Fassone: «Il Napoli è l’anti-Juve, il nostro bilancio è migliore di quello di altri club»

Marco Fassone al Corsera: «Per Donnarumma non accetteremo altri compromessi, il nostro piano si complicherebbe senza Champions in due anni».

Fassone: «Il Napoli è l’anti-Juve, il nostro bilancio è migliore di quello di altri club»

Niente compromessi

Sceglie questo titolo, il Corriere della Sera, per presentare l’intervista a Marco Fassone, uomo d’azione del nuovo Milan cinese. L’argomento chiave è ovviamente il rinnovo di Donnarumma, per il quale il Milan «non scenderà ad altri tipi di compromessi». Anche perché «credo che siamo a un giorno o due dalla decisione, che spetta al giocatore». Quando gli viene chiesto cosa si intende per “compromesso”, Fassone risponde e spiega: «Queste decisioni non vengono mai prese dai giocatori da soli. Ci sono gli agenti, in questo caso ce n’è uno molto bravo, che ha sue idee e convinzioni, che sono un po’ lontane dalle nostre, quindi non so quale sarà la scelta finale». Ha detto tutto.

Questo tutto si allarga: «L’accordo con la famiglia è vicino, quello con l’agente è più complicato. Non parliamo solo di clausola rescissoria, ma una retribuzione, dei benefit, delle clausole, una commissione, delle possibili clausole sulla futura vendita del giocatore».

Sul rapporto con gli agenti, Fassone attacca i club. Come un kamikaze: «Se una società non è strutturata, un agente bravo può influenzare le sue scelte di mercato. Se un club ha invece una policy chiara, l’agente svolge un servizio utile e se la commissione non è enorme, va bene. Il problema è se le percentuali sono troppo alte, ma di nuovo cediamo noi società, non ci obbliga nessuno ad accettare».

Il nuovo Milan

Sulla proprietà cinese e i suoi personaggi: «Yonghong Li è molto diverso dai presidenti cui siamo abituati. Sarà molto meno visibile. Non è un imprenditore con un’unica azienda, è un investitore, che ha asset importanti e diversificati tra loro, viaggia moltissimo e ha base in diverse città della Cina. Ha un team di lavoro che lo segue, il cui braccio destroè Li Han, che io sento tutti i giorni.

Si è letto in giro, anche sul Napolista, che un eventuale mancato accesso in Champions stravolgerebbe, anzi sconvolgerebbe, l’intero piano finanziario del nuovo Milan. Fassone risponde così: «Il mio lavoro è proprio far sì che l’investimento non si bruci in virtù di un risultato sportivo che non arriva. Il nostro piano è cauto, prevede di metterci anche più tempo. Se mancassi la Champions per due anni di fila, avrei qualche grattacapo in più». Come dire: abbiamo tutti torto il primo anno, ma il secondo cominciamo ad avere ragione.

Anche se poi il quadro che Fassone fa del calcio italiano mette il Milan in una posizione forse non “di sicurezza”, ma comunque in buona compagnia. C’è qualche tecnicismo finanziario, ma è utile al racconto: «Il Milan che ho trovato io aveva 75 milioni di debiti che abbiamo trasferito dalle banche al fondo Elliott, che è un po’ più caro, gli interessi sono al 7,7%. Poi abbiamo emesso un bond di 50 milioni per far fronte alle esigenze del mercato estivo. In tutto 120 milioni di debito, su oltre 200 di fatturato: è estremamente contenuto rispetto ad altri club. Non solo. La stagione 2017-2018, visti gli ingenti investimenti, avrà ancora perdite significative. Mister Li vi farà fronte con un aumento di capitale»

Napoli

Parla anche del Napoli, Fassone. È un ex, ma lo elegge come anti-Juve in pectore per altri motivi. Questi: «Non si è indebolito, è rodato, ha il gioco che mi ha divertito di più. Noi negli ultimi anni siamo stati come una macchina molto potente, che è rimasta in garage, impolverata. Ma ha voglia di tornare a correre».

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