Lo juventino Battista sul Corriere della Sera: «Juventini, basta col linciaggio social di Bonucci»

« Non è un mercenario ma un professionista. Il linciaggio del traditore è pratica barbarica, la ferocia con cui qualcuno si è scagliato contro il figlio malato è vomitevole”.

Lo juventino Battista sul Corriere della Sera: «Juventini, basta col linciaggio social di Bonucci»

“Merita rispetto per la sua umanità e la sua bravura”

L’incipit è tutto un programma: “Cari tifosi juventini infuriati e che state perdendo il senso della misura e della decenza (per fortuna una minoranza), da juventino deluso e amareggiato: smettetela con il linciaggio sui social di Leonardo Bonucci”. A scriverlo, sul Corriere della Sera, è uno juventino doc: Pigi Battista. Che ovviamente fa valere la sua appartenenza e aggiunge: «Bonucci si pentirà amaramente di aver scelto il Milan quando a un minuto dalla fine nella partita decisiva a San Siro Gonzalo Higuain lo befferà con un tunnel per poi segnare, facendoci assai godere».

“Il linciaggio del traditore è pratica barbarica”

È l’unica concessione che fa al suo essere tifoso. Dopodiché, come è ovvio che sia, auspica un ritorno alla ragionevolezza. “Stop immediato alle ingiurie, alle minacce, agli auguri di malattie e addirittura di morte: tra Bonucci rossonero e questo bullismo disumano e scatenato, con Bonucci tutta la vita. Bonucci merita rispetto per la sua umanità e la sua bravura, un pilastro della Juventus dei sei scudetti consecutivi e delle due finali in Champions che hanno comunque messo la Juve ai vertici del calcio europeo”.

E ancora: “Bonucci all’inizio della stagione ha saltato qualche partita e un po’ di allenamenti: non per pigrizia, ma perché uno dei suoi figli è stato molto, ma molto male. Chi scherza o blatera su questa circostanza così drammatica è un energumeno morale, ed energumeno resta anche se si sente legittimamente tradito da Bonucci. Che non è un «mercenario» ma un professionista”.

Battista conclude così: “Il linciaggio del traditore è pratica barbarica, e poi la ferocia con cui qualcuno si è scagliato contro il figlio malato è addirittura vomitevole. Quindi fermatevi, fermiamoci. Quando lo spirito della curva si associa all’odio diffuso nei social, la miscela che ne risulta può essere avvelenata. Disintossichiamoci, auspichiamo rivalse sul campo, ma le atrocità no, l’attacco a un bambino per giunta, fanno solo orrore. Senza colore né bandiere.

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