico, calcio a 7, organizzato dal CSI, Centro sportivo italiano, cui mio figlio e la sua squadra hanno partecipato da mercoledì 28 giugno a domenica scorsa. L’Asd Brothers Polisportiva Piscinola ha vinto il torneo provinciale, quello regionale ed è arrivata in finale, a Cesenatico contro l’Asd Segato Viola di Reggio Calabria, battendo tutte le avversarie. Ma i calabresi sono fortissimi. Anche loro avevano vinto, anzi stravinto tutte le partite precedenti e, udite udite, schieravano in campo Giovanni Giorgi.

Giorgi un avversario troppo forte

Digitate questo nome in un motore di ricerca e scoprirete che Alfredo Pedullà, sul suo blog, lo definisce il 2003 più forte di Italia. Pare che la Juventus lo abbia già acquistato per centomila euro. Cari amici napolisti…..un fenomeno, questo Giorgi! Scatto, dribbling, tiro, posizione, visione di gioco. I suoi compagni di squadra pure sono forti, ma lui è di un altro pianeta. La difesa del Piscinola non è riuscita ad arginarlo e si è perso 9 a  4. I mini atleti napoletani, nello spogliatoio, sono scoppiati in lacrime. Noi genitori, il mister, i dirigenti, abbiamo inutilmente provato a convincerli che la coppa e le medaglie del secondo posto a un torneo nazionale sono un risultato importantissimo.

Gli avversari

Vincere non è l’unica cosa che conta

Il sottoscritto ha addirittura contestato lo slogan tanto caro agli juventini: “vincere è l’unica cosa che conta”. Ma io ci credo davvero. Sono ragazzi sani, pieni di energie, bravi a giocare a pallone e tanto basta, per me. Certo, viene in mente la frase di Massimo Troisi a proposito del più bravo della sua classe: “Oh, ma a chisto proprio ccà l’avevan mettere?”, però…pazienza. Dalle sconfitte si impara, soprattutto quando l’avversario è davvero più forte di te. Sono contento che mio figlio (capitano della squadra) a fine partita sia andato a complimentarsi col “2003 più forte di Italia”. Forse qualche cosina gliel’ho trasmessa. Chiedo ospitalità al Napolista per dare soddisfazione ai ragazzi pubblicando i nomi di tutti:

Squadra: Antonio Cimminiello, Aldo Amendola, Giovanni Fierro, Antonio Salierno, Matteo De Vito, Raffaele Postiglione, Karim Pedersoli, Nando Murolo, Angelo Angrisano, Giovanni Musella, Giuseppe Marano, Pasquale Merolla, Carmine Ricco, Mattia Salzano.

Dirigenti accompagnatori: Pierino De Lisa, Salvatore Murolo, Domenico Marano.

Allenatore: Pasquale D’amore

Direttore Sportivo: Roberto Iacono.

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