Maradona cittadino di Napoli costa 230mila euro (che pagheranno gli sponsor)

Rassegna stampa sul caso Maradona: i soldi e l’origine dei soldi per il suo cachet, le polemiche politiche in Comune e il senso di polvere e di polverone.

Maradona cittadino di Napoli costa 230mila euro (che pagheranno gli sponsor)

Rassegna stampa

Maradona, Maradona, siempre Maradona. Mentre il Napoli si appresta a partire per il ritiro di Dimaro, Napoli e l’Italia si interrogano e polemizzano su una festa di piazza per conferire la cittadinanza onoraria a un ex calciatore. Certo, definire così Maradona è assolutamente riduttivo, però questa dicitura entra nel gioco dei botta e risposta (politici) intorno al cachet percepito dall’argentino. Che, stando alle letture sui giornali, si aggirerebbe intorno ai 230-250mila euro. “Introiti collaterali”, spiega qualcuno. Ma leggiamo.

La Gazzetta dello Sport declina il tema sottolineando l’annuncio del comune sugli “zero euro” incassati per il main event, lo spettacolo del 5 giugno a Piazza del Plebiscito. L’ha spiegato l’assessore allo Sport di Palazzo San Giacomo Ciro Borriello. Neanche Siani dovrebbe percepire compenso. Però ci sono quei 230mila, “generati” dal supporto da sponsor e media partner.

Da dove arrivano i soldi

Qui si innesca la vera polemica: chi, come e perché investirà del denaro intorno a questa “festa”? Ci sono due pagine sul Mattinoè l’apertura del dorso di cronaca cittadina. Basta questo dato “tecnico-giornalistico” per definire la polvere che questa storia sta muovendo e sta depositando ancor di più su Napoli. Per Stefano Ceci, agente di Diego, l’ex Pibe «viene a Napoli senza ricevere nulla: l’unica cosa che riceverà a piazza Plebiscito sarà l’abbraccio del popolo napoletano».

E prima e dopo questa festa? «Diego parteciperà ad alcuni eventi a Napoli nei prossimi giorni. Fortunatamente, la sua immagine è ancora molto forte. In tanti, in tutto il mondo, fanno a gara per averlo». Tra queste, si legge sul Mattino, diverse «piccole e medie imprese del territorio che si sono autotassate per far sì che l’evento non saltasse e per vedere il proprio marchio su banner e striscioni che compariranno mercoledì sera in piazza e sul palco. Un pool di sponsor che in queste ore si sta incrementando grazie ad una frenetica ricerca di nuovi sostenitori».

La festa per i napoletani sarà dunque pagata dai privati. I contatti con gli sponsor sono stati portati avanti da Siani, che «si è impegnato per rendere più bella una manifestazione originariamente breve, dalla durata iniziale non superiore ai dieci minuti». Ovvero, il tempo necessario per una cerimonia di cittadinanza onoraria “semplice”.

Eventi collaterali

Solo che l’occasione fa l’uomo testimonial. E allora tocca a Borriello spiegare come e perché Maradona non andrà via da Napoli proprio a mani vuote – escludendo, ovviamente, la cittadinanza onoraria -: «In ogni caso, Maradona non prende compensi per la cittadinanza onoraria. So che aveva già organizzato a Napoli una serie di eventi privati collaterali che gli frutteranno un guadagno. Tant’è vero che la cerimonia è stata spostata dal 4 al 5 luglio per consentirgli di tenere fede a questi impegni».

Diverse le idee dell’opposizione comunale. Stanislao Lanzotti, di Forza Italia, preannuncia «un’interrogazione per capire come stanno le cose, dato che sono a conoscenza di un compenso per mercoledì sera». Pari a 230mila euro, la cifra di cui si parla da giorni. Lanzotti ha specificato che il suo attacco è al sindaco. Che «ha voluto sfruttare la passione dei cittadini per salire su un palco davanti a decine di migliaia di persone, tra l’altro senza coinvolgere il Consiglio comunale che la mozione per la cittadinanza onoraria l’ha votata». Sul Mattino vengono riportati altri commenti di esponenti politici (dell’opposizione), che ovviamente si esprimono negativamente sull’intero evento. L’altra caratteristica tipica del corredo genetico di un italiano è il gusto per la polemica di parte, del resto.

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